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Preci


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Immerso nella natura selvaggia del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, una delle aree naturali protette più belle dell'Italia Centrale, il borgo medievale di Preci si sviluppò all'interno di una fortezza. A seguito di una scossa di terremoto nel 2016, venne danneggiata l'Abbazia di Sant'Eutizio, gioiello del paese il centro storico fu completamente inagibile.
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Preci, località Campi  |
Preci, località Campi
Preci, Basilica di San Eutizio  |
Preci, Basilica di San Eutizio
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il Bar Fontana, un piccolo simbolo per Preci  | Marino Pagano
il Bar Fontana, un piccolo simbolo per Preci
Marino Pagano
Uno sguardo a Preci
Uno sguardo a Preci

Eventi

domenica
7
giugno, 2020

Festa di Santa Maria della Pietà

Sul borgo

Da una splendida posizione, a 596 m s.l.m. il borgo di Preci (Le préši in dialetto locale) estende il proprio territorio prevalentemente sulla Valle Castoriana. La Valle collega la Forca di Ancarano a Ponte Chiusita, ed è caratterizzata dalla presenza di una miriade di piccoli centri dove sorgono splendide chiese ricchissime di opere d’arte. La sua morfologia aspra, è mitigata da una rigogliosa vegetazione arborea, arbustiva ed erbacea, anche se alcune specie ora sono scomparse, come la canapa che era coltivata in piccoli appezzamenti detti "canapine". In passato abbondavano anche le erbe medicinali, le cui proprietà curative furono note ai monaci orientali, che vissero in eremitaggio nella Valle, e successivamente ai Benedettini. Tutta la zona è ricca di acque e molte sono le sorgenti a regime carsico che sgorgano copiose da imponenti formazioni di roccia calcarea.

Di origine medievale (XIII secolo), il borgo di Preci si sviluppò all'interno di una fortezza. Il terremoto del 1328 lo distrusse quasi completamente. Ricostruito, venne elevato a Comune nel 1817. Durante gli ultimi secoli del Medioevo ed in età moderna (fino almeno al XVII secolo), raggiunse una certa notorietà per una scuola di chirurgia specializzata nell'estrazione di calcoli renali. Nell'ottobre del 2016 Preci, come Castelsantangelo sul Nera, Visso e Ussita, è stato colpito da nuove scosse sismiche che hanno danneggiato l'Abbazia di Sant'Eutizio e reso il centro storico completamente inagibile.

Il primo documento dal quale si rileva il nome dell'abitato di Preci risale al 1232. Era costituito da un piccolo insediamento non distante da un oratorio benedettino da cui probabilmente ne assunse il nome “preces” - preghiera. Nella seconda metà del XIII secolo, a protezione del villaggio, sorse il castello. Inizialmente fece parte dei possedimenti di Spoleto per poi passare, nel 1276, sotto l'autorità comunale di Norcia che in quegli anni era in piena fase di espansione territoriale. Dopo alterne vicende legate principalmente a lotte di potere tra l'autorità pontificia e le signorie di potenti famiglie, anche Preci venne coinvolta tristemente in questi conflitti. Per essersi ribellata a Norcia ed aver dato rifugio ai signori di Camerino, Rodolfo da Varano e Beatrice Colonna, nel 1528 dovette subire la distruzione, per opera dell'esercito nursino. I fautori della ribellione vennero banditi e relegati nell'impervia Castelluccio da cui ne derivò l'antico nome di Castel Precino. Nel 1533 il Pontefice Paolo III acconsentì alla ricostruzione di Preci a condizione di una definitiva riconciliazione con Norcia. La riedificazione del Castello coincide con l'accrescere della fama dei medici Preciani in tutta Europa. Dentro le mura del nuovo castello le facoltose e ricche famiglie dei medici fecero costruire da maestranze lombarde operanti nella zona, eleganti palazzi. Anche l'edilizia minore venne edificata non tralasciando l'utilizzo di elementi architettonici di discreto interesse. Possiamo dire che, sostanzialmente, l'abitato di Preci, ha mantenuto il suo aspetto cinquecentesco, tipico, dei villaggi fortificati costruiti sulle alture.

L'abitato, molto raccolto, è attraversato da una ragnatela di stradine che, tortuosamente, si inerpicano e confluiscono nella piazza principale sulla quale s'erge la chiesa la Pieve di Santa Maria, edificata nel XIII secolo dai monaci di Sant'Eutizio. Il portale principale del 1300, in stile gotico, è particolarmente sobrio. Sul lato sinistro, successivamente, venne aperto un interessante portale quattrocentesco e, la medesima parete dove si notano vari stemmi e frammenti di iscrizioni, venne unita con un portico, ora scomparso, alla adiacente casa della Comunità realizzando così il luogo per le prime riunioni del consiglio comunale.

