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Eremo di Sant’Angelo

Eremo di Sant’Angelo

La Grotta di Sant’Angelo con l’annesso Eremo di Sant’Angelo è uno dei luoghi più misteriosi e affascinanti della Majella, immerso tra le montagne selvagge del territorio di Lama dei Peligni. Situato a circa 1300 metri di altitudine, questo antico romitorio rupestre domina la Valle del Sangro in uno scenario di grande suggestione naturalistica e spirituale.

L’eremo sorge all’interno di una grotta naturale scavata nella roccia calcarea, in una posizione isolata e difficile da raggiungere, caratteristica che nei secoli lo ha reso luogo ideale per la vita ascetica e contemplativa. L’accesso avviene attraverso un percorso ripido e impervio, che conduce fino all’antica scalinata scavata direttamente nella pietra. Accanto all’ingresso si conserva ancora una piccola acquasantiera anch’essa ricavata nella roccia, testimonianza della lunga frequentazione religiosa del sito.

Le origini del santuario si perdono nel tempo. Alcune caratteristiche della grotta favorirono, probabilmente già in epoca longobarda, la nascita di un luogo dedicato a San Michele Arcangelo, figura molto venerata dai Longobardi dopo la loro conversione al cristianesimo. Secondo la tradizione il monastero venne poi edificato da Roberto da Salle, mentre nel XIII secolo sarebbe stato costruito il vero e proprio eremo di Sant’Angelo.

La prima testimonianza storica certa risale al 1447, quando nei documenti relativi alla numerazione dei fuochi della Valle del Sangro viene citato il priorato di Sant’Angelo. In passato la grotta era organizzata in diversi ambienti: un piccolo androne pianeggiante probabilmente destinato alla vita quotidiana degli eremiti, una cella scavata nella roccia e strutture murarie che un tempo chiudevano la parte frontale del rifugio.

Oggi restano poche ma suggestive testimonianze dell’antico complesso monastico. Tra queste una piccola edicola lignea, nei cui pressi erano presenti dipinti raffiguranti Sant’Angelo, San Benedetto e Pietro da Morrone, oggi purtroppo scomparsi. All’interno della grotta si trova inoltre una vasca dove veniva raccolta l’acqua proveniente da una vena sorgiva che ancora oggi alimenta muschi e vegetazione, contribuendo a creare un’atmosfera umida e silenziosa di grande fascino.

La Grotta di Sant’Angelo rappresenta uno dei tanti luoghi spirituali nascosti della Majella, montagna da sempre legata alla tradizione eremitica abruzzese. Qui natura incontaminata, silenzio e memoria religiosa si fondono in un ambiente austero e profondamente evocativo, capace di trasmettere ancora oggi il senso di isolamento e contemplazione cercato dagli antichi eremiti.

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