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Museo della Città

Cosa vedere a Acquapendente, Viterbo, Lazio


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Il museo della città di Acquapendente costituisce un "sistema museale integrato" che si articola in 3 sedi espositive (Palazzo Vescovile, Torre Julia de Jacopo e Pinacoteca di San Francesco) ubicate lungo l’asse viario che coincide con l’attraversamento della via Francigena, ancora oggi spina dorsale dell’impianto urbanistico del borgo. Il museo ha come finalità principale quella di valorizzare l'identità territoriale attraverso i reperti che ne testimoniano la storia, l’arte e la cultura. Tra le principali finalità quelle didattico-sperimentali, con una vocazione per la ricerca scientifica e la didattica nelle scuole.

Il Palazzo Vescovile contiene due distinte collezioni (civica e diocesana) che convivono in un unico ambiente.

Situata negli ambienti dell’antica sagrestia San Francesco (ricavati negli spazi del chiostro), la Pinacoteca ospita una delle raccolte più cospicue del territorio viterbese e contiene una parte delle opere provenienti dal limitrofo convento dei Frati minori conventuali di San Francesco.

La Torre Julia De Jacopo invece è la sede più antica delle tre strutture del Museo della Città di Acquapendente. Nel maniero medievale, dislocate sui due livelli espositivi, sono collocate le collezioni ceramiche più pregevoli del territorio. I reperti coprono un arco cronologico abbastanza omogeneo che parte dalla prima metà del XIII secolo sino ai primi decenni del XV secolo. Per quanto riguarda la ceramica medievale si palesa una forte dominante delle forme chiuse su quelle aperte, mentre i motivi decorativi rivelano una predominanza del tema vegetale su quello geometrico (non mancano però motivi zoomorfi o religiosi).

Dalla metà del XIV secolo i motivi decorativi tendono alla semplificazione, sino alla comparsa di motivi araldici ed epigrafici. È di questi anni l'introduzione del motivo antropomorfo, con raffigurazioni di volti femminili; sempre di questo periodo sono le scene figurate che riguardano le tematiche dell'amore cortese. Sia la morfologia dei reperti, sia il repertorio figurativo rientrano nella tipologia "alto-laziale", dove confluiscono sia influssi romani sia delle contigue aree umbra e toscana (anche se va ribadita la specificità tipologica e decorativa in questi reperti).

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