Nel panorama dell’offerta turistica dell’Umbria, Preci riveste un ruolo particolarmente interessante dal punto di vista qualitativo. Una forte azione di richiamo è esercitata senza dubbio dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La ricchezza di emergenze storiche – architettoniche, in primis l’Abbazia di S.Eutizio e la tradizione della chirurgia preciana, di infrastrutture sportive (campo di calcio in erba e palazzetto dello sport) e di strutture per l’attività convegnistica contribuiscono a differenziare l’offerta e a variegare le attività realizzabili sul territorio, ma è nei servizi ambientali che oggi si stanno moltiplicando le iniziative locali, anche ad opera di alcune cooperative, per promuovere numerose attività ricreativo – ambientali (mountain bike, trekking, equitazione).


Il mantenimento del paesaggio agrario tradizionale non può che essere legato all’ampia diffusione che hanno in questo territorio le tecniche dell’agricoltura biologica: alla base ci sono la rotazione delle colture e la rinuncia all’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, poi il mantenimento delle alberature, delle siepi e delle specie e varietà tradizionali, sia vegetali che animali, perfettamente integrate con il territorio, che rappresentano uno straordinario bacino di biodiversità agraria.

Farro, orzo, lenticchie, cicerchia e fagiolo, colture considerate arcaiche fino a qualche anno fa oggi sono simbolo di una sana alimentazione e permettono di riscoprire i sapori antichi gelosamente conservati dalla civiltà rurale. Tra le montagne è possibile meravigliarsi della tenacia dei piccoli allevatori di ovini ancora oggi transumanti, che con un po’ di fortuna possiamo poi ritrovarli a valle nei loro piccoli laboratori aziendali, dove è anche possibile degustare formaggi dal sapore unico. Come pure è possibile incontrare l’appassionato apicoltore, in grado di far assaporare direttamente la ricchezza floristica locale tradotta in miele dalle instancabili api. Preci e la Valcastoriana sono anche tartufo nero di Norcia, da assaporare direttamente negli ottimi ristoranti locali, che ogni giorno richiamano clienti da un ampio raggio perché famosi per l’alta qualità e genuinità dei piatti, proposti a prezzi onesti.

Altro discorso vale per i due principali frutti del territorio: la trota ed il prosciutto. Questi vengono prodotti a Preci per entrare nel mercato nazionale (a volte anche varcando i confini di Stato) del quale conquista importanti quote. Le trote allevate negli impianti della Valnerina vanno ad occupare il 7% del mercato nazionale e vengono apprezzate per la particolare sapidità. A riprova dell’attenzione con cui le attività produttive di inseriscono in un contesto ambientale di grande pregio ambientale ma anche estremamente fragile, tutti gli impianti ittiogenici sono sottoposti a certificazione volontaria di qualità ambientale. In impianti di recente realizzazione si è cominciato anche a trasformare i prodotti della troticoltura in lavorati particolarmente apprezzati dalle famiglie, come i filetti di trota.

Il prodotto di Preci senza dubbio più conosciuto è comunque il prosciutto, che viene stagionato in quattro grandi impianti nel territorio comunale, per una produzione che si aggira intorno ai 450.000 pezzi l’anno, tra i quali è presente circa l’85% della produzione certificata “Prosciutto di Norcia IGP”. 

Borgo di Preci
Comune di Preci

Provincia di Perugia
Regione Umbria

Abitanti: 716
Altitudine centro: 596 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Città del bio
Città slow

Aree naturali protette:
Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Comune di Preci
Piazza Marconi 1 - Preci (PG)
Tel. +39 0743 93781

IN AUTO

  • Da Roma-Terni: giungere a Terni tramite l'autostrada A1: seguire indicazioni Cascate delle Marmore; SS 209 in direzione Visso; seguire indicazioni per Preci
  • Da Roma-Rieti: percorrere la Salaria in direzione Ascoli Piceno; seguire indicazioni per Norcia; proseguire per Preci
  • Da Perugia-Spoleto: giungere a Spoleto tramite la Flaminia; percorrere la galleria di Eggi in direzione Visso; seguire indicazioni per Preci
  • Da Ascoli Piceno - San Benedetto del Tronto: percorrere la Salaria in direzione Rieti; seguire indicazioni per Norcia; proseguire per Preci

IN TRENO

  • Stazione di Spoleto

IN AEREO

  • Aeroporto di Perugia
  • Aeroporto di Roma Fiumicino

Dormire, mangiare, comprare...

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