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Pieve di San Giorgio di Valpolicella

Cosa vedere a San Giorgio di Valpolicella, Verona, Veneto


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La pieve di San Giorgio di Valpolicella (detta anche pieve di San Giorgio Ingannapoltron) è un'antica pieve costruita probabilmente su un luogo precedentemente adibito al culto pagano e risalente all'VIII secolo. L'attuale edificio religioso rappresenta uno dei più interessanti e antichi esempi di architettura romanica presenti nella provincia di Verona. La pieve di San Giorgio era a capo di uno dei tre "piovadeghi" in cui era divisa amministrativamente la Valpolicella. Insieme a essa ricoprivano questo ruolo anche la pieve di San Floriano e quella di Negrar. Era inoltre una chiesa collegiata, sede di un capitolo di canonici che gestivano anche una schola iuniorum (cioè una scuola in cui si impartivano le prime nozioni di grammatica latina ai ragazzi del luogo, tra i quali poi spesso venivano scelti anche i nuovi chierici). Oltre all'interessante struttura architettonica, al chiostro adiacente e agli affreschi presenti all'interno, di grande pregio la presenza di un antico ciborio che presenta delle scritte che lo collocano in piena epoca longobarda e precisamente nel periodo del regno di Liutprando. Anche se caratterizzata da insediamenti di modesta entità (lo testimoniano i pochi reperti trovati), nel medioevo la zona di San Giorgio è certamente un importante centro religioso. In quell'epoca fu elevato, infatti, al rango di "pieve" ottenendo così diverse prerogative come il diritto di battezzare, di formare chierici e di riscuotere le decime. La chiesa presenta una caratteristica pianta con lo spazio suddiviso in tre navate, con quella centrale di larghezza doppia rispetto alle laterali. Il lato orientale, edificato probabilmente nell'XI secolo e in chiaro stile romanico, è costituito da tre absidi. L'abside centrale presenta tre monofore strombate ad arco a tutto sesto, mentre le due laterali ne hanno una sola, di simile costruzione, ma con archetti realizzati in tufo. Il muro è formato da conci di pietra bianca assemblati con malta e disposti orizzontalmente. Nel lato occidentale si trova un'ulteriore abside, dove è stata ricavata la porta principale d'ingresso in stile gotico e realizzata in calcare bianco e rosso. Sopra l'abside, in corrispondenza della navata centrale, sono inserite due semplici monofore. All'esterno troviamo una torre campanaria e un chiostrino. Il soffitto dell'edificio è a travature in legno mentre il tetto è composto in larghe tegole in pietra e coppi. Il ciborio, ora utilizzato come altare maggiore, rappresenta una delle parti più interessanti della pieve, sia per la testimonianza storica che riporta (grazie alle precise iscrizioni qui incise, caso raro per opere del periodo longobardo-altomedievale) sia per il suo pregevole valore artistico. Di fianco all'edificio religioso è sito un museo. Esso compendia sia di un museo etnografico, istituito negli anni settanta, che documenta le attività e le tradizioni locali e al cui interno è allestita una cucina tipica della Valpolicella, sia di un museo archeologico, inaugurato nel 1992, in cui sono esposti manufatti ritrovati in loco come are e iscrizioni romane, sculture e rilievi longobardi e carolingi e oggetti d'arte di svariate epoche.

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