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Oriolo


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Arroccato su uno sperone a circa 500 metri di altezza, Oriolo nacque come fortezza per difendere le popolazioni in fuga dalle coste a causa delle continue incursioni dei saraceni. Oggi il paese conserva la sua struttura da borgo medievale con palazzi nobiliari e una strada principale che porta direttamente al castello aragonese.
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Oriolo  |
Oriolo
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Oriolo, Chiesa Madre  |
Oriolo, Chiesa Madre
Oriolo, Castello  |
Oriolo, Castello
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Oriolo, Palazzo Giannettasio  |
Oriolo, Palazzo Giannettasio
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Oriolo  | Giorgio Amendolara
Oriolo
Giorgio Amendolara
Il Castello  | Giuma/shutterstock
Il Castello
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Il Castello  | Mi.Ti./shutterstock
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Oriolo  |
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Oriolo  | Mi.Ti./shutterstock
Oriolo
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Uno sguardo a Oriolo
Uno sguardo a Oriolo
Fare una gita a Oriolo Calabro, 2° tappa del mio tour
Fare una gita a Oriolo Calabro, 2° tappa del mi...
Francesca Franzese - e-borghi Community

Sul borgo

Il borgo rifugio di Oriolo nacque come fortezza per difendere le popolazioni in fuga dalle coste a causa delle continue incursioni dei saraceni.
Arroccato su uno sperone a circa 500 metri d'altezza, conserva uno splendido borgo medievale intatto, con belle facciate di palazzi nobiliari, sulla strada principale che porta al castello aragonese.

Fu feudo dapprima dei Sanseverino da Salerno, per poi passare nel XVI secolo, ai marchesi Pignone del Carretto.
E in seguito alla nobile famiglia Soria fino al 1978. Fino al secondo dopoguerra il paese aveva una popolazione di circa 5000 abitanti, ed era il maggiore centro dell'Alto Jonio e punto di riferimento per i paesi dell'Arberia (albanesi) e del Pollino, ha visto quasi dimezzare la sua popolazione, che è arrivata a circa 2600 abitanti.

Intorno all'anno Mille Oriolo era già una "civitas". Nel 1129 Oriolo venne cinta d'assedio e presa da re Ruggero, mentre nel 1265 Oriolo era posseduto da Carlo II d'Angiò. Nel 1403 era già posseduto dai Sanseverino, principi di Salerno e Grandi di Spagna, i quali, però, capeggiarono una congiura e il feudo venne incamerato dalla Regia Corte. Nel 1571 un folto gruppo di Oriolesi partecipò alla battaglia di Lepanto. A ricordo venne introdotta in Oriolo la devozione e la festa della Vergine del Rosario, celebrata la prima domenica di ottobre. Nel 1647, durante la nota rivoluzione di Masaniello, i rivoltosi oriolesi occuparono il castello, danneggiando suppellettili e saccheggiando tutto, dopo aver costretto il Pignone ad arrendersi.

L'8 gennaio 1693 un evento tellurico interessò tutta la Calabria ed anche Oriolo, ma la struttura urbanistica del borgo resse alle scosse. Un'altra circostanza importante è la lettera di Giuseppe Garibaldi indirizzata a Giuseppe Pignone del Carretto il 10 settembre del 1860. Il Marchese di Oriolo si trovò a dover fronteggiare, assieme ai rappresentanti del Governo borbonico, una situazione delicatissima.

Oriolo ha visto dimezzare la sua popolazione in poco più di mezzo secolo ma nonostante ciò mantiene la vocazione turistica già sviluppata dalla seconda metà del Novecento, anche grazie al Teatro all'aperto "La Portella".

Meritano sicuramente una visita la Chiesa di San Giorgio e il Castello.


Tra i numerosissimi piatti e prodotti tipici che caratterizzano Oriolo dal punto di vista delle eccellenze enogastronomiche, segnaliamo le tre che vantano la Denominazione Comunale:

  • Il Capretto da Latte. Il consumo della carne di capretto è, nella tradizione di oriolo e calabrese, legato al periodo delle festività. Il capretto rappresenta un piatto tipico della civiltà contadina. Le frattaglie e le interiora dei capretti lattanti si utilizzano per la preparazione del “susfritt i crapitt o stigljou” (soffritto di capretto o stigliola), i capretti interi venivano arrostiti alla brace. Famosa è anche la “capicell” (testa) che viene divisa i due parti e ricoperta con del pane mollicato condito con spezie e cotta al forno, “u sangcill” sangue di capretto bollito e poi cotto con poperoni, pomodori, aglio, olio di oliva origano e “i gliommarìll’ interiora di capretto annodati.
  • I Taralli. Di colore ambrato, friabili e con uno spiccato aroma di finocchietto – l’ingrediente che li caratterizza – i taralli di Oriolo sono preparati lavorando farina di grano tenero, vino bianco, olio extravergine d’oliva, uova, sale e, appunto, semi di finocchio selvatico del posto. I taralli prima di essere cotti in forno vengono lessati in acqua e successivamente cotti in forno a legna.
  • L'Olio Extravergine di Oliva. In Calabria la presenza dell’ulivo è documentata almeno sin dal tempo dei Greci (VIII/VII sec. a.C.), quando la pianta arrivò nell’ Italia meridionale importata dall’Asia Minore, ma si deve ai Romani, con l’introduzione di importanti innovazioni e il perfezionamento delle tecniche olearie, l’enorme sviluppo e la diffusione di questa coltura antichissima.

Borgo di Oriolo
Comune di Oriolo

Provincia di Cosenza
Regione Calabria

Abitanti: 2.174
Altitudine centro: 450 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia
Paesi Bandiera Arancione

Comune di Oriolo
Via Pietro Toscani 75 - Oriolo (CS)
Tel. +39 0981 930871

IN AUTO

  • Dall' autostrada A3 SA- RC prendere l'uscita "Frascineto-Catrovillari" e procedere sulla SS 106 verso Sibari - Villapiana - Trebisacce - fino ad Amendolara, dopo due Km prendere la SS 481 verso Oriolo.
  • Dall' autostrada A14 BO - TA  prendere l'uscita "Palagiano" e procedere sulla SS 106 Jonica per Reggio Calabria fino Roseto Capo Spulico, dopo un Krn prendere la SS 481 verso Oriolo.

IN TRENO

  • Stazione Ferroviaria di Amendolara

IN AEREO

  • Aereoporto di Lamezia Terme

Dormire, mangiare, comprare...

Globe Studio Immobiliare
Via Mancini P., 13 - 87023, Diamante (Cosenza)
65.94 Chilometri da Oriolo

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