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Bova


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Dal punto di vista culturale Bova è rimasta la capitale dell’Isola Ellenofona, territorio dell’Area Grecanica costituito dai centri abitati in cui gli anziani parlano ancora il Greco di Calabria.
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Bova, la palma di Bova  | Comune di Bova
Bova, la palma di Bova
Comune di Bova
Bova, la Rocca  | Comune di Bova
Bova, la Rocca
Comune di Bova
Bova, Castello Normanno  | Enzo Galluccio
Bova, Castello Normanno
Enzo Galluccio
Bova  | Enzo Galluccio
Bova
Enzo Galluccio
Bova  | Enzo Galluccio
Bova
Enzo Galluccio
Bova, Chiesa di San Leo  | Comune di Bova
Bova, Chiesa di San Leo
Comune di Bova
Bova, Gallicianò  | Comune di Bova
Bova, Gallicianò
Comune di Bova
Bova, la Cattedrale  | Comune di Bova
Bova, la Cattedrale
Comune di Bova
Bova  | Comune di Bova
Bova
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Bova, pentedattilo  | Silvia Camporesi
Bova, pentedattilo
Silvia Camporesi
Bova, roghudi  | Silvia Camporesi
Bova, roghudi
Silvia Camporesi
Centro visita Parco Nazionale dell'Aspromonte  |
Centro visita Parco Nazionale dell'Aspromonte
Video di Jonny Wild

Eventi

domenica
2
agosto, 2020

Madonna del Mare

mercoledì
5
maggio, 2021

Novenario e festa Patronale di San Leo

Sul borgo

Le antiche origini della città di Bova (chòra tuVùa) sono testimoniate dai numerosi ritrovamenti archeologici rinvenuti in prossimità del Castello Normanno risalenti al periodo Neolitico, anche se le prime testimonianze storicamente documentate sull’esistenza di Bova risalgono ai primi anni del secondo millennio, quando tra il 1040 ed il 1064 i Normanni si imposero su Arabi e Bizantini nella dominazione della Sicilia e della Calabria.

Nel secolo VIII–VI a. C. divenne colonia della Magna Grecia, mentre nei secoli seguenti fu assediata dai Saraceni, dagli Arabi e dai Normanni, e proprio con quest’ultima dominazione Bova entrò nel periodo feudale e divenne contea.
La città fu antichissima sede vescovile (è rimasta sede vescovile fino al 1996 e poi è stata unificata alla Diocesi di Reggio divenendo Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova), e seguì il rito greco introdotto in Calabria dai monaci basiliani fino al 1572, anno in cui il Vescovo Stauriano impose il rito latino, fece scomparire ogni traccia del rito Bizantino e con esso tutti i quadri e le steli, sostituendole con statue seicentesche confacenti al rito romano.

Le testimonianze artistiche di questo periodo  sono rappresentate anche dalle numerose chiese sparse sul territorio con i relativi portali in pietra locale decorati e le statue marmoree attribuite alla Scuola Messinese.
La latinizzazione portò alla graduale scomparsa della lingua greca, che veniva considerata la lingua del popolo o della povera gente.

Ma dal punto di vista culturale Bova è rimasta la capitale (la Chora) dell’Isola Ellenofona, quel territorio dell’Area Grecanica costituito dai centri abitati in cui gli anziani parlano ancora il Greco di Calabria, una minoranza linguistica tutelata dalla L.R. n° 15/03 e che preserva ancora saperi, tradizioni e mestieri che testimoniano la presenza nel tempo di importanti civiltà, prima di tutte quelle greca e bizantina.

Le caratteristiche orografiche naturali del sito non solo condizionano fortemente la struttura planimetrica del centro, a pianta medievale, ma sottolineano l’importanza strategica e economica che nel passato Bova ha avuto nel controllo di una vasta porzione del territorio montano retrostante.

La storia recente porta agli anni ‘70, quando, dopo importanti eventi sismici ed alluvionali, la maggioranza della popolazione si trasferisce sulla costa e sorge il Comune di Bova Marina. Ma Bova, malgrado le gravi conseguenze sociali ed economiche, resiste allo spopolamento e all’abbandono e continua a rimane un comune a sé stante non accorpato alla Marina, come invece accade alla maggior parte degli altri comuni montani.
Tale situazione fa sì che gli interessi edilizi speculativi di quegli anni siano rivolti alla fascia costiera, permettendo di fatto che il prezioso borgo di pianta medioevale venga conservato nei sui caratteri insediativi e nei sui pregi architettonici.

