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Procida


Nominata Capitale della Cultura 2022, la splendida isola di Procida è un'autentica perla di rara bellezza immersa tra i cristallini blu cobalto del Golfo di Napoli. Costituita da nove storiche contrade, Procida è la meta perfetta per gli amanti delle esperienze autentiche
  • Borgo di mare
  • Agibile ai disabili
Procida, Porto della Corricella  | Stefano Guidi
Procida, Porto della Corricella
Stefano Guidi
Procida  | Stefano Guidi
Procida
Stefano Guidi
Procida, La Corricella  | Stefano Guidi
Procida, La Corricella
Stefano Guidi
Procida, Porto Marina Grande  | Stefano Guidi
Procida, Porto Marina Grande
Stefano Guidi
Procida, Marina Grande  | Stefano Guidi
Procida, Marina Grande
Stefano Guidi
Procida, Marina Grande  | Stefano Guidi
Procida, Marina Grande
Stefano Guidi
Procida  | Stefano Guidi
Procida
Stefano Guidi
Procida, limoneti  | Stefano Guidi
Procida, limoneti
Stefano Guidi
Procida  | Stefano Guidi
Procida
Stefano Guidi
Procida  | Stefano Guidi
Procida
Stefano Guidi
Procida, Terra Murata  | Stefano Guidi
Procida, Terra Murata
Stefano Guidi
Procida, Terra Murata  | Stefano Guidi
Procida, Terra Murata
Stefano Guidi
Procida, Spiaggia Ciraccio  | Stefano Guidi
Procida, Spiaggia Ciraccio
Stefano Guidi
Procida  | Stefano Guidi
Procida
Stefano Guidi
Uno sguardo a Procida
Uno sguardo a Procida
Il borgo marinaro della Corricella, sull'isola di Procida  | Alessandro Narciso - e-borghi Community
Il borgo marinaro della Corricella, sull'isola ...
Alessandro Narciso - e-borghi Community
PROCIDA, la Santorini d'Italia   | MIKY  MERISI  - e-borghi Community
PROCIDA, la Santorini d'Italia
MIKY MERISI - e-borghi Community

Sul borgo

Incuneata tra i cristallini blu cobalto del Golfo di Napoli, sorge la splendida isola di Procida, Capitale della Cultura 2022, un'autentica perla di rara bellezza della regione Campania. L'affascinante territorio di Procida si compone dell'omonima isola e del suo isolotto vicino, Vivara, due gemme settecentesche nell'incantevole scenario delle isole Flegree.

Meta perfetta per gli amanti delle esperienze autentiche, la pittoresca Procida vanta una straordinaria varietà di angoli e scorci da scoprire. Ricoperta dal verde delle sue colline, la più alta delle quali è Terra Murata (91 m), l'isola si fa ammirare per la bellezza del suo borgo fortificato di origini medievali che domina dall'alto.

Il litorale di Procida, delineato da un mix perfetto di spiagge sabbiose e coste a picco sul mare, offre una serie di baie e promontori che si rivelano veri angoli di paradiso per la nautica da diporto. Su queste onde si affacciano tre porticcioli posti sui versanti settentrionale, orientale e meridionale dell'isola, mentre una parte del litorale è prudentemente preservata dall'area marina protetta Regno di Nettuno.

L'autentica essenza di Procida si coglie nelle sue nove storiche contrade, chiamate grancìe, ognuna con il proprio carattere e personalità: dal borgo più antico, Terra Murata, al caratteristico borgo di pescatori, Corricella, passando per il vivace centro abitato di Sent'cò che ospita il porto commerciale di Marina Grande, fino alla favolosa Chiaiolella e al suo porto turistico nella parte meridionale dell'isola.

Nel cuore dell'isola di Procida si trova la zona di Sant'Antonio, il cui epicentro è Piazza Olmo, punto di partenza ideale per esplorare la sua rete di vicoli che si diramano in ogni direzione. Da qui, infatti, è possibile raggiungere a piedi ogni angolo dell'isola: niente dista più di 1,5 km!

