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Oasi Naturalistica dei Quadris

Cosa vedere a Fagagna, Udine, Friuli-Venezia Giulia


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Collocata a nord-ovest del centro di Fagagna, l’Oasi è un SIC (Sito di Importanza Comunitaria), dove nel 1989 grazie all’impegno del Comune di Fagagna e della Comunità Collinare è stata insediata una stazione sperimentale per la reintroduzione della cicogna bianca e ospitata una colonia di ibis eremita.

Cicogne Bianche
La Cicogna bianca è diventata il simbolo dell’Oasi e senza dubbio ne è la principale attrazione da quando la zona dei Quadris con i suoi ambienti umidi e le strutture già allestite è stata scelta per l’insediamento di una delle “stazioni sperimentali per la reintroduzione della cicogna bianca” in Italia. Oltre 60 esemplari volano liberi nei cieli dell’Oasi e nel territorio circostante. Le Cicogne sono uccelli migratori che svernano nei paesi caldi dell’Africa e si dirigono verso l’Europa per passarvi l’estate e nidificare. Un tempo nidificavano anche in Italia, ma non si sa con certezza né il periodo né le cause del decremento numerico e poi dell’estinzione della specie come nidificante. Anche in altri paesi dell’Europa, soprattutto occidentale, si è assistito ad una notevole diminuzione delle coppie di cicogne censite e, in alcuni, anche alla scomparsa. È per questo motivo che molti paesi, non solo europei, ma anche africani, stanno avviando programmi di tutela delle popolazioni nidificanti e progetti di ripopolamento (dove la specie è in declino) o di reintroduzione (dove la specie è scomparsa). Alla base del progetto di reintroduzione della cicogna bianca, c’è la creazione di una colonia stanziale che permetta con gli anni il ripristino di un flusso migratorio. La colonia stanziale viene creata tenendo per tre anni dei piccoli di cicogna nella voliera, questo fa perdere loro l’istinto migratorio. Così facendo si ottengono delle coppie che si riproducono regolarmente nell’oasi e nelle immediate vicinanze. Le giovani cicogne che hanno trascorso i loro primi 3 anni in voliera vengono liberate ai primi di marzo. Tutti i piccoli nati al di fuori della voliera vengono lasciati liberi di migrare nelle località di svernamento, previo inanellamento identificativo. Una volta raggiunta l’età adulta i piccoli ritorneranno nel luogo di nascita per la nidificazione, creando così un flusso migratorio a cui potrebbero aggregarsi esemplari selvatici.

Ibis Eremita
Il progetto dell’imprinting degli ibis eremita è partito nel 2013 con lo scopo di formare una colonia stanziale libera presso l’Oasi oltre a reintrodurre questa specie ormai estinta in Europa e tutt’ora detenuta quasi esclusivamente in cattività. Il progetto consiste nel prelevare un numero adeguato di soggetti dalla voliera dei selvatici non appena hanno raggiunto i 100g (ovvero non più di 7 giorni), nutrirli e monitorare il peso, lo sviluppo e il comportamento durante tutto il periodo di crescita. Una volta che i giovani ibis sono in grado di volare e mangiare autonomamente vengono rilasciati in un’altra voliera apposita (dalla quale possono entrare ed uscire liberamente) ed entrano a far parte della colonia dei “liberi” trovando il loro posto nella scala gerarchica. Si è così potuto constatare che la maggior parte delle coppie che si formano rimangono fedeli e mantengono lo stesso nido. Inoltre, alcune uova abbandonate da genitori non particolarmente “responsabili” vengono ottimamente covate (e i piccoli regolarmente allevati) da altre coppie che possono fungere da genitori adottivi. L’imprinting viene eseguito da studenti universitari iscritti a facoltà ad indirizzo naturalistico e veterinario provenienti da università non solo di Udine ma di tutto il territorio italiano, sotto la guida e le direzioni di esperti in materia.

Cavalli Konjik
Questa è la triste storia dei cavalli konjik, piccoli cavalli dell'est molto rari, discendenti diretti dei preistorici tarpan che popolavano le vaste praterie europee, reintrodotti in Friuli per salvare i pascoli alpini. È stato il più importante progetto di reintroduzione di cavalli in natura sperimentato in Italia. Il nucleo originario sopravvive in Polonia e in alcune riserve naturali dell'Olanda, dove questi erbivori sono usati per limitare l'eccessiva crescita della vegetazione. Un gruppetto di soggetti è stato importato in Friuli nel 1988, per parecchi anni vivendo allo stato semi-brado nelle vaste aree del Monte Cuar e nell'ambito del Comune di Trasaghis. Il progetto, inizialmente avviato dalla Provincia di Udine e poi affidato al Comune di Trasaghis, ha subìto tuttavia una serie di problemi. Nel 1999 cinque di essi, due stalloni e tre femmine, furono liberati sui nostri monti, nella vallata di Amula, in una zona che un tempo ospitava fino agli anni Cinquanta parecchie centinaia di bovini e diverse malghe, poi abbandonate. In un paio d'anni i Konjik raggiunsero i 15 individui, che ripulivano i pascoli abbandonati, allargando la zona di frequentazione da Amula alle pendici di Cuar. Poi dal 2004, gli animali incominciarono a morire, alcuni di morte naturale, alcuni avvelenati, altri in circostanze misteriose. Gli ultimi tre soggetti rimasti (uno stallone, una femmina incinta e una puledra) sono stati quindi trasferiti, nel 2014, presso l’Oasi dei Quadris di Fagagna e collocati in un ampio recinto appositamente attrezzato, dove negli anni successivi si sono riprodotti portando il numero a 6 esemplari, tre maschi e tre femmine. Rocco e Belen sono i genitori, Ludmilla la figlia più grande che è arrivata con loro, Marius è nato nel 2015, Marco nel 2016 e Rosa nel 2017.

L’Oasi dei Quadris è un luogo dove poter passare una bellissima giornata all’insegna del relax, dell’amore per la natura, e della spensieratezza. Per gruppi e scolaresche la Riserva è aperta ogni giorno solo su prenotazione, tel. +39 331 9788574.

Orari di apertura:
Da marzo al 14 maggio e dal 16 settembre all'1 novembre, domenica e festivi: 10-19.
Dal 15 maggio al 15 settembre, Domenica e festivi: 10- 19 e sabato pomeriggio: 14.30-19.

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