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Dalla struggente leggenda di Aci e Galatea nascono i borghi più belli in nome di Aci


Mercoledì 20 ottobre 2021

Due personaggi mitologici il cui amore contrastato avrebbe dato vita ai borghi disseminati lungo la Riviera dei Ciclopi e nell'immediato entroterra

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Dalla struggente leggenda di Aci e Galatea nascono i borghi più belli in nome di Aci

Una delle più belle zone della Sicilia si trova lungo la costa orientale dell'isola e si tratta della Riviera dei Ciclopi: è una terra questa dove storia e leggenda si fondono, ammantando ogni luogo e borgo di storie fantastiche e affascinanti, da quella di Enea qui sbarcato per salvare l'amico Achemenide a quella di Giove che, nella foresta un tempo presente nella zona, appese i corpi dei Titani da lui sconfitti.
C'è poi la leggenda di Aci e Galatea, due personaggi mitologici il cui amore contrastato avrebbe dato vita ai borghi disseminati lungo la Riviera dei Ciclopi e nell'immediato entroterra.

Il leggendario amore di Galatea e Aci

Ovidio, nel Libro XIII dell'opera Metamorfosi, narra del ciclope Polifemo, abitante del vulcano Etna, innamorato follemente di Galatea: era una delle cinquanta Nereidi, ossia le ninfe figlie di Nereo e Doride. Galatea era bellissima e aveva la pelle del colore della Luna: non stupisce che ad innamorarsene fu anche Aci, un giovane pastore anch'esso affascinante, figlio della ninfa Simetide e del dio dei boschi e dei monti, Pan. Si narra che Aci, mentre pascolava il suo gregge di pecore in riva al mare, incontrò Galatea e i due giovani si innamorarono perdutamente l'uno dell'altra.
Ogni corteggiamento di Polifemo andava dunque a vuoto, alimentando la rabbia e la sete di vendetta del ciclope: un giorno, infatti, mentre Galatea e Aci passeggiavano amorevolmente sulla spiaggia, Polifemo li vide e scatenò sul pastorello tutta la sua ira. Prese un masso e lo scaglio su Aci uccidendolo.

Aci, Galatea e Polifemo
Vignetta a cuna di Maci

Quando Galatea seppe la tragica notizia accorse dal suo amato e pianse così tanto sul suo corpo martoriato da impietosire gli dei: questo decisero infatti di tramutare il sangue del povero Aci in un fiume, che dall'Etna avrebbe raggiunto la stessa spiaggia dove Aci e Galatea si conobbero.
Si narra che questo fiumiciattolo, che in Sicilia chiamano U Sangu Di Jaci, non sia altro che il torrente Lavinaio, chiamato dai greci Akis, le cui acque sono difatti rosseggianti.
Il corpo di Aci invece, sempre secondo la leggenda, è stato letteralmente smembrato in nove parti, ricadute negli stessi luoghi dove sono nati i borghi catanesi i cui nomi iniziano tutti per Aci.
Nella Villa Comunale di Acireale, famoso per il carnevale più importante dell'isola, c'è un gruppo scultoreo raffigurante Aci e Galatea, nel momento più triste del loro amore, ossia quando la ninfa trova il suo innamorato morto.

Statua di Aci e Galatea ad Acireale
Foto di catania.italiani.it

I borghi più belli in nome di Aci: da Aci Castello ad Aci Trezza

Tra i borghi più belli legati alla leggenda di Aci c'è Aci Castello, situata assieme ad Aci Trezza sulla Riviera dei Ciclopi, davanti alla spettacolare Area Marina Protetta delle Isole dei Ciclopi. Il borgo è famoso per il suo Castello normanno, situato in cima a un aguzzo promontorio roccioso di origine vulcanica che emerge dal mare cristallino: pare che in seguito all'eruzione dell'Etna seguita al sisma del 1169, una colata lavica abbia unito questo promontorio alla terraferma. Una scalinata che parte da Piazza Castello porta a questa fortezza che in passato ha ospitato anche Ruggero d'Altavilla e Roberto il Guiscardo: oggi il castello ospita il Museo Civico, dedicato alla paleontologia, all'archeologia e alla mineralogia del territorio.
Aci Trezza invece si identifica con I Malavoglia di Giovanni Verga, ambientati proprio in questo borgo davanti al quale si trovano i Faraglioni dei Ciclopi: la leggenda narra siano stati scagliati da Polifemo dopo essere stato ingannato e accecato da Ulisse e i suoi compagni. Da Aci Trezza si può scorgere anche l'Isola Lachea, dove Odisseo sbarcò trovandovi però solo capre. Ad Aci Trezza è d'obbligo una visita alla Casa del Nespolo, una caratteristica casa della Sicilia del XIX secolo dove, nel romanzo, abita una famiglia di pescatori. Oggi questa casa è un museo dove sono esposti cimeli e oggetti legati sia al romanzo che al film di Luchino Visconti ispirato all'opera di Verga.
Gli altri borghi legati alla leggenda sono Aci Sant'Antonio, dove sorge il Museo del Carretto Siciliano legato al folklore e alla storia dell'isola, Aci Bonaccorsi che ad agosto ospita il "Festival Nazionale dei Fuochi d'Artificio", Aci Santa Lucia, l'antica Aci San Filippo e Aci Platani, dove sorgono il Museo dedicato alla cultura contadina e la Chiesa Madre dove sono conservati dipinti del Platania e del Vasta.

Faraglioni di Aci Trezza
Faraglioni di Aci Trezza

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