La Chiaiolella, situata esattamente all'estremità opposta al porto, è nota per la sua Spiaggia del Ciracciello, delimitata da due magnifici faraglioni tufacei, risultato della frana del costone roccioso che separava i due litorali e divenuta la spiaggia più lunga dell'isola. Grazie alla sua estensione, la zona offre sia ampie spiagge libere che attrezzature turistiche, rendendola l'ideale per una vacanza all'insegna del relax e del divertimento.

Infine, non dimenticate la magica spiaggia del Pozzo Vecchio, raggiungibile imboccando via Cavour alle spalle della Chiesa di S. Antonio Abate. Questa iconica spiaggia, nota per essere stata immortalata nel film "Il Postino", offre un paesaggio mozzafiato e un'atmosfera da sogno che vi farà innamorare di Procida all'istante.

Se state cercando un rifugio da sogno in cui immergervi nella bellezza della cultura e della natura italiane, Procida è la destinazione da sogno che fa per voi. Con le sue incantevoli coste, i suoi suggestivi borghi e la sua affascinante storia, questa isola vi accoglierà a braccia aperte.

Borgo di Procida
Comune di Procida

Provincia di Napoli
Regione Campania

Abitanti: 10.496 procidani
Altitudine centro: 27 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Città del pesce di mare

Aree naturali protette:
Area naturale marina protetta Regno di Nettuno
Riserva naturale statale Isola di Vivara

Il Comune
Via Libertà 12 - Tel. 081-8109203

= distanze in linea d'aria

IN AUTO

  • Da Napoli: Proseguire il Prolungamento Pasquale Borelli, girare a destra per la SP193 e proseguire per la SP1. Continuare sulla A1/E45, seguire la direzione per Napoli e prendere l'uscita per il porto. Attraversare Napoli, arrivare al Molo Beverello e proseguire tramite collegamento via mare. Attraversare Ischia, Casamicciola Terme e Lacco Ameno, continuare sulla SPEXSS270 ed entrare in Forio.
  • Da Pozzuoli: Girare a destra per la Via Comunale Tavernola e imboccare l'A56 in direzione Tangenziale. Prendere l'uscita in direzione Pozzuoli, girare a destra per la SP47 e attraversare Pozzuoli. Girare a destra per Largo San Paolo e prendere il collegamento via mare.

