L’Ex Convento dei Frati Cappuccini con l’annessa Chiesa di San Francesco è uno dei complessi storici più affascinanti di Masullas, nel cuore del territorio del Monte Arci. Questo antico edificio religioso, immerso nel centro del borgo, rappresenta oggi un luogo dove storia, spiritualità e cultura scientifica convivono armoniosamente grazie alla presenza del GeoMuseo Monte Arci “Stefano Incani”.
La costruzione del convento e della chiesa risale al XVII secolo, quando i Frati Minori Cappuccini decisero di realizzare a Masullas un importante centro religioso. L’opera coinvolse attivamente la popolazione locale e benefattori dell’epoca, tra cui il facoltoso Francesco Simoni. Durante gli anni della terribile epidemia di peste, il convento venne utilizzato anche come lazzaretto, assumendo un ruolo fondamentale per la comunità.
Il complesso conventuale colpisce ancora oggi per l’eleganza della sua architettura e per il suggestivo chiostro interno, uno degli elementi più caratteristici della struttura. Al centro del cortile si trova una grande cisterna cilindrica seicentesca capace di contenere quasi 300.000 litri d’acqua piovana, una risorsa preziosa che nei secoli passati garantiva approvvigionamento durante i periodi di siccità. Oggi questo straordinario ambiente è stato valorizzato come spazio espositivo dedicato ai minerali.
Il convento si sviluppa attorno a un chiostro circondato da corridoi coperti che conducono alle antiche stanze monastiche. Un tempo gli ambienti ospitavano le celle dei frati, i locali di servizio e gli spazi destinati alla vita religiosa. La chiesa di San Francesco, semplice e raccolta, presenta una navata unica con alcune cappelle laterali sul lato destro, mantenendo il carattere sobrio tipico dell’architettura cappuccina.
Nel corso dell’Ottocento il complesso subì profonde trasformazioni. Nel 1866, con la soppressione degli ordini religiosi voluta dal Regno d’Italia, convento e chiesa vennero confiscati e destinati ad altri utilizzi. Negli anni successivi gli ambienti del piano superiore ospitarono scuole e, durante la Seconda Guerra Mondiale, uffici delle milizie fasciste. Il progressivo abbandono portò infine al crollo di parte della struttura, comprese le antiche celle dei frati.
Tra gli anni Ottanta e Novanta del Novecento il Comune di Masullas avviò un importante progetto di recupero che restituì nuova vita al complesso. Dal 2010 molte sale del convento ospitano il GeoMuseo Monte Arci “Stefano Incani”, dedicato ai minerali, ai fossili e alla straordinaria ricchezza geologica del territorio.
Visitare l’ex convento significa intraprendere un viaggio tra spiritualità francescana, storia locale e patrimonio naturalistico della Sardegna interna, in un luogo dove passato e presente continuano a dialogare tra antichi chiostri e collezioni museali.
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