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Ribera


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Compreso tra i comuni delle "Terre Sicane", ricco di fascino e di storia, Ribera offre un panorama d'inestimabile valore naturalistico, ambientale, culturale ed enogastronomico. Tali aspetti danno origine a una serie di attività mirate alla riscoperta della natura, a quelle manifestazioni che valorizzano le tradizioni religiose e culturali. Particolare rilevanza hanno i prodotti tipici locali: semplici e genuini che soddisfano i palati più esigenti.
  • Borgo con parco
  • Borgo con castello
  • Città Slow
Ribera  |
Ribera
Aranci  |
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Clementina  |
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Gole del Lupo  |
Gole del Lupo

Sul borgo

Ribera (Rivela in siciliano) è il borgo natale di Francesco Crispi, in Sicilia. La posizione geografica, il clima favorevole e la presenza costante di acqua, assicurata dai fiumi Verdura, Magazzolo e Platani, hanno reso molto fertili le terre del territorio di Ribera, anticamente detto Allava. Così già nel medioevo, molti abitanti dell'antica Caltabellotta vi si recavano per coltivarle, realizzando produzioni variegate: riso, cotone, grano, agrumi, mandorle, olive e numerose varietà di uva, frutta di stagione ed ortaggi.

Le sue origini si fanno risalire alla fine del XVI secolo, quando in un clima di tranquillità, concluse le incursioni dei Turchi in Sicilia, molti contadini decisero di abbandonare le rocche fortificate e di trasferirsi in zone con terreni più fertili, molto spesso lasciandosi alle spalle i debiti contratti con i feudatari. La fondazione di Ribera è datata 1635, quando il Principe di Paternò Don Luigi Moncada, possessore di numerosi e vasti feudi, decise di risparmiare le fatiche e le energie che i propri contadini spendevano per recarsi da Caltabellotta ai campi, e di fondare un centro in cui questi si sarebbero trasferiti, rimanendo alle sue dipendenze. La scelta del luogo della fondazione cadde sulla Piana di Stampaci, chiamato anche Piano di San Nicola (corrispondente più o meno all'attuale quartiere di Sant'Antonino), dal quale era possibile dominare gran parte del territorio e fruire delle sorgenti d'acqua. Il borgo che si sviluppò attraverso strade larghe e bene allineate, rispettando criteri urbanistici d'avanguardia, venne battezzata con il nome di Ribera, in omaggio alla moglie del Principe Moncada, Maria Afan de Ribera, figlia del Duca di Alcalà. Nel 1841 il Comune, con una produzione di 5000 quintali di riso, fu classificato come il primo centro di produzione di riso della Sicilia e, nonostante le morti dovute al colera, l'abbondanza del lavoro favoriva i matrimoni e l'accrescere della popolazione che contava 5000 persone circa. Il 29 settembre di quell'anno attraverso un Regio decreto, il Comune fu quindi elevato a Pretura di Terza classe. Con la Rivoluzione indipendentista siciliana del 1848 anche Ribera ebbe un Comitato rivoluzionario guidato da Tommaso Crispi, il cui figlio Francesco diventò rappresentante del Comune di Ribera al Parlamento Siciliano di Palermo.

Dopo lo sbarco dei Mille, venne costituito un Consiglio Civico e successivamente il 10 aprile 1861 il Comune godé per la prima volta delle maggiori libertà amministrative e fu eletto il Consiglio Comunale. In quegli anni vennero soppresse le risaie, fonti di gravi malattie come la malaria. Furono anni in cui la miseria e la fame attanagliarono buona parte della popolazione. Dopo la Prima guerra mondiale la questione della lotta al latifondo entrò nel vivo anche a Ribera. La popolazione e soprattutto i reduci lamentavano l'assenteismo del Duca di Bivona che da Madrid godeva delle sue ricchezze senza nessun contatto diretto con le proprietà e con i lavoratori. Nell'estate del 1919, la cooperativa "Cesare Battisti" guidata dal farmacista Liborio Friscia chiese all'Opera Nazionale Combattenti (ONC) l'affitto del latifondo appartenente al duca di Bivona, che era inoltre senatore e grande di Spagna. Arrivato in paese nel gennaio 1920, don Eristano, intenzionato a vendere i propri possedimenti ad un'altra cooperativa, venne sequestrato dai combattenti della "Battisti" per tre giorni nel proprio palazzo, già appartenuto ai propri predecessori. In seguito alla sua liberazione, il duca di Bivona denunciò la violenza subita dai "bolscevichi" di Ribera, facendo intervenire anche il governo di Madrid, e vendette il proprio latifondo alla cooperativa rivale della "Battisti", quella guidata da Antonino Parlapiano. Sulla vicenda intervenne anche Antonio Gramsci con una corrispondenza intitolata "La verità sui fatti di Ribera" apparsa sull'Avanti! dell'11 febbraio 1920 ed inclusa nei suoi Quaderni del carcere.


