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Pergola


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Nel cuore della Valle del Cesano sorge il borgo di Pergola. A testimonianza dell’antico glorioso passato restano i famosi Bronzi Dorati da Cartoceto di Pergola. Il paese è inoltre conosciuto come la città dalle cento chiese, ricche di preziose opere d’arte, che sono un riflesso dell’importante ruolo economico, politico e religioso svolto dalla cittadina nel corso dei secoli.
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Pergola, tramonto da Casa Sponge  | Mattia Galantini
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Mattia Galantini
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Pergola
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Pergola, Casa Sponge  | Gianluca Panareo
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Gianluca Panareo
Uno sguardo a Pergola
Uno sguardo a Pergola
Video di Giromarcando

Sul borgo

Abitato fin dalla preistoria, il territorio di Pergola è ricco di storia e di eccellenze. Diverse sono le tracce lasciate dalle popolazioni umbre, etrusche e celtiche. L'epoca romana è la più documentata. Qui infatti vennero ritrovati i Bronzi dorati di Cartoceto, unici al mondo. Pergola nasce come libero comune nel 1234 per creare posti di lavoro e commercio alle popolazioni dei vicini castelli e di Gubbio. In pochi decenni il centro urbano si accresce di laboratori artigianali e diviene un importante luogo commerciale, a lungo conteso dalle signoria degli Sforza, Malatesta, da Montefeltro e Della Rovere. Con la conquista dei territori di Gubbio da parte dei Montefeltro, Pergola registra un fortunato periodo di espansione che, dopo la parentesi di Cesare Borgia, prosegue con i Della Rovere, dai quali Pergola ottiene statuti che le assicurano una più ampia libertà e un nuovo sviluppo sociale ed economico.

Nel 1631, con il passaggio allo Stato Pontificio, il centro conosce un lungo periodo di decremento demografico e di difficoltà economiche, compensate solo in parte dal ciclico rifiorire dell'industria tessile e conciaria. È nei secoli XVII e XVIII che Pergola raggiunge la sua massima espansione economica. A conferma dell'importanza raggiunta, nel 1796 viene istituita la Zecca, che batterà moneta fino al 1799. Nel 1797 Pergola viene occupata dalle truppe francesi e diviene parte del Regno Italico. In questo periodo è spogliata di preziose opere d'arte custodite nelle chiese, nei monasteri, nei palazzi pubblici e privati.
L'Ottocento si apre con la restaurazione pontificia, un breve rifiorire dell'economia ma anche nuovi fermenti politici e civili. Il 14 marzo del 1831, durante le sollevazioni dei comitati rivoluzionari di Bologna e delle Romagne, fu il primo delle Marche e uno dei primissimi comuni italiani a innalzare nel palazzo municipale il tricolore. L'8 settembre 1860 Pergola è la prima città delle Marche ad insorgere contro il Regno Pontificio, favorendo l'annessione della regione al Regno d'Italia e guadagnandosi la Medaglia d'Oro per "benemerenze acquisite durante il periodo del Risorgimento Nazionale".

La comunità ebraica, oggi scomparsa, nel tempo deve essere stata abbastanza numerosa. Il primo documento a sancirne la presenza è un atto notarile dell'11 maggio 1383 che testimonia l'esistenza di un banco per esercitare prestiti in denaro. Molto probabilmente, però, degli Ebrei dovevano già essere presenti alla nascita della città o negli anni successivi. Nei secoli la comunità è stata sempre ben accetta. A Pergola vi erano una sinagoga (nell'ex Palazzo Brilli) e un cimitero ebraico, recentemente riportato alla luce, in località Mezzanotte.

La struttura urbanistica medievale di Pergola, oltre ai numerosi luoghi di culto ed a torri o resti di torri, conserva numerosi esempi di Porta del Morto, una stretta apertura ad arco acuto, ricavata a fianco dell'ingresso principale dell'abitazione. Si presenta con la soglia sopraelevata dal livello stradale di circa 80-90 cm. Durante l'epoca medioevale la Porta del Morto restava murata ed era aperta e riaperta solo per far passare la salma del familiare. Era diffusa nel Centro Italia ed attualmente se ne trovano testimonianze, oltre che a Pergola, a Gubbio, Fabriano, Cortona, Assisi e Città di Castello.

Meritano sicuramente una visita il Museo della Città, all'interno del quale si trovano i bronzi dorati di epoca romana, la Chiesa di Santa Maria di Piazza, la più antica del borgo e la Chiesa dei Re Magi.

La zona di Pergola è nota per i suoi vitigni e per il tartufo. La produzione, pur non in grandi quantità, si fa apprezzare per la qualità dei suoi vini autoctoni, come il Tristo di Motesecco DOC o la locale vernaccia, il Pergola DOC, chiamata popolarmente vernaccetta, nelle versioni rosso, novello e passito. Il vino deriva da un clone aleatico di antichissime origini, probabilmente importato con la fondazione delle città nel 1234 da parte di Gubbio. Fra i vini dolci da segnalare il vin santo e il visner (noto anche come visciolata o vino di visciole) divenuti entrambi presidi Slow Food.

Borgo di Pergola
Comune di Pergola

Provincia di Pesaro e Urbino
Regione Marche

Abitanti: 6.270 (4.932 nel borgo)
Altitudine centro: 265 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia

Comune di Pergola
Corso Matteotti 53 - Pergola (PU)
Tel. +39 0721 7373227

IN AUTO

  • Da Nord: Prendere l'autostrada A14 in direzione di Ancona, uscire a Fano e continuare sulla SS 3 (Via Flaminia) in direzione Roma, proseguire sulla SS73BIS / E78, uscire a Fossombrone Est, continuare in direzione di San Ippolito, attraversare Isola di Fano, La Rota e proseguire per Pergola.
  • Da Sud: Prendere l'autostrada A14 in direzione di Napoli e poi di Pescara, uscire a Marotta/Mondolfo, attraversare Mondolfo, svoltare sulla SP 141 per Pergola.

IN TRENO

  • Stazione ferroviaria di Fano

IN AEREO

  • Aeroporto Ancona
  • Aeroporto di Rimini

VIA MARE

  • Porto di Pesaro
  • Porto di Ancona 

Dormire, mangiare, comprare...

Azienda Agricola BIO
Via Ghetto, 6, 61012, Gradara (Pesaro e Urbino)
41.63 Chilometri da Pergola

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