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Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme

Cosa vedere a Cavalese, Trento, Trentino-Alto Adige


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Al centro del borgo di Cavalese si eleva il palazzo della Magnifica Comunità con breve cortile protetto da un muro merlato. L'edificio presenta la facciata riccamente affrescata. Sopra, la linea delle finestre sono raffigurati 19 stemmi di altrettanti vescovi e sopra ancora, sei personaggi storici alternati da riquadri a ornato. Oltre a sede della Magnifica Comunità, fu residenza estiva dei principi vescovi di Trento e dimora dei loro vicari e capitani.

Il Palazzo si presenta come uno spazio museale fra i più dinamici ed eleganti, con un Museo Pinacoteca e l’archivio storico. Le visite guidate rivelano ogni segreto conservato dalle antiche mura. Nelle prigioni i visitatori possono impugnare le torce per illuminare le scritte incise dai carcerati. Raffigurano azioni, pensieri, ricordi. Queste celle, nel ’500, sono state anche le crudeli gattabuie delle così dette Streghe di Cavalese.

Fino al 2 aprile 2018, nel Palazzo della Magnifica si può visitare la mostra “Legno. Anima di Fiemme” che analizza questo elemento naturale da diversi punti di vista: quello botanico, quello storico, quello sociale e quello artistico, fra ispirazioni della Scuola Pittorica Fiemmese e gesti di artisti contemporanei.

La Magnifica Comunità di Fiemme era una Vicinia il cui territorio si estendeva, oltre che propriamente in Val di Fiemme, anche in parte in Val di Fassa e in Alto Adige. L'attuale e omonima comunità montana comprende i comuni di Moena, Predazzo, Ziano, Panchià, Tesero, Cavalese, Varena, Daiano, Carano, Castello-Molina di Fiemme, Trodena (Bz). Il museo conserva la pergamena nota del "Privilegio Enriciano", con la quale il principe vescovo Enrico III confermava i diritti e l’autonomia alla Comunità. Sulla facciata affrescata, inoltre, è ben visibile lo stemma della comunità - sei fasce bianche sormontate da una croce - concesso nel 1588 dal vescovo Lodovico Madruzzo.

L'attaccamento della popolazione della Valle di Fiemme al proprio territorio e la radicata propensione all'autogoverno hanno infatti un autorevole fondamento nella “Magnifica Comunità della Val di Fiemme”, istituzione che risale al XII secolo, al cui vescovo di Trento riconosce una propria autonomia amministrativa.

Nel corso dei secoli, la Comunità, una sorta di repubblica rustica, riesce a difendere la propria autonomia e le sue proprietà contro tutte le ingerenze esterne. La valle viene divisa in “regole” che raccolgono i paesi della valle, i cui rappresentanti eleggono ogni anno lo Scario (parola Longobarda che significa “capo delle schiere”), ovvero il presidente della Comunità. L’istituzione gestisce i beni del territorio, boschi, malghe, prati, il pascolo del bestiame, la caccia e la pesca, adottando un sistema di rotazione di retaggio longobardo; ma dirime anche le questioni giuridiche e i contenziosi che venivano discussi in quello che viene tuttora chiamato “Banco de la reson”, al centro del parco della Pieve a Cavalese.

I privilegi della Magnifica Comunità di Fiemme vengono di fatto aboliti dal governo bavarese nel 1807. Persa la sua secolare funzione politico-amministrativa, dopo una serie di mutamenti nello statuto, la Magnifica Comunità rimane però un'istituzione ancora operante al giorno d'oggi nella gestione dell'immenso patrimonio boschivo della valle, importante non solo per il corretto sfruttamento forestale, ma anche per il mantenimento dell’identità storica, sociale e culturale della valle.

Orari di apertura: 10-12 e 15-18.30.
Visite guidate per minimo 6 persone.

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