Il Palazzo dei Consoli domina con imponenza il centro storico di Gubbio, affacciandosi sulla spettacolare Piazza Grande, la celebre terrazza pensile che rappresenta il cuore politico e simbolico della città medievale. Insieme al Palazzo del Podestà, costituisce una delle più audaci e grandiose realizzazioni urbanistiche del Trecento italiano, espressione concreta della forza e dell’orgoglio del Libero Comune di Gubbio.
Il simbolo del Libero Comune
La costruzione del complesso monumentale venne decretata tra il 1321 e il 1322, in un periodo di forte espansione economica e istituzionale della città. Entro la metà del XIV secolo le strutture principali risultavano quasi completate. Il progetto, attribuito ad Angelo da Orvieto, con il contributo di Matteo di Giovannello detto il Gattapone, rispondeva all’esigenza di dotare Gubbio di un nuovo centro politico adeguato al suo prestigio.
Il palazzo fu concepito come sede delle principali magistrature comunali: qui si riunivano il Consiglio Generale del Popolo, i Consoli, il Gonfaloniere di Giustizia, il Capitano del Popolo e il Connestabile con i suoi armati. Era dunque il fulcro della vita pubblica, amministrativa e giudiziaria della città.
L’edificio sorprende anche per le soluzioni tecniche adottate: era dotato di un acquedotto interno capace di alimentare fontane, servizi igienici e tubature per l’acqua corrente, segno dell’elevato livello raggiunto dalle maestranze eugubine nel Trecento.
Architettura gotica e slancio monumentale
A pianta rettangolare, il Palazzo dei Consoli si distingue per il suo marcato slancio verticale, sottolineato da lesene che dividono la facciata in tre parti. Il grande portale gotico, raggiungibile tramite una scenografica scala a ventaglio, è sormontato da una lunetta affrescata nel 1495 da Bernardino di Nanni dell’Eugenia con la Madonna col Bambino tra San Giovanni Battista e Sant’Ubaldo, successivamente rimaneggiata da Benedetto Nucci.
Il secondo ordine è scandito da sei eleganti finestre ad arco, mentre il coronamento merlato con archetti ogivali conferisce all’edificio un aspetto solenne e fortificato. Sul lato sinistro si eleva il campanile, elemento distintivo dello skyline eugubino, visibile anche da lontano.
L’intero complesso si inserisce armoniosamente nella Piazza Grande, concepita come spazio pubblico neutrale, equidistante dai quartieri cittadini, simbolo di equilibrio e imparzialità politica.
La Sala dell’Arengo e gli ambienti interni
Al primo piano si apre la maestosa Sala dell’Arengo, un vasto ambiente coperto da imponenti volte a botte, destinato alle assemblee cittadine. Qui si percepisce ancora oggi la potenza evocativa del potere comunale medievale.
Dal 1909 il palazzo ospita il Museo Civico, articolato su più livelli. Al pianterreno è allestita la raccolta archeologica, che racconta la storia del territorio dalla preistoria all’età romana; ai piani superiori trova spazio la pinacoteca, con opere che illustrano l’evoluzione artistica locale fino al Novecento.
Un capolavoro urbano medievale
Il Palazzo dei Consoli nacque in un momento di grande ambizione politica, quando Gubbio sentì la necessità di abbandonare l’antica Platea Communis nella parte alta della città per creare un nuovo centro direzionale più ampio e rappresentativo. La realizzazione della piazza pensile e del palazzo segnò un passaggio decisivo nella storia urbana e istituzionale eugubina.
Ancora oggi, visitare il Palazzo dei Consoli significa entrare nel cuore della Gubbio medievale: un luogo dove architettura, potere e identità civica si fondono in un insieme di straordinaria forza scenografica e storica.
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