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Marche da sogno: 5 borghi da gustare attraverso i loro piatti tipici


Martedì 09 giugno 2020

Le Marche: una splendida regione dalle mille sfaccettature. Un percorso enogastronomico alla scoperta dei suoi borghi e dei loro piatti tipici

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Marche da sogno: 5 borghi da gustare attraverso i loro piatti tipici

Incastonata come una gemma nel cuore dell'Italia la piccola regione delle Marche attira i visitatori con i suoi paesaggi incontaminati: vagabondare tra le sue tra dolci colline, scoprirne i borghi medievali e spingersi fino alle acque cristalline delle sue spiagge è un piacere per il corpo e per la mente.
E che cosa dire della cucina locale? Semplice e saporita rispecchia l'anima di questa regione e costituisce parte integrante della vacanza.
In questo articolo assaporeremo 5 incantevoli borghi marchigiani attraverso i loro piatti tipici. Il viaggio inizia dalla splendida Gradara.

Gradara

Posizionato sul confine tra Marche ed Emilia questo incantevole borgo è famoso per la rocca ed il castello medioevale, che hanno fatto da sfondo alla storia d'amore tra Paolo e Francesca.
Gradara è stata inserita nella lista dei borghi più belli d'Italia, conquistando il gradino più alto del podio nel 2018, anno in cui è stata eletta "Borgo dei Borghi". Girovagare per le sue stradine e percorrere il Sentiero degli Innamorati che ne cinge la collina è il modo migliore per assaporarne la magia. Quando la voglia di esplorarne le bellezze lascia il posto al desiderio di soddisfare il gusto, Gradara offre altrettanti piaceri. Il turista può trovare rifugio in uno dei suoi ristorantini con vista sul castello ed ordinare i "tagliolini con la bomba".
Il nome riporta alle battaglie che nel corso dei secoli si sono svolte a Gradara ma in realtà descrive un piatto semplice e povero, cucinato dalle nonne marchigiane per la gioia dei nipotini. Si tratta di una ricetta rustica, in cui i tagliolini vengono cotti in acqua e sale e poi conditi con cipolla e lardo soffritti.
La bomba è data dall'incontro dell'olio caldo con l'acqua di scolo della pasta, che genera una piccola nuvola di vapore sfrigolante simile all'effetto di un petardo.

Scendendo sulla costa il viaggiatore giunge a Sirolo, meraviglioso labirinto di vicoletti all'interno del Parco Regionale del Conero.
Dalla sua piazzetta lo sguardo spazia sulle più belle spiagge della riviera, punteggiate da lecci e corbezzoli. Nelle giornate più limpide si possono vedere all'orizzonte le isole della costa croata, mentre l'habitat alle spalle è ricco di cinghiali, volpi, fagiani ed altre specie di uccelli. In un contesto naturalistico da sogno anche la gastronomia locale regala emozioni uniche: il consiglio è quello di concludere la giornata di fronte al mare, gustando un ottimo "brodetto all'anconetana".
Si tratta di una zuppa di pesce, dalla consistenza densa, ideale come piatto estivo: viene servita in piatti molto fondi, corredata da fette di pane spesso abbrustolite.
Si dice che i cuochi della riviera conservino con gelosia la ricetta del brodetto, che a volte personalizzano con tocchi individuali, modificandone la versione originale. In generale per realizzarlo si utilizzano diverse varietà di pesce (seppie, scampi, triglie, merluzzo, calamari) che vengono soffritte in un trito di sapori, aceto e passato di pomodoro. La cottura è lunga e prevede che il brodetto si addensi, raggiungendo una consistenza pastosa. A quel punto l'opera d'arte è pronta per regalare al viaggiatore il degno coronamento della sua vacanza a Sirolo.

brodetto all'anconetana

Il tour gastronomico prosegue ritornando in collina e precisamente ad Arquata del Tronto, cittadina fortificata tra il Gran Sasso ed i Monti della Laga.
Uno stuzzichino tipico qui è rappresentato dalle "foglie di salvia fritte", da gustare calde e croccanti. La preparazione è veloce e consiste nel friggere le foglie in una pastella di olio, farina, birra ed albumi. Un cartoccio di profumate foglioline può accompagnare il turista alla ricerca dell'orso marsicano.

Foto di Piattoforte.it

Tornando sulla costa il visitatore non può mancare una tappa a Grottammare, borgo marinaresco noto come la perla dell'Adriatico. Si tratta di una cittadina vivace, nota per il centro storico abbarbicato alla collina. La sua specialità è rappresentata dai "cremini all'ascolana", bocconcini di crema impanati e fritti, che possono essere serviti come antipasto oppure a fine cena come dolce.
In entrambi i casi la gioia del palato è garantita.

L'ultima destinazione del nostro tour conduce a Fossombrone, borgo medioevale famoso per i resti della Rocca Malatestiana e per il bellissimo Ponte della Concordia. Qui il turista può gustare la "zuppa di cicerchie", piatto tipico della tradizione contadina locale.
Si tratta di una ricetta povera realizzata con le cicerchie, simili ai ceci ma dal sapore più delicato. Questi legumi vengono ammorbiditi, quindi soffritti e passati in padella insieme a patate e pomodoro. Dopo una cottura di circa due ore la zuppa viene servita in tavola fumante, guarnita da rosmarino e salvia.

Foto di Nonnapaperina.it

I borghi più belli delle Marche riescono a far sognare anche attraverso i loro piatti tipici.


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