Immerso nel verde nei pressi della frazione di Selva, il Convento della Santissima Trinità è un luogo ricco di fascino, dove storia, arte e leggenda si intrecciano in un contesto naturale suggestivo alle pendici del Monte Amiata. La sua fondazione risale alla fine del XV secolo e fu voluta da Guido Sforza, figura legata a una tradizione popolare tanto affascinante quanto simbolica.
Secondo la leggenda, proprio in questo luogo il conte avrebbe sconfitto un terribile drago che infestava la zona, seminando paura tra pastori e abitanti. La vittoria sul mostro, che si nutriva di greggi e minacciava la popolazione, avrebbe portato alla costruzione del convento come segno di ringraziamento e protezione divina. Affidato ai Francescani, il complesso divenne presto un importante centro spirituale e religioso per il territorio.
All’interno della chiesa si conservano opere di grande valore artistico, che testimoniano la ricchezza culturale del luogo. Tra queste spicca un imponente crocifisso in stile robbiano, attribuito a Benedetto Buglioni, caratterizzato da una forte espressività e da una raffinata lavorazione tipica della tradizione toscana. Di particolare interesse è anche una pala d’altare realizzata da Girolamo di Benvenuto, artista attivo tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, che arricchisce ulteriormente il patrimonio artistico del convento.
Oggi il Convento della Santissima Trinità rappresenta un luogo di grande suggestione, dove il silenzio della natura e la memoria storica convivono in perfetto equilibrio. Una meta ideale per chi desidera scoprire un angolo autentico della Toscana, tra spiritualità, arte e antiche leggende.
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