La Chiesa di Santo Stefano, situata lungo corso Vittorio Emanuele a Geraci Siculo, è uno degli edifici religiosi più suggestivi del borgo, immediatamente riconoscibile per la spettacolare guglia maiolicata del 1623 che svetta sopra il campanile. Sorge fuori dall’antico perimetro murario, nei pressi della storica porta della Buchiria, a testimonianza dell’espansione del centro abitato nel tempo.
La chiesa, sede dell’omonima confraternita, è documentata già nel 1576, anche se l’aspetto attuale risale alla fine del Settecento, quando fu completamente rinnovata assumendo una particolare pianta ovale con cappelle disposte sugli assi principali. Questa configurazione rappresenta un caso piuttosto raro nel contesto locale e si inserisce nella più ampia tradizione siciliana delle chiese a pianta centrica, sviluppatasi soprattutto dopo il terremoto del 1693.
Il progetto è probabilmente legato all’influenza dell’architetto Gandolfo Felice Bongiorno, attivo nella zona nello stesso periodo. I lavori di costruzione coinvolsero maestranze locali, tra cui Mariano e Gaetano Castello di Gangi e Felice Coco, mentre il portale in pietra intagliata, realizzato nel 1792 da Giuseppe Augusta, era decorato con simboli legati al martirio del santo.
All’interno, la chiesa conserva opere di grande valore artistico e devozionale. Tra queste spicca la statua lignea di Santo Stefano, risalente alla fine del XV secolo, insieme alla tela della Visione di Santo Stefano dipinta nel 1609 da Giuseppe Salerno. Di notevole interesse anche una pittura su rame raffigurante la Madonna delle Grazie, anteriore al 1694.
Nel suo insieme, la chiesa rappresenta un esempio affascinante di architettura religiosa tardo-barocca siciliana, dove elementi scenografici, innovazione spaziale e tradizione devozionale si fondono in un equilibrio armonioso.
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