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Nettuno


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La parte vecchia di Nettuno, il vero centro storico del borgo marinaro, si trova a picco sul mare. Oltre alle case di molti residenti, tra i vicoletti e le piazze suggestive si trovano anche palazzi storici, come il Palazzo Baronale, il cui ingresso è in Piazza Marconi. Nell'antichità il Borgo Medioevale avrebbe rappresentato la parte più antica di Antium ed unica sopravvissuta alla distruzione. Passeggiando per il borgo, si può notare che le case a piano terra sono molto più antiche di quelle ai piani superiori.
  • Borgo di mare
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  • Borgo con castello
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domenica
16
agosto, 2020

San Rocco

Sul borgo

Il borgo marinaro di Nettuno è affacciato sul Mar Tirreno, nel Lazio. Rappresenta la diretta continuatrice storica dell'antica città di Antium, luogo termale e di villeggiatura al tempo dei Romani. Si trova al confine tra l'Agro Romano e l'Agro Pontino.

Antium venne fondata da genti di etnia latina agli inizi del primo millennio a.c., e in seguito venne occupata dai Volsci, insediatisi nella regione agli inizi del V secolo a.C.. Fin dalle origini fiorente centro commerciale e marinaresco, Antium dominava verosimilmente, già in età pre-romana, gran parte del territorio dell'odierna Nettuno (secondo un orientamento estendeva approssimativamente il suo territorio da Capo d'Anzio, occupato dall'odierna Anzio, all'area del fiume nettunese Loricina); nella parte più alta della riviera nettunese, oggi Villa Borghese, vi sarebbe stata l'acropoli. Adiacente al borgo medievale o in corrispondenza della foce del fiume Loricina doveva sorgere un porto, pertinente ad un oppidum chiamato Caenon, che fin dal periodo latino fungeva da arsenale navale, da foro per il mercato e da deposito per i viveri; fondamentale punto strategico, da esso partivano le scorrerie piratesche per il Mediterraneo. Antium, che nel periodo volsco osteggiò lungamente Roma, per lungo tempo fu la capitale dei Volsci anziati (stanziati sulla costa tirrenica, e distinti dai Volsci ecetrani, dell'entroterra); fu dunque alla guida di altre città divenute volsche e intraprese una lunga belligeranza che vide numerosi episodi, tra cui il più noto è quello del patrizio Gneo Marcio Coriolano, il quale, in esilio presso gli Anziati, fu accolto dal nobile Attio Tullio e con lui concordò la guerra contro Roma; entrambi furono eletti, dalle città volsche, condottieri delle loro truppe, e Gneo Marcio, tra il 489 a.C. e il 488 a.C., portò i Volsci ad arrivare al IV miglio della via Latina. Ad Antium Coriolano fu poi ucciso, mentre si apprestava a difendere il proprio operato al Foro. Nel 484 a.C., nel territorio antistante la città, i Volsci inflissero in battaglia una dura sconfitta alle legioni romane, condotte da Lucio Emilio Mamercino, costringendole ad una imbarazzante fuga notturna. Nel 469 a.C., i Romani conquistarono e devastarono la città di Cenone. Nel 468 a.C., dopo aver perso la battaglia di Antium, gli Anziati si arresero ai Romani, che stabilirono un presidio armato in città. Antium, che era stata tra le prime colonie romane (fu dedotta come tale nel 338 a.C.), ospitò, tra i romani più eminenti che vi costruirono bellissime ville in riva al mare, Cicerone e Mecenate. Furono soprattutto gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia ad avere frequenti contatti con la città marittima. Meno di dieci anni dopo la morte di Nerone, avvenuta il 9 giugno dell'anno 68, Antium era però già quasi tutta in rovina. All'inizio del VI secolo d.C. Antium, fra molte altre, fu oggetto di saccheggio e distrutta dai Goti di Vitige, che seminavano morte e distruzione per il Lazio.

Il castello di Nettuno continuò la storia dell'antica Antium, sviluppandosi sul suo territorio come paese successore. I feudatari di Nettuno furono inizialmente i conti Tuscolo, poi i monaci di Grottaferrata ed i Frangipane. Nel IX secolo, il paese dovette subire l'invasione e la distruzione da parte dei Saraceni. Allora gli abitanti dovettero scappare verso i monti, nelle foreste, ma in seguito, dopo che le truppe di papa Benedetto VIII giunsero e decimarono i Saraceni, salvando probabilmente donne e bambini, si sarebbero gettate le basi per la formazione di un nuovo nucleo di Nettuno. Successivamente il Papa scacciò i Conti di Tuscolo, poi fortificò un castello con torri e bastioni - che rappresenta l'attuale borgo medievale. Nel 1427, dopo la morte di Rinaldo Orsini, viceré degli Abruzzi, Antonio Colonna divenne signore di Nettuno e di Astura grazie a papa Martino V. In questo periodo a Nettuno vennero costruite molte ville, come Villa Borghese o Bell'Aspetto, Villa Albani (oggi nel Territorio comunale di Anzio) e Torre Astura. Nel XVI secolo Nettuno non era altro che un piccolo centro abitato, circondato da mura e da torri, e al cui centro sorgeva la chiesa di San Giovanni. Poco più avanti del castello, c'era il Forte Sangallo, fatto costruire all'inizio del secolo, tra il 1501 ed il 1503, da papa Alessandro VI Borgia, per difendere lo Stato Pontificio dagli assalti di predoni, corsari, pirati arabi e africani. Di fronte alla fortezza c'era il convento di San Francesco. Secondo la tradizione, nel 1550 approdò alla foce del fiume Loricina, la statua di legno della Madonna col Bambino, la famosa Madonna delle Grazie di Nettuno, che veniva trasportata dall'Inghilterra a Napoli, per sottrarla alle persecuzioni di Enrico VIII contro i cattolici, in seguito allo Scisma anglicano. Nel biennio 1625/26 lo Stato Pontificio restaurò il borgo e ricostruì il baluardo di S. Rocco. Nel 1656 l'epidemia della peste decimò più di mille nettunesi. Venne istituito il Monte Frumentario, per la distribuzione del grano ai più poveri. Tra il 1697 e il 1700 il pontefice Innocenzo XII fece costruire il nuovo Porto di Anzio, abbandonando quello che restava del porto Neroniano. Nel 1700 il Papa acquistò dal principe Giovanni Pamphilj tutta la valle intorno al nuovo porto, allo scopo di consentire ai nettunesi di costruirvi le loro abitazioni ed agevolarli nei loro commerci marittimi. Ma dopo l'inaugurazione del porto Innocenziano, i beneficiari, ossia i nettunesi, furono esclusi dalle attività marittime. Nel 1856, per astii interni, gli abitanti dell'area del porto, i portodanzesi, chiesero la scissione dalla città di Nettuno; il Papa acconsentì a questa loro richiesta, dunque decretò la cessione ad Anzio, come detto, di circa un terzo del preesistente territorio di Nettuno: il 1857 è la data formale della nascita di Anzio.

