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Castelfranco di Sopra


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Arrivando a Castelfranco di Sopra si rimane affascinati dalla medievalità del borgo e della splendida torre del 1300, Torre d’Arnolfo, simbolo del paese, che insieme alle mura e all'architettura della città, fu progettata da Arnolfo di Cambio.
  • Borgo con torri
  • Agibile ai disabili
  • Borghi più belli d'Italia
Castelfranco di Sopra  |
Castelfranco di Sopra
Castelfranco di Sopra  | Claudiovidri -shutterstock
Castelfranco di Sopra
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Castelfranco di Sopra
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Castelfranco di Sopra  | francesco carmiani
Castelfranco di Sopra
francesco carmiani

Eventi

sabato
3
luglio, 2021

San Tommaso Apostolo

Sul borgo

Castelfranco di Sopra, facente parte de I Borghi più belli d’Italia, è un borgo medioevale nel comune di Castelfranco Piandiscò, arroccato sulle colline del Valdarno. Il toponimo pare derivi dal fatto che i primi abitanti, trasferitosi dalla campagna nel castello a monte di Firenze, ebbero per dieci anni l’esenzione dalle tasse, per questo fu chiamato “Castello Franco al di Sopra di Firenze“. 

All'ingresso del paese si trova la splendida torre del 1300, Torre d’Arnolfo, simbolo del paese, che insieme alle mura e all'architettura della città, fu progettata da Arnolfo di Cambio. Situato lungo l'antico tracciato che collegava Arezzo a Fiesole, il territorio su cui oggi sorge Castelfranco di Sopra fu occupato in epoca preromana da un insediamento etrusco.
Passato sotto il controllo di Roma intorno al III secolo, il territorio subì una intensa urbanizzazione, alimentata dalla costruzione della via consolare Cassia antica. Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente l'area finì sotto la dominazione longobarda, come attestato dai resti di strutture longobarde recentemente rinvenute nei pressi dell'antica Badia di Soffena, databili intorno all'825. Fondato nel 1299 dalla Repubblica Fiorentina, Castelfranco di Sopra fu concepito come avamposto militare in funzione anti aretina, e come snodo commerciale per le tratte terrestri che collegavano il territorio della Repubblica all'aretino.
Per popolare la "Terra Nova", il borgo fu "francato", cioè temporaneamente esentato dal pagamento dei tributi, attraendo così a sé numerosi popolani provenienti dalle comunità vicine. Nel giro di una cinquantina d'anni vennero costruiti la cinta muraria, la piazza ed i quartieri prospicienti ad essa. Passata nel XIX sec. sotto l'amministrazione della Provincia di Arezzo, Castelfranco di Sopra subì la distruzione delle mura e dell'antica Loggia di Arnolfo di Cambio, l'architetto fiorentino che ne aveva curato la costruzione.

Castelfranco di Sopra è legata al nome di San Filippo Neri che d’estate trascorreva le vacanze nella casa dei nonni, a lui è dedicata la chiesa all’ingresso del paese. Andando alla scoperta del borgo e giunti in piazza Vittorio Emanuele si trova il vecchio palazzo comunale.


Mentre la parte costruita di questa “terra nova” fiorentina che è all’origine del borgo murato di Castelfranco appare ordinata, geometrica, secondo uno schema a scacchiera di assi ortogonali, la parte naturale – una sorta di Monument Valley in miniatura - è bizzarra, fantastica, irreale: come irreali sono gli sfondi dei quadri e dei disegni di Leonardo da Vinci che all’area delle balze, secondo diversi studiosi, sembrano ricondursi. Le balze, create da un fenomeno di erosione del terreno, disegnano un paesaggio giallastro di forte suggestione che sembra proiettare questo angolo di Toscana nell’Arizona, se non fosse per le macchie verdi di vegetazione nelle forre. Quest’area naturale è chiamata “paesaggio delle fate”. Le emozioni continuano sull’antica strada dei Setteponti, costellata di pievi romaniche, case coloniche, case torri, piccole frazioni, mentre nel borgo di Castelfranco per rivivere le bellezze perdute bisogna andare a cercare due Madonne: quella della scuola di Andrea del Sarto e quella del Maestro del Cassone Adimari(detto lo Scheggia). Quest’ultima si trova nella chiesa della Badia di San Salvatore a Soffena (1394), che sorge appena fuori del borgo con l’annesso convento, di cui si ammira il chiostro. A disegnare Castelfranco sarebbe stato, secondo Vasari, il celebre architetto Arnolfo di Cambio. E certo l’impronta fiorentina è del tutto visibile, non solo nel tracciato urbano ma anche in alcune abitazioni del primo tratto della Via Maestra, risalenti al periodo della fondazione della “terra nuova” (1299) e in tutto simili alle case a schiera del centro storico di Firenze.

Scopri gli altri borghi sulla guida Toscana - Borghi Da Amare

Borgo di Castelfranco di Sopra
Comune di Castelfranco Piandiscò
Provincia di Arezzo
Regione Toscana

Abitanti: 9.632
Altitudine centro: 281 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Borghi più belli d'Italia

Il Comune
Piazza del Municipio, 3 - tel: 055 9631200

IN AUTO

  • Da Nord: Percorrere l'autostrada A1 Milano-Napoli, uscire ad Incisa, seguire la direzione Firenze, continuare sulla SS 69, attraversare Matassino, Faella e proseguire in direzione Castelfranco Piandiscò.
  • Da Sud: Prendere l'autostrada A1 Milano-Napoli, seguire la direzione Firenze, uscire a Valdarno, proseguire sulla SP 11, attraversare Piantravigne e continuare seguendo indicazioni per Castelfranco Piandiscò.

IN TRENO

  • Stazione di Figline Valdarno
  • Stazione di S. Giovanni Valdarno

IN AEREO

  • Aeroporto di Firenze 
  • Aeroporto di Pisa

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Il Convivio dei Corsi
Il Convivio dei Corsi si trova nel borgo di Raggiolo, in Toscana.
Piazza san Michele, 3, Ortignano Raggiolo (Arezzo)
14.05 Chilometri da Castelfranco di Sopra
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