La Chiesa di Santa Maria Maggiore, situata nel suggestivo Borgo Vecchio di Avigliana, alle pendici del castello, affonda le sue origini nel Medioevo. Già nel XII secolo è documentata come dipendenza della Prevostura di San Lorenzo d’Oulx, anche se le sue origini precise restano in parte avvolte nel mistero.
Nel corso dei secoli l’edificio ha subito numerosi rifacimenti che ne hanno trasformato profondamente l’aspetto originario. Oggi si presenta con una veste prevalentemente barocca, mentre dell’antico impianto romanico resta soltanto la base del campanile. Quest’ultimo fu rielaborato in stile gotico nel XV secolo, arricchito da decorazioni realizzate con bacili di ceramica smaltata, un elemento decorativo di grande fascino.
L’interno, modificato soprattutto a partire dal Quattrocento, è a navata unica con cappelle laterali aggiunte nel XIX secolo, e presenta un presbiterio e un coro di forma poligonale. Tra gli arredi più significativi si distingue il pulpito settecentesco proveniente dall’ex convento di Sant’Agostino, insieme a dipinti barocchi raffiguranti le Storie dell’Antico Testamento e l’Annunciazione. Di epoca più recente è invece la tela del 1926 di Giovanni Paolo Crida, dedicata al Beato Umberto di Savoia.
La chiesa svolse il ruolo di parrocchiale fino al 1974, quando il culto fu trasferito nella nuova chiesa di Santa Maria Maggiore nel borgo basso. Oggi l’edificio ha assunto una nuova funzione culturale: ospita il Centro Culturale Vita e Pace, promotore di restauri e ricerche archeologiche, e accoglie la collezione permanente delle opere dell’artista Elsa Veglio Turino. Tra queste spiccano sculture di grande intensità espressiva come la Crocifissione e il Cristo svuotato.
Un luogo che unisce storia, arte e spiritualità, capace di raccontare secoli di trasformazioni e di vita comunitaria nel cuore antico di Avigliana.
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