IN TRENO

  • Stazione ferroviaria di Napoli

IN AUTOBUS

  • Stazione di Piazza Garibaldi di Napoli

IN AEREO

  • Aeroporto di Napoli 

VIA MARE

  • Molo Beverello di Napoli
  • Porto di Pozzuoli

Recenti ritrovamenti archeologici sulla vicina isola di Vivara (un tempo collegata a Procida) fanno ritenere che l'isola fosse già abitata intorno al XVI - XV secolo a.C., probabilmente da coloni Micenei. Sicuramente, intorno al secolo VIII a.C. Procida fu abitata da coloni Calcidesi dell'isola di Eubea; a questi subentrarono in seguito i Greci di Cuma, la cui presenza è confermata sia da rilevamenti archeologici che dalla toponomastica di diversi luoghi dell'isola. Durante la dominazione romana, Procida divenne sede di ville e di insediamenti sparsi sul territorio; sembra comunque che in questa epoca non esistesse un vero e proprio centro abitato: l'isola fu più probabilmente luogo di villeggiatura dei patrizi romani e di coltura della vite. Giovenale, nella terza delle sue Satire, ne parla come di un luogo atto ad un soggiorno solitario e tranquillo. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, l'isola subì le devastazioni dei Vandali e dei Goti; non cadde invece mai in mano longobarda, rimanendo sempre sotto la giurisdizione del duca bizantino (poi autonomo) di Napoli, nel territorio della Contea di Miseno. In quest'epoca l'isola cominciava intanto a mutare radicalmente la sua composizione demografica, divenendo luogo di rifugio per le popolazioni in fuga dalle devastazioni dovute all'invasione longobarda prima e, in seguito, alle scorrerie dei pirati saraceni. Mutava radicalmente anche l'aspetto dell'isola: al tipico insediamento "diffuso" di epoca romana faceva posto un borgo fortificato tipico dell'età medievale. La popolazione si rifugiò infatti sul promontorio della Terra, naturalmente difeso da pareti a picco sul mare e in seguito più volte fortificato, mutando così il nome prima in Terra Casata e poi in quello odierno di Terra Murata. Con la conquista normanna del meridione d'Italia, Procida sperimentò anche il dominio feudale; l'isola, con annessa una parte di terraferma (il Monte di Miseno, poi detto Monte di Procida), venne assoggettata alla famiglia di origine salernitana dei Da Procida (che dall'isola presero il nome), che controllarono l'isola per oltre due secoli. Di questa famiglia l'esponente di maggior spicco fu sicuramente Giovanni Da Procida, terzo (III) con questo nome, consigliere di Federico II di Svevia e animatore della rivolta dei Vespri Siciliani. Nel 1339, comunque, l'ultimo discendente dei Da Procida vendette il feudo (con l'isola d'Ischia) alla famiglia di origine francese dei Cossa, famiglia di ammiragli fedele alla dinastia D'Angiò, allora regnante su Napoli. Dei Cossa, esponente di maggior rilievo fu Baldassarre Cossa, eletto antipapa nel 1410 con il nome (poi ignorato nella storiografia vaticana) di Giovanni XXIII. Durante la dominazione di Carlo V a Napoli l'isola fu confiscata all'ultimo Cossa e concessa in feudo alla famiglia dei d'Avalos d'Aquino d'Aragona (1529), fedele alla casa d'Asburgo. Continuavano intanto anche in quest'epoca le scorrerie dei pirati saraceni, accentuate ulteriormente dalla lotta tra gli Ottomani e l'impero spagnolo. Nel XVII secolo l'isola venne occupata dalla flotta francese comandata da Tommaso Francesco di Savoia, sullo sfondo delle vicende legate alla rivolta di Masaniello e della nascita della seguente Repubblica. Con l'avvento dei Borbone nel Regno di Napoli, nel 1734, si aveva intanto un ulteriore miglioramento delle condizioni socio-economiche dell'isola, dovuto anche all'estinzione della feudalità nel 1744 per opera di Carlo III, che inserì Procida tra i beni allodiali della corona, facendone una sua riserva di caccia. In questo periodo la marineria procidana si avvia verso il suo periodo di massimo splendore, accostando a questa anche una fiorente attività cantieristica: fino a tutto il secolo successivo, vengono varati nell'isola bastimenti e brigantini che affrontano la navigazione oceanica; verso la metà del XIX secolo circa un terzo di tutti i "legni" di grande cabotaggio del meridione d'Italia proviene da cantieri procidani. Nel 1957 l'isola viene raggiunta dal primo acquedotto sottomarino d'Europa, mentre negli ultimi decenni, la popolazione, fino agli anni trenta decrescente, comincia lentamente a risalire.

Fra l'alto medioevo e il XVIII secolo si sviluppa, nell'isola di Procida un particolare esempio di architettura generalmente definita spontanea ma più correttamente dal carattere popolare, legata cioè alla comunità del luogo, che si sviluppa secondo codici costruttivi ben codificati. Tra gli elementi più caratteristici ci sono sicuramente l'arco e la scala rampante (o a dorso d'asino). L'arco ha funzione di ingresso (o meglio, di passaggio tra la strada e l'abitazione), mentre ai piani superiori delimita un particolare terrazzo, chiamato localmente vèfio (da un antico tedesco waif), vero simbolo dell'abitazione tipica dell'isola. La scala rampante, appoggiata sull'arco stesso, risulta la soluzione più comune per raggiungere i piani superiori. La volte sono sempre a vela o, più frequentemente nelle zone rurali, a botte. Altro elemento caratteristico è rappresentato dal colore: le costruzioni sono generalmente dipinte con un certo gruppo di tonalità pastello ben definite, assortite in maniera che due case vicine molto difficilmente abbiano colori simili, con il risultato di una policromia caratteristica. Secondo la tradizione, tale particolarità deriva dal desiderio dei pescatori di voler riconoscere la propria casa anche lontano dal mare. Tale ipotesi tuttavia non ha mai avuto alcuna conferma. L'architettura popolare si radica sul territorio con uno schema urbanistico particolare ed originale che, riprendendo modelli di sviluppo dell'epoca (dall'impianto svevo di Terra Murata al sistema delle grancìe rurali di matrice benedettina fino all'edilizia di strada settecentesca) li miscela in una sintesi legata all'ambiente naturale locale ed alla cultura materiale.

