La Chiesa di San Giuliano è uno dei luoghi di culto più antichi e significativi di Erice, strettamente legata alla storia e all’identità del borgo. Dedicata a San Giuliano, ucciso nel 254 d.C., fu così importante che per secoli il monte su cui sorgeva la città prese proprio il nome del santo, fino al 1934.
Secondo la tradizione, la sua fondazione sarebbe stata voluta dal Ruggero I d’Altavilla, in segno di riconoscenza per l’aiuto ricevuto in battaglia. Tuttavia, studi più recenti fanno risalire l’origine della chiesa ai primi secoli del Cristianesimo, rendendola uno degli edifici sacri più antichi dell’area ericina. La struttura attuale è il risultato di una ricostruzione avvenuta tra il 1612 e il 1615, quando l’edificio fu ampliato e trasformato in una chiesa a tre navate, più imponente e adatta alle esigenze della comunità.
Nel 1770 venne edificato il caratteristico campanile, riconoscibile per il suo originale profilo a pagoda, che ancora oggi rappresenta uno degli elementi più distintivi del panorama urbano di Erice. Nei secoli successivi la chiesa subì ulteriori interventi, tra cui l’innalzamento della volta centrale e la realizzazione di una nuova cupola decorata con raffinati stucchi.
Nel 1927, a causa del crollo della volta della navata centrale, la chiesa fu chiusa al culto e rimase inutilizzata per decenni. Solo dopo un lungo e complesso restauro, durato quasi ottant’anni, è stata finalmente riaperta il 26 dicembre 2005, restituendo alla comunità uno dei suoi simboli più importanti.
L’interno conserva testimonianze artistiche e devozionali di grande valore. Tra queste spiccano i gruppi statuari dei “Misteri”, straordinarie sculture polimateriche realizzate da maestri trapanesi nel XVIII secolo, che raffigurano episodi della Passione di Cristo e vengono portate in processione durante il Venerdì Santo. In sagrestia è custodito anche il prezioso “Repositorio”, capolavoro di argenteria rococò realizzato dall’orafo tedesco Wolfgang Huebner.
Oltre alla funzione religiosa, la Chiesa di San Giuliano ha avuto per secoli anche un ruolo civile: in epoca medievale, sotto le sue arcate, si riuniva la popolazione per discutere e prendere decisioni importanti per la comunità. Ancora oggi, posta in posizione sopraelevata rispetto al centro abitato, domina l’omonima piazza e rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per chi visita Erice, dove storia, fede e tradizione continuano a intrecciarsi.
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