Dalla metà degli anni ’90 ad oggi nasce un nuovo interesse verso la città di Bova e vengono valorizzate non solo le risorse culturali ma viene anche recuperato il patrimonio architettonico pubblico e privato.

La città di Bova è arroccata sulle pendici dell’Aspromonte, in Calabria. L’ambito naturale nel quale è localizzata è interessato da tre sistemi paesistici di grande interesse: il Parco Nazionale dell’Aspromonte (di cui  Bova è un “centro visita”), il Parco Antropico della fiumara Amendolea il cui corso d’acqua ha generato nei secoli le maggiori modifiche fisico-strutturali del sistema morfologico dell’Area Grecanica, e infine la fascia costiera, essendo questa visibile dalla terrazza panoramica naturale sulla quale Bova è situata.
Il fatto che il territorio comunale ricada quasi interamente all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte, creato nel 1994, ha permesso la diffusione di iniziative volte alla scoperta delle risorse naturali ed alla valorizzazione a fini turistici del ricco patrimonio ambientale. Infatti il territorio comunale, connotato da fiumare, macchia mediterranea e habitat collinare è localizzato in uno dei più importanti canali di migrazioni dell’avifauna, in particolare quello dei falchi pecchiaioli, dei nibbi bruni, e delle cicogne.

Oltre a ciò si trova una Zona di Protezione Speciale per gli uccelli (ZPS) ed è possibile riscontrare specie faunistiche tutelate ed in via di estinzione come il lupo, il gatto selvatico e l’aquila del Bonelli, e un’importante dotazione e diversificazione della flora: associazioni abete-faggio, pino laricio e loricato.
Per quanto riguarda l’habitat rurale il territorio offre diverse risorse legate alla presenza delle fiumare, come la presenza di mulini ad acqua e frantoi adibiti alla lavorazione dei prodotti agricoli. Il paesaggio, oltre che per i secolari uliveti e vigneti, è particolarmente suggestivo in primavera per la fioritura della ginestra e del ginestrello selvatico, la cui fibra un tempo veniva utilizzata per la produzione tessile di coperte.

L’artigianato artistico tipico dell’area è rappresentato dalla lavorazione del legno, dall’intreccio dei cesti e dalla tessitura delle coperte di ginestra. 

Da qualche anno esiste una cooperativa che si occupa della lavorazione artistica del vetro è il “Laboratorio Antica Bova” dove arte e tradizione si intrecciano, e dove i temi stilistici dell’Area Grecanica riaffiorano in veste moderna negli oggetti realizzati.


I prodotti tipici si rifanno alla tradizione agro-pastorale.

I primi piatti a base di pasta sono i maccarruni con sugo di capra, i cordeddi con il sugo, i taggliarini con i ceci. Non mancano i salumi come il capicollo e la soppressata, e i formaggi come il pecorino, e la lestopitta, una sfoglia di farina e acqua fritta nell’olio.

I dolci come la frutta secca (fichi, ficarazzi, mandorle tostate) sono legati alle festività religiose: a Natale vengono preparati i petrali e a Pasqua le ‘ngute.

L’olio è di produzione locale ed anche il vino nelle sue varianti Fengari (bianco) e Ambeli (rosso) ottenuto da viti autoctone.  

Borgo di Bova
Comune di Bova

Provincia di Reggio Calabria
Regione Calabria

Abitanti: 350
Altitudine centro: 820 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia
Paesi Bandiera Arancione
Città del Bio

Aree naturali protette:
Parco Nazionale dell'Aspromonte

Comune di Bova
Piazza Roma - 89033 Bova (RC)
Tel. 0965-762013

IN AUTO

  • Prendere l'autostrada A3 Sa-RC. Da Reggio Calabria percorrere la SS106 Jonica per Bova Marina. Da Bova Marina proseguire sulla SP in direzione di Bova

IN TRENO

  • Stazione ferroviaria di Bova Marina e poi Bus per Bova

IN AEREO

  • Aeroporto Reggio Calabria

Dal blog

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