Il Duomo Dogale di Palmanova, conosciuto anche come Duomo del Santissimo Redentore, domina con la sua imponente facciata la scenografica Piazza Grande di Palmanova. Considerato il principale edificio religioso della celebre città-fortezza veneziana, rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura sacra seicentesca del Friuli.
La costruzione del duomo iniziò nei primi anni del Seicento, pochi anni dopo la fondazione della città stellata di Palmanova avvenuta nel 1593 per volontà della Repubblica di Venezia. La chiesa venne dedicata al Santissimo Redentore, a San Marco Evangelista e a Santa Giustina, protettrice legata simbolicamente alla vittoria della battaglia di Lepanto del 1571.
Secondo la tradizione il progetto sarebbe stato attribuito a Vincenzo Scamozzi, anche se studi più recenti propendono per un’elaborazione dell’Ufficio delle Fortificazioni di Venezia. L’architettura richiama chiaramente il classicismo veneto di ispirazione palladiana, mentre gli interni mostrano eleganti decorazioni di gusto barocco.
La facciata, realizzata con il raffinato contrasto tra la pietra bianca d’Orsera e quella grigia di Aurisina, è suddivisa in due ordini sovrapposti scanditi da grandi semicolonne. Nella parte superiore si aprono nicchie con le statue del Redentore, di San Marco e di Santa Giustina. Al centro del frontone campeggia il leone di San Marco, simbolo della potenza della Serenissima.
Accanto al duomo si innalza il caratteristico campanile, volutamente più basso e massiccio rispetto alla chiesa. Questa scelta non fu casuale: essendo Palmanova una fortezza militare, si voleva evitare che torri troppo alte potessero offrire punti di riferimento ai nemici durante eventuali assedi.
L’interno custodisce numerose opere artistiche di grande valore. Tra queste spicca la celebre Pala delle Milizie del 1641, capolavoro di Alessandro Varotari detto il Padovanino, oltre a opere di Pomponio Amalteo e alla preziosa madonnina lignea attribuita a Domenico da Tolmezzo.
Di particolare interesse sono anche il fonte battesimale del 1614 in pietra d’Aurisina, il reliquiario ligneo ottocentesco e la cappella feriale con mosaici e reliquie di Santa Giustina. Il soffitto ligneo con capriate in larice proveniente dalla Slavonia testimonia inoltre l’antica maestria costruttiva veneziana.
La storia del duomo fu segnata anche da difficoltà strutturali durante i lavori di costruzione: nel 1619 la facciata subì un grave cedimento e furono necessari importanti interventi di consolidamento affidati ad architetti di fama della Serenissima, tra cui Baldassarre Longhena.
Oggi il Duomo Dogale continua a essere il cuore spirituale e monumentale di Palmanova, affascinando visitatori e fedeli con la sua imponenza architettonica, la ricchezza artistica e il forte legame con la storia della città-fortezza veneziana.
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