Nel 1870 Nettuno, seguendo le sorti dello Stato della Chiesa di cui era parte, venne definitivamente inglobato nel Regno d'Italia. Nel 1901 il ministro dell'Interno Giovanni Giolitti concesse al comune di Nettuno l'uso di una propria bandiera: un telo quadrato di seta celeste e verdemare, con l'asta blu, sormontata dal dio Nettuno. Cuore della cittadina era ancora il borgo antico, intessuto di palazzi signorili e di case semplici, intreccio di vicoli e piazzette, tutto intorno alla Chiesa Collegiata, dedicata ai Santi Giovanni Battista ed Evangelista. Ad un lato della Collegiata vi era l'Oratorio del Carmine, dall'altro la chiesa del SS. Sacramento, di fronte al palazzo baronale già Colonna, ora proprietà Borghese. Da una parte del borgo il bel palazzo dei Segneri, dall'altra parte il maestoso palazzo Pamphilj-Doria, anch'esso di proprietà Borghese, con gli affreschi di Pier Francesco Mola, nelle sale e specialmente nel salone delle feste. II 20 luglio 1925, nel Forte Sangallo, Mussolini firmò con i ministri della Jugoslavia la convenzione di Nettuno, una serie di accordi economici e giuridici che interessavano specialmente le condizioni degli italiani in Dalmazia, nonché le relazioni fra Zara e il retroterra dalmata e - data l'annessione di Fiume all'Italia - anche la regolamentazione dei limiti delle acque territoriali tra Fiume e Sussak, oltre che delle zone di pesca di rispettiva competenza.

Un evento di rilievo per la città è datato 29 novembre 2015, quando il Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Albano, Monsignor Marcello Semeraro, ha deciso di indicare come Chiesa Giubilare - in occasione del Giubileo Straordinario della Misercordia indetto da Papa Francesco - la "Tenda del Perdono", ossia la Cappella realizzata nel punto esatto in cui Santa Maria Goretti perdonò il suo aggressore Alessandro Serenelli prima di morire e oggi parte integrante della Parrocchia Santa Barbara Vergine e Martire.

La parte vecchia di Nettuno, il vero centro storico del borgo, si trova a picco sul mare. Costruito all'interno delle mura con torrioni cilindrici. Le torri sono del 1300, quando Nettuno era sotto la Signoria degli Orsini. Oltre alle case di molti residenti, tra i vicoletti e le piazze suggestive si trovano anche palazzi storici, come il Palazzo Baronale, il cui ingresso è in Piazza Marconi; il palazzo, un tempo della famiglia Colonna, fu il simbolo del potere feudale; il Palazzo Doria-Pamphilj, del 1600; la chiesa collegiata di San Giovanni Battista, di origine medievale (anche se costruita sulle antiche rovine del probabile tempio del Dio Nettuno), ma completamente ricostruita tra il 1738 ed il 1748. Il borgo medievale è attualmente il centro della vita notturna, dove si concentra la maggior parte dei pub e dei locali. Nell'antichità il Borgo Medioevale avrebbe rappresentato la parte più antica di Antium ed unica sopravvissuta alla distruzione; passeggiando per il borgo, si può notare che le case a piano terra sono molto più antiche di quelle ai piani superiori.

Borgo di Nettuno
Comune di Nettuno
Provincia di Roma
Regione Lazio

Abitanti: 49.167
Altitudine centro: 11 m s.l.m.

Aree naturali protette:
Riserva naturale Villa Borghese

Comune di Nettuno
Viale G. Matteotti 37 - 00048 Nettuno (RM)
Tel. 06-988891

IN AUTO

  • Da Roma attraverso la Strada Statale Pontina 148 da Napoli con l'Autostrada A1 Roma - Napoli uscita Valmontone (direzione Velletri) e da qui prendendo la Strada Provinciale 87 bis.

IN TRENO

  • Stazione di Nettuno

IN AEREO

  • Aeroporto di Roma-Ciampino
  • Aeroporto di Roma-Fiumicino

Dormire, mangiare, comprare...

Yachting Experience
Via Amerigo Vespucci, 5 - 00048, Nettuno

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