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Raggiolo


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Un borgo montano interamente in pietra, un dedalo di strade che narrano la storia del paese con pannelli illustrati da foto storiche di Raggiolo e dei suoi abitanti. Questo luogo, situato sulle pendici del Pratomagno, offre innumerevoli motivi che giustificano una visita, tra i quali la tranquillità e la purezza dell'ambiente in cui si trova.
  • Agibile ai disabili
  • Borghi più belli d'Italia
L’antico Molino del Morino a Raggiolo  |
L’antico Molino del Morino a Raggiolo
Piazza San Michele  |
Piazza San Michele
Madonna con Bambino della bottega di Donatello  |
Madonna con Bambino della bottega di Donatello
 Ortignano Raggiolo   |
Ortignano Raggiolo
 Ortignano Raggiolo, un'opera all'aperto  |
Ortignano Raggiolo, un'opera all'aperto

Sul borgo

Ortignano Raggiolo nasce nel 1873 dalla fusione dei due precedenti comuni di Ortignano e Raggiolo. Il toponimo è attestato per la prima volta nel 1247 e deriva probabilmente da un nome di persona romano Hortinius, mentre Raggiolo è attestato nel 967 come Ragiola e deriva dal latino radius con significato di "linea di confine".
Ortignano, sede municipale, si trova sulla cima di una collina. Semplice ed elegante si presenta la chiesa, da poco restaurata, dedicata a San Matteo. Interessanti risultano lo stemma e le scritte scolpite sull’architrave della porta d’ingresso.
Da Ortignano, risalendo la valle del torrente Teggina, si arriva a Raggiolo. E’ un borgo montano piuttosto esteso ed è posto sulle pendici del Pratomagno. Interessante nella zona bassa di Raggiolo era la presenza di fucine per la lavorazione del ferro poste sul torrente. L’acqua del fiume forniva l’energia per azionare i pesanti magli mentre l’abbondanza di legname, usato come combustibile, permetteva la lavorazione del metallo, poi esportato mediante animali da soma verso Bibbiena, insieme a quello proveniente da Ortignano e Carda.
Qui troviamo il Museo della Castagna che mostra tutte le fasi di raccolta e trasformazione di quello che nel passato era un vero e proprio sostituto del pane. Il museo prevede una parte principalmente didattica, attraverso i vari ambienti, e una laboratoriale, in cui si possono manipolare gli ingredienti scoperti precedentemente.
Il borgo accoglie un albergo diffuso, un ristorante e una bottega di alimentari.

Raggiolo è un mondo a parte. Piccolo borgo, alto sulla strada e compenetrato nella rigogliosa foresta di castagni, si presenta con la semplicità di chi ha radici profonde, più che millenarie. Storie di Longobardi, di signori feudali, che i resti del trecentesco castello dei conti Guidi testimoniano. Storie di fieri montanari, la cui sola ricchezza veniva dall’acqua dei torrenti – sfruttata nel tempo dalle fucine per la lavorazione del ferro, dalle segherie e dai mulini- e dalle castagne, così importanti nell’economia locale da aver dato il nome a un modo di coltivarle, la raggiolana. E, soprattutto, storie di una colonia proveniente dalla Corsica, chiamata dai granduchi di Toscana a ripopolare l’antico castello distrutto nel XV secolo. I Corsi sono i veri antenati degli abitanti di Raggiolo: gelosi dell’inviolabilità del territorio, con la vita scandita da castagne essiccate, familiarità con il bosco, transumanze in Maremma. E con una miseria dura da sopportare nel freddo degli inverni tra polenta di castagne, castagne bollite e formaggio. Tutto questo, ormai, è solo un ricordo che, tuttavia, continua ad alimentare suggestioni e fisionomie distintive, mantenute dalla posizione appartata e dalla foresta che sale al giogo del Pratomagno. Tutto a Raggiolo è pietra: le strade selciate irte e difficili, i ponti sui torrenti impetuosi, le fonti, i mulini e i lavatoi, qualche seccatoio per le castagne rimasto tra i tanti di un tempo, le case all’apparenza tutte uguali per l’essenzialità del disegno, ma disposte su livelli e con prospettive diverse per rispettare e assecondare il declivio del monte. I ritmi quotidiani sono ancora scanditi dalla campana della chiesa di San Michele Arcangelo. Ogni trenta minuti, il batacchio della campana ricorda agli abitanti lo scorrere del tempo con suoni antichi, ormai rari in città. Tutto a Raggiolo è magnificamente inattuale.

Scopri gli altri borghi sulla guida Toscana - Borghi Da Amare

Borgo di Raggiolo
 
Comune di Ortignano Raggiolo
Provincia di Arezzo
Regione Toscana

Abitanti: 128 Raggiolatti
Altitudine centro: 483 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia

Il Comune
Via Provinciale 4 - Tel. 0575-539214

= distanze in linea d'aria

IN AUTO

  • Da Nord: Percorrere l'autostrada A1, uscire a Firenze Sud, continuare sulla SP 127 in direzione di Firenze, attraversare Firenze, Diacceto, Poppi, San Piero e proseguire seguendo indicazioni per Ortignano Raggiolo.
  • Da Sud: Prendere l'autostrada A1, seguire la direzione Firenze, uscire ad Arezzo, seguire la direzione Bibbiena, continuare sul raccordo Arezzo-Battifolle, attraversare Poggiola, Arezzo, Ceciliano, San Piero e continuare fino ad Ortignano Raggiolo.

IN TRENO

  • Stazione ferroviaria di Arezzo

IN AEREO

  • Aeroporto di Firenze

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Piazza san Michele, 3, Raggiolo
Premiata Tessitura Tacs snc
Manifattura e accessori in “tessuto casentino originale” e abbigliamento country in fustagno.
Via Conti Guidi, 9, Poppi (Arezzo)
6.79 Chilometri da Raggiolo
= distanze in linea d'aria

Eventi

giovedì
21
settembre, 2023

San Matteo

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