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Chiesa di Santa Maria di Roncione

Chiesa di Santa Maria di Roncione

La Chiesa di Santa Maria di Roncione, situata in località Castelleone nei pressi di Deruta, affonda le sue origini probabilmente nell’XI secolo, anche se la sua esistenza è documentata con certezza solo a partire dal 1141. In quell’anno l’abate Rinaldo di Farfa, confermando alcuni possedimenti all’abbazia di San Pietro di Perugia, menzionò la chiesa escludendola dalle pertinenze cedute.

Nel corso del XIII secolo si hanno nuove testimonianze, tra cui l’esecuzione della Deposizione nel 1236. Durante il Trecento la vita della chiesa è attestata da documenti relativi al priore Rinaldo Segnarelli e da una donazione di una coppia di Deruta, che cedette al monastero beni immobili e terreni nel territorio circostante. Nel 1381 il priorato fu affidato da papa Urbano III al monaco cassinese Carlo Caracciolo Napolitano.

È probabile che l’abbandono da parte dei monaci benedettini sia avvenuto sul finire del XIV secolo, in seguito ai gravi conflitti che colpirono Deruta e le aree limitrofe. Nei secoli successivi l’edificio cadde progressivamente in rovina, tanto che nel 1611 le autorità locali chiesero un intervento urgente per il suo recupero. Due anni dopo, nel 1613, la chiesa fu annessa al Collegio del Seminario di Perugia e restaurata.

L’edificio attuale non coincide con quello originario medievale: fu infatti ricostruito, in epoca non precisata, nelle immediate vicinanze della struttura più antica, i cui ruderi erano ancora visibili fino alla metà dell’Ottocento. Oggi Santa Maria di Roncione rappresenta una testimonianza significativa della storia religiosa e monastica del territorio di Deruta, legata alle vicende delle grandi abbazie umbre e alle trasformazioni avvenute nei secoli.

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