L'isola fu già descritta, in epoca classica, tra gli altri da Giovenale, da Stazio e da Virgilio. Nella letteratura volgare, Procida diviene la scena della sesta novella della quinta giornata del Decameron di Giovanni Boccaccio, in cui, sullo sfondo della guerra del Vespro, si narra l'amore di Gian da Procida, nipote di Giovanni da Procida, per la giovane Restituta. Ancora più recente è il romanzo Graziella scritto da Alphonse de Lamartine, (del quale ne è stato tratto l'omonimo film nel 1955), venuto a Procida dalla Borgogna nella prima metà del XIX secolo. Nel XX secolo è invece celebre L'isola di Arturo (1957), una delle maggiori opere di Elsa Morante, scrittrice alla quale è inoltre dedicato un premio letterario, assegnato nell'isola da diversi anni. Passando al cinema, Procida è stata scelta come set cinematografico per un grande numero di film, soprattutto per i suoi panorami e la sua architettura tipica mediterranea: tra questi si possono citare, come esempi, Il postino, con Philippe Noiret e Massimo Troisi, e Il talento di Mr. Ripley, con Matt Damon. Il Castello D'Avalos fornisce invece l'ambientazione per il carcere del film drammatico Detenuto in attesa di giudizio, con Alberto SordiFlavio Gioia e seguendo le indicazioni, si raggiunge la famosa Spiaggia del Ciraccio e Spiaggia del Ciracciello, delimitate da due splendidi faraglioni tufacei originatisi a seguito della frana del costone roccioso che da sempre separava i due litorali. E’ questo il tratto sabbioso più lungo di tutta l’isola e per questo il più ricco di stabilimenti, nonostante sia molta la superficie di spiaggia libera. 

Nella cucina procidana fanno da padrone i prodotti della terra (in particolare carciofi e limoni) e del mare. Il limone procidano ha la particolarità di essere molto grande, poco acre e con l'albedo (la parte bianca compresa tra la buccia e la polpa) molto sviluppata. Uno dei piatti più particolari in cui viene utilizzato questo prodotto è la tradizionale insalata di limoni, fatta con limoni di Procida a tocchetti, aglio, olio, peperoncino, sale e menta. Ottima anche la produzione del classico limoncello. Molto particolare anche la pasta detta pescatora povera, nella quale si utilizzano peperoncini verdi fritti ed alici. Tra i dolci della tradizione troviamo il casatiello dolce, una sorta di ciambella tipicamente pasquale lievitata con il lievito madre solitamente utilizzato per il pane. Più moderna invece è la lingua, un dolce composto da pasta sfoglia ripiena di crema pasticciera e ricoperto di zucchero.

  • Mercato settimanale: ogni venerdì, in centro;

Dormire, mangiare, comprare...

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settembre, 2024

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Le nostre notizie su Procida

Se una rondine non fa primavera, un fiore sicuramente sì. Per informazioni chiedere al Comune di Procida, che ogni anno annuncia l'inizio della bella stagione diffondendo nel noto borgo marinaro campano cartelli colorati contenenti un appello agli abitanti:  «Il sindaco invita la cittadinanza a prestare attenzione alla vegetazione prospiciente la pubblica via, a curare le facciate esterne, a manutenere e abbellire cancelli, balconi e finestre anche...
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