PIATTO ADATTO A VEGETARIANI
Tra i dolci della tradizione contadina del Nord-Est italiano, la Pinsa — o Pinza — occupa un posto speciale: è il profumo dell’inverno, delle stalle riscaldate e dei focolari accesi dopo le feste. Diffusa tra Veneto, Friuli e alcune vallate trentine, nasce come dolce di recupero, preparato con ciò che restava nelle dispense dopo il Natale: pane, farina di mais, frutta secca, uvetta e mele. Ingredienti semplici, capaci però di trasformarsi in una torta rustica e profumata, simbolo di abbondanza e buon auspicio per l’anno nuovo.
Un tempo veniva cotta lentamente sotto la cenere del camino e condivisa in famiglia durante l’Epifania: non a caso è ancora oggi considerata il dolce della Befana. Ogni valle custodisce la propria variante — lievitata o più compatta — ma tutte raccontano la stessa storia fatta di stagioni, comunità e memoria rurale, quando nulla andava sprecato e ogni ricetta era prima di tutto un gesto collettivo.
Ingredienti
400 gr farina di polenta gialla
600 gr farina 00
100 gr burro
1,6 litri latte bollente
150 gr zucchero
1 bustina di lievito
250 gr gherigli di noce
200 gr uva sultanina bagnata con rhum o marsala
100 gr di fichi secchi morbidi a tocchetti
100 gr di pinoli
2 mele
semi di finocchio
buccia di limone grattugiata (solo giallo)
2 uova
30 g. burro
Un pizzico di sale
1 l. latte
Procedimento
Iniziamo mescolando bene le due farine, lo zucchero e la bustina di lievito. Sciogliamo il burro nel latte bollente e aggiungiamolo poco a poche nelle farine. Mescoliamo facendo attenzione a non formare grumi. Aggiungiamo tutti gli altri ingredienti, mescoliamo e lasciamo riposare per un’ora. Ungiamo una pirofila e riempiamola con l’impasto. Ricopriamo la superficie con delle fettine di mela e cospargiamola con lo zucchero. Preriscaldiamo il forno a 180 gradi e inforniamo per un’ora. Lasciamo raffreddare bene la Pinsa prima di servirla.
…Buon appetito e felice epifania!
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