Oltre ad offrire delle spiagge stupende, Sperlonga è anche un affascinante borgo. La piccola città fatta di viuzze offre degli ottimi spunti per una vacanza alla scoperta della cultura locale.
 
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Sperlonga

L'antro di Tiberio
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Borgo di Sperlonga
Comune di Sperlonga
Provincia di Latina
Regione Lazio

Abitanti: 3.333
Altitudine centro: 55 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia
Comunità montana degli Aurunci e Ausoni 
Bandiera Blu
Città Slow

Aree naturali protette:
Oasi Blu - Villa di Tiberio
Promontorio Villa Tiberio e Costa Torre Capovento
Parco regionale Riviera di Ulisse

Comune di Sperlonga
Piazza Europa - Sperlonga (LT)
Tel. +39 0771 55781

Sperlonga sorge su uno sperone di roccia sulla parte finale dei Monti Aurunci, proteso nel Mar Tirreno e nel Golfo di Gaeta. Il territorio circostante è perlopiù pianeggiante. La spiaggia di fine e dorata sabbia bianca, si alterna a vari speroni di roccia che si gettano in mare, formando calette meravigliose, spesso raggiungibili solo in barca. Queste formazioni rocciose sono presenti a sud della cittadina, in direzione del promontorio di Gaeta. Nel territorio si trovano tracce di attività umana a partire dal paleolitico superiore.

Secondo la tradizione presso Sperlonga sorgeva la città di Amyclae, fondata dagli Spartani. In età romana sorsero nel territorio numerose ville, la più celebre delle quali è quella appartenente all'imperatore Tiberio, comprendente una grotta naturale modificata e decorata con sculture del ciclo dell'eroe omerico Ulisse. Nel sesto secolo i ruderi della villa imperiale furono adoperati come rifugio dagli abitanti del luogo, ma il paese si sviluppò intorno ad un castello sul promontorio di San Magno (65 m s.l.m.), uno sperone dei monti Aurunci, a difesa dalle incursioni via mare dei Saraceni, prendendo il nome dalle numerose cavità naturali della zona (speluncae). Il nome del Castrum Speloncae appare in un documento del X secolo: il castello comprendeva una piccola chiesa dedicata a san Pietro, patrono dei pescatori. Intorno al castello si sviluppò progressivamente il paese per cerchi concentrici. Nell'XI secolo l'abitato fu cinto da mura, ora scomparse, ma di cui restano due porte: la "Portella" o "Porta Carrese" e la "Porta Marina": entrambe portano lo stemma della famiglia Caetani. Sperlonga restò un piccolo paese di pescatori, continuamente minacciato dalle incursioni dei pirati i quali, come ricordano i murales del paese, arrivarono a rapire i suoi abitanti per ridurli in schiavitù. Malgrado la costruzione di una serie di torri di avvistamento in funzione di difesa costiera, la cittadina venne distrutta una prima volta nel 1534 dal pirata ottomano Khair Ad-Dìn, detto il Barbarossa, e una seconda volta, sempre ad opera dei pirati ottomani, nel 1622. Sperlonga, ricostruita fra il XVII e il XIX secolo, assunse la forma attuale (cosiddetta "a testuggine") e vennero erette chiese e palazzi signorili.

La villa dell'imperatore romano Tiberio deriva dall'ingrandimento di una precedente villa tardo-repubblicana, con ambienti disposti intorno ad un portico. Una grotta naturale venne sistemata come sala da pranzo estiva, con giochi d'acqua e straordinari gruppi scultorei del ciclo di Ulisse (tra cui il colossale Gruppo di Polifemo), attualmente conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga.

La festa patronale a Sperlonga si svolge nel giorni che precedono e seguono la prima domenica di settembre, in onore di San Leone e San Rocco, nella chiesa della Madonna Assunta. Le due importanti processioni percorrono quasi tutto il territorio di Sperlonga, sia la città alta che quella bassa in quanto la Parrocchia dell'Assunta è l'unica in tutto il Comune. Caratteristica la processione di San Rocco che giunge di sera fino al mare, dove vengono sparati dei fuochi pirotecnici, poi la statua ritorna nel Centro Storico passando per la Cappella a Lui dedicata e per i vicoli e le scale di Sperlonga. Allietano le serate concerti e diversi spettacoli pirotecnici.

Antiche sono le ricette dei pescatori e dei contadini: una tradizione culinaria che si ripete da secoli. La gastronomia si innesta sulla tradizione di piatti che si rifanno a una cucina povera come le zuppe: di sarde, di pesce alla sperlongana, di fagioli, marinata. Apprezzabili anche i bambolotti con ragù di seppie e la cucina marinara in genere.

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