La Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta è il principale edificio religioso di Civezzano e rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura sacra rinascimentale del Trentino, profondamente legata alla storia religiosa, artistica e devozionale del territorio.
Un’origine antichissima
L’epoca di fondazione della chiesa non è nota con precisione, ma gli scavi archeologici hanno rivelato la presenza di un edificio sacro già nel V secolo, successivamente ampliato tra l’VIII e il X secolo. Tra il XII e il XIII secolo la struttura fu ridotta di una navata, probabilmente a causa di un incendio. La prima citazione documentaria risale al 19 aprile 1202, nella carta di regola di Civezzano, che attesta l’importanza della pieve già in epoca medievale.
La Madonna miracolosa e la ricostruzione rinascimentale
All’inizio del Cinquecento la chiesa divenne un centro di grande devozione grazie a un’immagine miracolosa della Madonna, che attirava pellegrini da tutto il principato vescovile di Trento. L’antico edificio, ormai in condizioni precarie, non era però più adeguato a sostenere un afflusso così consistente di fedeli. Fu quindi il principe vescovo Bernardo Clesio a promuovere una completa ricostruzione del tempio.
Il cantiere venne aperto intorno al 1530 (secondo alcuni studiosi già nel 1522) e i lavori si conclusero nel 1537, come ricordato da una vetrata absidale. Alla nuova chiesa lavorarono maestri comacini attivi anche in altri importanti cantieri trentini. Negli anni successivi l’edificio venne decorato, pavimentato e arricchito da cicli pittorici di grande pregio.
Interamente finanziata con le elemosine della diocesi, Santa Maria Assunta era considerata una delle chiese più belle del Trentino. Fu descritta con entusiasmo da eruditi e viaggiatori e, durante il Concilio di Trento, venne visitata da numerosi prelati di alto rango, confermandone il prestigio artistico e religioso.
Vicende storiche e restauri
Nel corso dei secoli la chiesa subì numerosi interventi: dal rifacimento del tetto tra Seicento e Settecento, all’aggiunta degli altari laterali nel 1771, fino alle decorazioni ottocentesche e alla realizzazione del sagrato nel 1880. Durante la prima guerra mondiale furono requisiti rame e campane; nel 1923 l’edificio fu ufficialmente elevato al titolo di arcipretale dal vescovo Celestino Endrici.
Importanti restauri nel Novecento e nel Duemila hanno permesso di recuperare gli affreschi cinquecenteschi del presbiterio e quelli attribuiti a Marcello Fogolino, oggi collocati in controfacciata. L’ultimo intervento conservativo risale al 2006.
Architettura esterna
La chiesa, orientata a est e affacciata sulla piazza principale del paese, si presenta come un imponente edificio in pietra calcarea rossa. La facciata a capanna, completamente rivestita in pietra, è dominata dal raffinato portale rinascimentale voluto dal Clesio, ricco di sculture, medaglioni imperiali e simboli cardinalizi, sormontato da un rosone e da un frontone triangolare.
Le fiancate sono scandite da paraste e grandi monofore gotiche che illuminano l’interno, mentre sul lato sinistro si innestano la sagrestia e l’alto campanile quadrangolare, concluso da una cuspide ottagonale con sfera e croce.
Interno e opere d’arte
L’interno è a navata unica, suddivisa in quattro campate da semipilastri, con elegante volta a lunette e pavimento in pietra bianca e rossa disposto in diagonale. Il presbiterio, rialzato e concluso da un’abside poligonale, conserva uno straordinario ciclo di affreschi cinquecenteschi dedicati alla vita di Maria.
Di grande rilievo è la cantoria con l’Organo Bonatti (1708), inserito in una cassa lignea seicentesca e ancora oggi uno degli strumenti storici più importanti della diocesi. La chiesa custodisce inoltre preziose pale d’altare di Jacopo e Francesco Bassano, tele ottocentesche della Via Crucis e antiche vetrate istoriate tra le più antiche del Trentino.
Un patrimonio di fede e arte
La Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta non è solo il cuore religioso di Civezzano, ma anche un autentico scrigno d’arte e memoria, testimone di oltre quindici secoli di storia, devozione popolare e grande architettura rinascimentale trentina.
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