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Santuario e Convento di Santa Maria degli Angeli

Cosa vedere a Cassano delle Murge, Bari, Puglia


Nel 1250 circa, a seguito di triplice visione rivelatrice ad un pio sacerdote cassanese, avviene la scoperta dell'immagine della "Madonna degli Angeli", affrescata su una parete della grotta naturale posta sulla Murgia di Cassano. L'Immagine Sacra era stata nascosta nella grotta plurimillenaria a seguito delle persecuzioni (717-741) di Leone III detto l'Iconoclasta. La scoperta aveva sùbito fatto accorrere sul colle, non soltanto la popolazione cassanese ma anche una grande massa di pellegrini da ogni dove provenienti. Fu eretta una Chiesetta e alcune cellette che ospitarono i primi assistenti del sacro luogo: i Francescani Minori dell'Osservanza. Nel 1598 furono sostituiti dagli "Alcantarini".

La Grotta della Madonna degli Angeli
Si tratta di una cavità naturale dedicata da secoli al culto della Vergine SS. degli Angeli, Protettrice di Cassano delle Murge. L'accesso a questa sacra caverna, situata a 400 metri sul livello del mare, è oggi possibile scendendo dall'interno del quattrocentesco sopraelevato Santuario, con una facile scalinata artificiale. Al tempo degli Imperatori Romani, quando infieriva la persecuzione contro i credenti al Dio del Vangelo, questa grotta era una catacomba frequentata dai primi cristiani cassanesi, i quali, fuggendo anch'essi l'odio e le persecuzioni dei gentili, si riunivano per celebrare la loro fede e per seppellire in apposite nicchie i corpi dei loro defunti. Sul muro è dipinta la Vergine Santissima, col Bambino tra le braccia, tra una corona di Angeli. La cavità è lunga circa 5 metri e larga altrettanto; la sua altezza è in media di 4 metri. Il primitivo aspetto è stato alterato dai lavori di sistemazione dello sbancamento delle pareti rocciose. Fu nel corso di tali lavori che venne scoperta una breccia ad elementi calcarei grossolani con abbondanti resti ossei di specie pleistoceniche di grande e di piccola mole, e frammenti di rhinoceros, elephas, bos, cervus, specie in parte esistente ed in parte emigrate nelle nostre contrade. Sono reperti preziosi per le conoscenze fitoclimatiche della regione nel corso dell'ultimo interglaciale, quando la boscosa landa carsica delle Murge era popolata da specie d'ambiente caldo arido con medie termiche annue più elevate di quelle odierne, con bassi valori delle precipitazioni.

Dipinto della Vergine degli Angeli (nella grotta)
E' l'immagine della Vergine che ha dato origine e dà significato a tutto il complesso. Rinvenuto qui, a dir della tradizione, una prima volta nel XIII secolo e poi una seconda, il 19 maggio 1855, a seguito di "segni misteriosi", è diventato luogo di "pellegrinaggio" per la devozione a Maria. Il titolo è dovuto agli Angeli che circondano il viso della Vergine - alcuni non più visibili - e alla presenza dei Frati Minori (francescani) come primi custodi della Grotta e del nascente Santuario. La Madonna ha il capo reclinato e appoggiato al Bambino Gesù, raffigurato di profilo. La sua origine divide gli specialisti: secondo alcuni è dei primi secoli dei cristianesimo, addirittura prima di Costantino, perché sulla corona non c'è la croce; secondo altri risalirebbe all'epoca dei Basiliani, quindi al periodo della persecuzione di Leone III Isaurico (714-741).

Esterno del santuario
La facciata settecentesca, cuspidata, è aperta al centro da una finestra centinata. Il portale è sormontato da un arco a sesto acuto nella cui lunetta è collocato unbassorilievo della Vergine degli Angeli. Addossata alla fiancata sinistra si erge la costruzione del Cappellone del Crocifisso nella cui parete è incastonato un bassorilievo in pietra raffigurante l'Eterno benedicente, che regge con la sinistra il globo. Sulla destra l'accesso al Convento, cui si giunge attraverso il caratteristico Chiostro quattro-cinquecentesco. Sempre sulla destra, affiancata al Convento, la grande mole del complesso costruito nel 1937 dai Religiosi Agostiniani, per opere sociali.

Interno
La navata centrale: è' come un corridoio (m. 23,20 x 5,25) con volta a botte e pareti nude. Sulla sinistra un quasi corridoio forma la navata laterale con in fondo il Presepe e poi il vano del Cappellone del Crocifisso. A fianco del Presbiterio le rampe di accesso alla Grotta cui si arriva attraverso un Sacrario di pregevoli marmi, in ricordo dei Caduti in guerra di Cassano. Navata laterale: corridoio (m. 10,00 x 3,10) con volta bassa ed archi. Sullo sfondo: il Presepe; sul lato sinistro: altari di S. Rita e S. Agostino (di recente fattura marmorea) e ingresso al Cappellone del Crocifisso: è un vano quadrato (m. 9, 1 5 x 8,70), formato da 4 arconi con cornicione su cui è impostata la volta a padiglione.

Porta di ingresso
Costituita da due ante delimitate da fini lesene poggiate su un alto zoccolo e con capitelli scolpiti a ovuli e volute e divisi in riquadri; in essi, vasetti preziosi e finemente dipinti con motivi nastriformi. Opera di bottega locale dei XVIII secolo restaurata nel marzo 2002.

Pulpito
Nel riquadro centrale sono rappresentati i simboli Eucaristici delimitati da Cesene e riquadri con motivi floreali. Questi si ripetono anche nella zona inferiore alternati da grosse foglie di acanto che fungono da sostegno alle colonnine; sulle facce laterali si ripetono gli stessi motivi. Ignoto intagliatore locale del XVI secolo. Restaurato nel maggio 2002.

Il Chiostro
Sulla sinistra, uscendo dalla Chiesa, una piccola gradinata porta all'ingresso del Convento cui si accede attraverso la portineria e un bellissimo Chiostro. Il Chiostro, dal gusto caratteristicamente francescano, dagli archi bassi ed a sesto acuto, risale alla fondazione del Convento, anche se risistemato nel tempo contiene tutt'intorno affreschi (restaurati di recente) con scene della vita di San Francesco che risalgono alla prima metà del '700. L'Alessandrelli avanza l'idea che siano opera del concittadino pittore Giuseppe Domenico BALESTRA (Cassano Murge 1668-1754), o al massimo dello stesso autore di analoga decorazione esistente nel Convento di Bitetto.

Il Faro
Riprendendo una vecchia tradizione, riportata nel 1482, secondo la quale "sul Cenobio di Cassano si accendeva ogni sera un grosso fanale, che era guida sicura ai naviganti per approdare nel porto di Bari", nel 1954, a ricordo dell'anno Mariano, la Comunità Agostiniana elevò al cielo un Faro che indica a tutti la Presenza di Maria, Faro che illumina il cammino del viandante verso Dio.

  • Piazzale de Consultibus-Cimbrone, 1, Cassano delle Murge (Bari)
  • 080763221
  • Luogo di culto

Cassano delle Murge

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