Il fiore all'occhiello dell'agricoltura riberese sono le arance della qualità Washington Navel, oggi conosciute con il nuovo marchio Riberella D.O.P. L'arancia amara venne introdotta in Sicilia dagli Arabi durante la loro dominazione; Ribera è oggi il territorio dove si riscontra una coltivazione intensiva delle arance dolci bionde. La coltivazione prevalente nel comprensorio riberese è la Washington Navel che da sola copre l'80% dell'intera superficie agrumentata che si aggira intorno ai quattromila ettari. I frutti, di pezzatura medio-grossa (150-250 grammi) presentano all'estremità inferiore un ombelico (navel) da cui prende la denominazione. La raccolta inizia a novembre e si protrae fino ad aprile. Il frutto, privo di semi, presenta tessitura media, gusto gradevolissimo e bassissima acidità. In cucina viene impiegata per la preparazione di dolci e insalate da servire come antipasto o contorno per arrosti. La buccia secca o candita è utilizzata in pasticceria. Si stima che siano coltivati ad agrumeto circa 3000 ha di terreno, con una produzione intorno al milione di quintali, in prevalenza arance.

Le Fragoline di Ribera, frutto di piccole dimensioni, sono un'altra prerogativa della produzione riberese e si distinguono dalle altre varietà sia per le caratteristiche che per la qualità. In maturazione da aprile e raccolte a mano sino a giugno, si coltivano tra filari di aranci e peschi, dove si presentano le condizioni climatiche e idriche ottimali.

I prodotti tipici della gastronomia locale sono a base di arance: torte alle arance, biscotti con marmellata di arance, pasticciotti con marmellata di arance. È poi usuale preparare delle pietanze e dei dolci tipici in occasioni delle festività:

  • il 19 marzo, in cui ricorre la festa di San Giuseppe, si prepara la pasta cu la muddica: spaghetti al dente, senza sale, conditi con pan grattato tostato, zucchero, cannella e pezzetti di cioccolato. Il piatto è servito freddo.
  • sempre in occasione di San Giuseppe si prepara la mpignulata cu lu meli (pignolata al miele): dei dolci di farina ed uova, fritti nell'olio e che, una volta raffreddati, vengono conditi con miele e palline di zucchero colorato.
  • a Pasqua si preparano li cannilera: una pasta dolce da biscotto, di varie forme, che racchiude un uovo sodo e che viene decorata con albume sbattuto e palline di zucchero colorato.
  • Pasqua è anche il periodo della froscia: una torta alla ricotta fresca, preparata con pane, formaggio grattugiato, uova, nepetella, gocce di cioccolato e cotta in forno.
  • l'8 settembre, in cui ricorrono i festeggiamenti in onore di Maria SS. delle Grazie e la tradizionale fiera, si prepara la cubbata: un impasto di mandorle, zucchero, miele e cannella, simile al torrone.
  • Nel periodo del 1º e 2 novembre, cioè in occasione della commemorazione dei defunti, si preparano i taralli: biscotti rivestiti di zucchero fuso, misto a sostanze dolcificanti e coloranti che nei caratterizzano la tipologia (al cioccolato, all'arancia, alla vaniglia, etc).
  • Sempre nel periodo dei morti si prepara la frutta martorana, vagamente somigliante al marzapane ma più dolce e saporito, a base di farina di mandorle e zucchero e confezionato tradizionalmente a forma di frutta.
  • l'11 novembre, in cui ricorre la festa di San Martino, si preparano li sfinci: dei dolci preparati con farina di grano duro, lievito di pane, olio e acqua calda e conditi con zucchero o miele.
  • il 13 dicembre, in cui ricorre la festa di Santa Lucia, si prepara la cuccìa: frumento e ceci bolliti, conditi variamente con: vino cotto, miele, latte, cioccolata o zucchero.
  • a Natale si preparano li purciddati o buccellati: una pasta dolce da biscotto ripiena con fichi secchi tritati e mandorle oppure con diversi tipi di marmellata, tra cui la più usata è la cucuzzata (marmellata di zucchine verdi).

Borgo di Ribera
Comune di Ribera
Provincia di Agrigento
Regione Sicilia

Abitanti: 19.232
Altitudine centro: 223 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Città slow
Borghi Marinari

Aree naturali protette:
Riserva naturale Foce del Fiume Platani

Il Comune
Corso Umberto - Tel. 0925-561111

IN AUTO

  • Stazione di Agrigento
  • Stazione di Castelvetrano

IN AEREO

  • Aeroporto di Palermo

Dormire, mangiare, comprare...

Eventi

da
lunedì
7
settembre, 2020
a mercoledì 9 settembre 2020

Fera di settembre

da
domenica
1
novembre, 2020
a lunedì 2 novembre 2020

Fera di li morti

domenica
6
dicembre, 2020

Festa Patronale di San Nicola

venerdì
19
marzo, 2021

La Straula. Festa di San Giuseppe

domenica
28
marzo, 2021

Domenica delle Palme

giovedì
1
aprile, 2021

Giovedì Santo

venerdì
2
aprile, 2021

Venerdì Santo

domenica
4
aprile, 2021

Lu 'ncontru

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