Continua il nostro viaggio alla scoperta dei borghi che hanno fatto da scenografia a grandi (e piccoli) capolavori del cinema sia nazionale che internazionale. I borghi italiani offrono suggestive location che si prestano perfettamente come sfondo delle più disparate avventure, il limite lo offre solo la fantasia e la creatività di registi, sceneggiatori e scrittori che, con maestria, riescono a portare la bellezza italiana sul grande schermo.
Dopo il successo del primo episodio di questo nostro tour tra i set dei borghi, ecco l’attesa seconda puntata nella quale conosceremo altri film tra fantasia, umorismo, azione e amore girati tra viuzze e paesaggi a volte sconosciuti ai più ma senza dubbio, assolutamente da vedere.
Iniziamo il nostro secondo viaggio con un grande classico della filmografia italiana, L’armata Brancaleone (1966) di Mario Monicelli, un’indimenticabile storia, interpretata come solo lui poteva, dal grande Vittorio Gassman. La trama di questo film intramontabile vede un manipolo di poveracci capitanato da uno spiantato ma valente, e molto loquace, Brancaleone da Norcia (Gassman) il quale ispirato da una misteriosa pergamena imperiale in suo possesso, scritta da Ottone I il Grande che gli dava il diritto di possessione sul feudo di Aurocastro, in Puglia, lo spinse ad una mirabolante ed epica avventura. La vicenda si spiega in un viaggio tra una moltitudine di location italiane tra le quali citiamo Civita di Bagnoregio, borgo incantato nella provincia di Viterbo, e Le Castella frazione dell’Isola di Capo Rizzuto (foto sopra), in provincia di Crotone. Il film vinse tre Nastri d’argento, fu presentato in concorso al 19º Festival di Cannes.
Le lancette dell’imponente campanile stanno per scoccare mezzogiorno e una folta folla di persone vestite di cappucci e mantelli rossi riempie il centro della cittadina dall’inconfondibile stile medievale mentre una “Bella” ragazza corre facendosi spazio a fatica tra la gente. Questa è una delle scene più suggestive della girata nell’affascinante piazza del borgo medievale di Montepulciano, Siena. Il film è New Moon, del 2009, diretto da Chris Weitz e sceneggiato da Melissa Rosenberg, adattamento cinematografico del 2009 tratto dall’omonimo romanzo del 2006 di Stephenie Meyer e sequel del campione di incassi Twilight, diretto da Chris Weitz e con la scenggiatura da Melissa Rosenberg. La storia della saga inizia raccontando l’amore tra l’umana Bella e il vampiro Edward, amore ostacolato dai Vulturi un gruppo di vampiri malvagi che vogliono bere il sangue della ragazza. Tra vampiri e licantropi, amicizie e rivalità, i due innamorati arriveranno a sposarsi ma anche nel quarto e ultimo episodio i due non riusciranno a vivere in pace.
Dal mondo fantastico ci spostiamo verso il mondo ironico-surreale dove una pattuglia militare italiana, durante un’esercitazione, rischia di invadere la Svizzera.
Questo è quanto accade nella terza parte dello spassosissimo Io tigro, tu tigri, egli tigra, film collettivo in tre parti del 1978. La regia della prima parte affidata a Renato Pozzetto (imperdibile) e delle altre due a Giorgio Capitani. Il film, che a nostro avviso è uno dei più divertenti e surreali della comicità italiana di quel tempo, cercò di bissare il successo del precedente Tre tigri contro tre tigri con gli stessi interpreti ma con magri risultati.
Ma torniamo a noi e concentriamoci sulla terza parte del film che vede una sgangherata pattuglia della milizia italiana scorrazzare tra le vie di Bellagio e Varenna (quest’ultima in foto – le due creano una improbabile Svizzera) alla ricerca di un pacchetto di sigarette. Essendosi persi e non sapendo di aver passato il confine, la pattuglia, capitanata da un brillante Enrico Montesano, “marcia” in questa cittadina elvetica suscitando il panico tra i cittadini ed evocando una serie di divertenti episodi. Il film vanta sceneggiatori come Enzo Jannacci, Gianni Manganelli, Cochi Ponzoni, Renato Pozzetto, Italo Terzoli, Enrico Vaime, Castellano e Pipolo.
Rimaniamo ancora un attimo a Bellagio per rendere onore ad un grande della comicità italiana scomparso da poco e citando una delle più belle ville della zona, Villa Serbelloni. Stiamo parlando del grande Paolo Villaggio e del suo personaggio più conosciuto, Fantozzi. Villa Serbelloni non è mai stata location di un film di Villaggio ma… ok, avete capito tutti:
Lanciamoci ora in uno spericolato inseguimento in stile Hollywood che va dall’improbabile Svizzera del lago di Como alle coste della Sardegna a bordo di una potente Lotus Elite lanciata a tutto gas su una stretta strada a due corsie inseguita da un side-car. A bordo non poteva che esserci lui, Bond, James Bond. Stiamo parlando del decimo della serie degli 007, ovvero La spia che mi amava, diretto dal regista Lewis Gilbert e uscito in premiere (notare la data) il 7/7/77. La scena descritta (e mostrata nel seguente video) vede uno dei Bond più amati dal pubblico, anch’esso scomparso recentemente, Sir Roger George Moore, alla guida della “bond-car” del momento, sfrecciare su una strada vicino alla cittadina di Alghero, Sassari. Tra gli attori presenti in questo film non possiamo non citare Barbara Bach, Maggiore Anya Amasova / Agente Tripla X, e Richard Kiel nei panni del temibile Squalo.
Dalle vicende di spionaggio moderno facciamo un salto nel passato, ai tempi della seconda guerra mondiale immergendoci in una storia struggente grazie a questo capolavoro che sembra essere uno dei film più premiati della storia, Il paziente Inglese, un film del 1996 diretto da Anthony Minghella, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore canadese Michael Ondaatje. Una storia di amori, ricordi, compassione, guerra. Una storia bellissima che vede un conte ungherese, sfigurato e in stato di amnesia a causa di un incidente aereo, viene preso in cura da una infermiera canadese, la quale ha da poco perso il suo fidanzato e la sua migliore amica. A causa di queste ed altre vicende l’infermiera decide di portare il suo paziente in un convento vicino al borgo di Pienza, Siena, dove se ne innamora inconsapevole che il malcapitato inizia a rievocare piacevoli e spiacevoli ricordi di una sua lontana amata.
Con queste cinque pellicole termina questa seconda tappa alla scoperta dei borghi italiani che hanno fatto da sfondo a grandi e piccole pellicole italiane ed internazionali e continuano ad ispirare il mondo del cinema e non solo.
Che ne dite?
Avete dei film da consigliare che sono stati girati in un borgo che non abbiamo ancora citato?
Parliamone nei commenti.
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