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Ricetta: La Pagnotta Pasquale di Sarsina

Scopri la Pagnotta Pasquale di Sarsina: storia, tradizione contadina e rito della Pasqua romagnola tra fede, famiglia e rinascita.

By redazione Aggiornato: 2 Maggio 2026 4 min di lettura

Il pane dolce della rinascita, tra fede contadina e tradizione romagnola

Nel cuore della Valle del Savio, quando l’inverno lascia spazio ai primi profumi della primavera, la Pasqua arriva anche attraverso un rito antico fatto di attesa, lievitazione e condivisione. A Sarsina, la tavola pasquale si apre da sempre con un simbolo forte e identitario: la Pagnotta Pasquale. Non è solo un dolce, ma il racconto di una comunità contadina che celebrava la fine delle privazioni e il ritorno dell’abbondanza.

Un rito antico tra Quaresima e primavera

È difficile stabilire con precisione quando nacque la Pagnotta Pasquale: i primi riferimenti risalgono agli inizi del Novecento, ma le sue radici affondano molto più indietro, nella cultura rurale romagnola. La sua preparazione seguiva fedelmente i tempi della Quaresima e della Settimana Santa, diventando il dolce simbolo della colazione di Pasqua, un momento attesissimo dopo settimane di rinunce.

La Pasqua coincideva anche con il risveglio della natura: i campi tornavano a vivere, gli alberi fiorivano e la Pagnotta rappresentava questo passaggio, da un periodo di austerità a uno di speranza e rinascita.

Ingredienti per la Pagnotta Pasquale fatta in casa
(Ricetta della Pagnotta di Pasqua di zia Maria)

5 uova
1 litro di latte
400 g di zucchero
2 cucchiai di strutto (oppure margarina o olio)
1 cubetto di lievito di birra
Scorza grattugiata di limone
Uva sultanina
Anice
Farina q.b.
Ingrediente segreto (spesso riconducibile proprio all’anice, ma mai dichiarato apertamente)

Procedimento

Disporre la farina a fontana su una spianatoia. Intiepidire il latte. In una ciotola sbattere le uova con lo zucchero, unire lo strutto (o la margarina/olio), il lievito sciolto nel latte tiepido e tutti gli altri ingredienti.

Versare il composto al centro della fontana e lavorare fino a ottenere un impasto morbido ed elastico. Trasferire l’impasto nel vassoio o nello stampo di cottura e lasciarlo lievitare per 2–3 ore in un ambiente tiepido.

Prima di infornare, spennellare la superficie con tuorlo d’uovo. Cuocere a 150°C per circa 50 minuti, fino a doratura.


La colazione di Pasqua romagnola

La tradizione voleva che la Pasqua iniziasse con una colazione abbondante, consumata tutti insieme. In tavola, accanto alla Pagnotta Pasquale, comparivano le uova sode benedette, il primo salame dell’anno – preparato in casa nei mesi invernali – e un bicchiere di Sangiovese.

Quando la Pagnotta veniva fatta in casa, le azdore, vere colonne della famiglia, ne preparavano una per ogni componente del nucleo familiare. Un gesto che assumeva quasi il valore di una dote simbolica, segno di prosperità dopo un inverno di ristrettezze.

Curiosità, segreti e tradizione viva

La Pagnotta Pasquale ha sempre un ingrediente segreto che l’azdora non rivela mai. È questo mistero, insieme alla sua versatilità – buona da sola, con il dolce o con il salato – a renderla ancora oggi così amata.

A Sarsina la tradizione è più viva che mai: tanto da aver dato vita a una Sagra dedicata alla Pagnotta Pasquale, che si svolge in Piazza Tito Maccio Plauto nelle due domeniche precedenti la Pasqua. Ancora oggi si trova nei forni e nelle pasticcerie del borgo e della Valle del Savio, ma molte famiglie continuano a prepararla in casa, rigorosamente con l’ingrediente segreto.

Scena di mercato con fiori e chiesa.

Un pane dolce che racconta la Pasqua di Sarsina

La Pagnotta Pasquale non è solo una ricetta, ma un racconto collettivo fatto di fede, stagioni e memoria. Ogni fetta racchiude il sapere delle azdore, il ritmo lento della lievitazione e il valore della condivisione, restituendo alla Pasqua il suo significato più autentico: rinascita, abbondanza e comunità.

Interessante anche lo studio sulla Pagnotta Pasquale condotto dalla Dott.ssa Catia Guerrini, alla quale viene spesso affidato il racconto di questa antica tradizione in occasione delle visite guidate presso il forno La Corte di Raffaello a Sarsina. Un lavoro di ricerca e divulgazione che contribuisce a custodire e tramandare la memoria gastronomica del territorio, mantenendo vivo il legame tra storia, comunità e saperi contadini.

In collaborazione con Assessorato al Turismo di Sarsina – Ufficio Turistico Sarsina – Proloco Sarsina
e Forno Rossi Raffaello –  Pasticceria Walter – Pasticceria Plautina – Forno Moretti Mike

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