La Chiesa di Santa Maria Maggiore di Maratea è uno dei principali edifici religiosi del borgo lucano, con origini che risalgono al Quattrocento. Una lapide interna ricorda infatti la costruzione dell’attuale edificio nel 1505 per opera di Mercurio Greco, mentre la chiesa primitiva era già stata elevata a parrocchia nel 1434.
L’edificio conserva un impianto romanico e presenta una caratteristica insolita: non ha una vera e propria facciata principale, ma si affaccia con un fianco su una piccola piazzetta triangolare. Su questo lato si apre un elegante portale barocco in stucco, affiancato da due angeli oranti in marmo risalenti al XVI secolo.
Il campanile è uno degli elementi più distintivi: poggia su una base quadrata di impianto romanico e si sviluppa in una struttura ottagonale, culminante in una cupola cuspidata che slancia l’intero complesso verso l’alto.
All’interno, il presbiterio ospita una raffinata cantoria lignea, intagliata a mano e completata nel 1729 da Marco De Sanctis. Sono inoltre presenti numerosi arredi e suppellettili in marmo bianco del XVI secolo. Tra le opere più significative spicca la statuina dell’Assunzione della Vergine, conosciuta come Madonna degli Angeli, raffigurata circondata da una schiera di piccoli angioletti.
Nel suo insieme, la chiesa rappresenta un armonioso incontro tra elementi romanici e barocchi, custodendo testimonianze artistiche e devozionali che raccontano la lunga storia religiosa di Maratea.
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