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Novara di Sicilia


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Il borgo sorge sulla pendice della montagna da cui si scorge l'antica Tindari, in un incantevole scenario naturale a valle di un imponente sperone di roccia, la Rocca Salvatesta, che raggiunge i 1340 m. Le piccole case affastellate, la trama di vicoli e viuzze talvolta sormontati da archi, i decori delle facciate, l'eleganza dei palazzi, la sontuosità delle chiese danno fascino a un assetto urbanistico d'impronta medievale.
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Novara di Sicilia  | Andrew Mayovskyy/shutterstock
Novara di Sicilia
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Novara di Sicilia  | Ales Liska/shutterstock
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Novara di Sicilia  |
Novara di Sicilia
Novara di Sicilia  | 1234zoom/shutterstock
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Duomo di Santa Maria Assunta  | Vadym Lavra/shutterstock
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Novara di Sicilia  | Diego Fiore/shutterstock
Novara di Sicilia
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Novara di Sicilia  | Marco Crupi/shutterstock
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Lavorazione del Maiorchino  | Marco Crupi/shutterstock
Lavorazione del Maiorchino
Marco Crupi/shutterstock
Maiorchino  | Marco Crupi/shutterstock
Maiorchino
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Novara di Sicilia, il lancio del Maiorchino  |
Novara di Sicilia, il lancio del Maiorchino
Novara di Sicilia  | Diego Fiore/shutterstock
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Novara di Sicilia  |
Novara di Sicilia
Novara di Sicilia  | Vittorio Canisi
Novara di Sicilia
Vittorio Canisi
Novara di Sicilia  |
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Novara di Sicilia  | Diego Fiore/shutterstock
Novara di Sicilia
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Uno sguardo a Novara di Sicilia
Uno sguardo a Novara di Sicilia

Sul borgo

Novara di Sicilia (Nuè in dialetto galloitalico; Nuarra in siciliano) si trova al confine tra i monti Nebrodi e i Peloritani. Vi si parla un antico dialetto gallo-italico. Gli abitanti di Novara sono infatti discendenti dei coloni e dei soldati provenienti dall'Italia settentrionale e dalla Francia meridionale che si stanziarono in queste zone con la conquista normanna della Sicilia.

I ritrovamenti in contrada Casalini e le rudimentali abitazioni scavate all'interno della roccia Sperlinga, documentano l'esistenza di un complesso mesolitico. L'antica città romana di Noa è menzionata da Plinio, che chiama i suoi abitanti “noeni”. Nel IX secolo i saraceni costruiscono un castello che diventa il nuovo centro della vita civile sostituendo quello nell'attuale contrada Casalini, abitato fino a tutta l'epoca bizantina. Intorno al 1061-72 si insedia una colonia di lombardi, di religione cattolica con rito latino, probabilmente nei luoghi in cui sorge l'attuale paese.

Nel 1171 è fondata da sant'Ugo, sotto re Ruggero II, l'abbazia di Santa Maria Nucaria, prima edificazione cistercense in Sicilia. Nel XIII sec. viene edificata una struttura fortificata per opera di Ruggero di Lauria; nel 1298 l'abitato di Novara è già censito come castrum Nucariae. XIV sec., terra e castello sono possedimento della famiglia di origine normanna Palizzi nelle persone di Nicolò 1299 e Matteo nel 1337 e, in seguito, di Vinciguerra d'Aragona nel 1364 sotto il regno di Federico IV d'Aragona. Nel XVII secolo il borgo raggiunge il suo massimo sviluppo.

Il borgo sorge sulla pendice della montagna da cui si scorge l'antica Tindari, in un incantevole scenario naturale a valle di un imponente sperone di roccia, la Rocca Salvatesta, che raggiunge i 1340 m. Le piccole case affastellate, la trama di vicoli e viuzze talvolta sormontati da archi, i decori delle facciate, l'eleganza dei palazzi, la sontuosità delle chiese danno fascino a un assetto urbanistico d'impronta medievale.

Le strade, per lo più pavimentate in acciottolato stretto tra due file longitudinali di pietra arenaria locale, contribuiscono a valorizzare l'architettura del centro storico. L'arenaria è stata utilizzata nelle costruzioni civili e con elaborazioni di grande pregio in quelle religiose, dove sono presenti anche molti elementi architettonici realizzati in cipollino, un'altra pietra locale, rossa e marmorea. L'uso della pietra, che sul territorio affiora un po' ovunque, testimonia l'importanza dell'arte dello scalpellino che si tramandava di padre in figlio, fino al deplorevole arrivo del cemento (ma oggi il nobile mestiere viene ripreso con buoni risultati).

L'antico Castello, di cui oggi restano i ruderi, era situato su una rupe a strapiombo che conserva immutata la propria bellezza, anche se la sommità del poggio non è stata protetta da sconsiderati interventi edilizi. Dalla cima si gode l'ampiezza della vallata che scende verso il mare: spingendo lo sguardo sino all'orizzonte si vedono le isole Eolie. Merita sicuramente una visita l'Abbazia di Santa Maria di Novara.

Il piatto tradizionale del festino di mezz'agosto è la pasta ‘ncasciada condita con ragù di vitello e castrato, polpette sbriciolate, melanzane, uova e pan grattato.Un altro piatto tipico, dal bel nome di lempi e trori (lampi e tuoni), è preparato con fagioli, cicerchia, granoturco, lenticchie e grano bolliti e conditi. Per robusti appetiti di montagna ci sono i frittui, carne di maiale mista a lardo, lessa insieme a cotiche, trippa, polmone, cuore, fegato dello stesso maiale.


Storia
Il gioco del Maiorchino, così chiamato dal formaggio di produzione locale, risale ai primi del Seicento ed era praticato nelle zone dei Nebrodi e dei Peloritani. Attualmente sopravvive solo a Novara di Sicilia. L’origine del torneo risale alla tradizione dei casari che, per controllare la stagionatura delle forme, fino a qualche secolo fa avevano come unica possibilità quella di farle rotolare per la strada, testandone la resistenza. In occasione del gioco, è allestito un vero e proprio ovile con i pastori che indossano i caratteristici indumenti e preparano la ricotta e il formaggio a tumma" che sono poi distribuiti ai presenti.

Regolamento
Il lancio del Maiorchino consiste nel lanciare una forma di formaggio del peso di dieci chili, facendo leva sul piede di appoggio fermo su un punto segnato, senza rincorsa. Durante il lancio, il formaggio si libera della lazzàda (lo spago da calzolaio da cui è arrotolato), saltella e gira su se stesso in maniera imprevedibile. Divisi in due squadre, i giocatori si affrontano due a due lungo il percorso. Vince la squadra che, a parità di lanci, va più lontano. Nel caso si rompesse il maiorchino durante la gara, si segna il punto in cui si ferma il pezzo più grande e il giocatore di turno utilizza un'altra forma. Un'eventualità che non dispiace al pubblico, che così ha modo di gustare questo delizioso pecorino.

Borgo di Novara di Sicilia
Comune di Novara di Sicilia

Città Metropolitana di Messina
Regione Sicilia

Abitanti: 1.325 (728 nel borgo)
Altitudine centro: 650 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia
Città dei sapori
Associazione Giochi Antichi

Il Comune
Piazza Girolamo Sofia 2 - Tel. +39 0941 650954

IN AEREO

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Eventi

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16
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Sant'Ugo Abate - Santo Patrono

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