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Museo dell'Arte Fabbrile e delle Coltellerie

Cosa vedere a Maniago, Pordenone, Friuli-Venezia Giulia


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La prima parte del percorso propone una ricostruzione degli ambienti della produzione fabbrile dai primi battiferro e botteghe artigiane fino all’industria e lavorazione odierna dei metalli. La sezione, organizzata per sequenze storiche e tecnologiche, riproduce ambientazioni, contesti lavorativi e si snoda tra macchinari, utensili, gesti e riproduzioni delle varie tecniche e saperi dei coltellinai. La seconda descrive le caratteristiche e i cicli di lavorazione dei principali materiali usati per realizzare coltelli; l’ergonomia e la tecnica della lama e del manico e i loro trattamenti tecnologici.

Al piano superiore l’allestimento è dedicato completamente alla produzione e commercializzazione di coltelli, forbici e vari strumenti da taglio realizzati a Maniago, da quelli tradizionali alle ultime produzioni. Il percorso si snoda tra bacheche che raggruppano i materiali in base alla loro funzione d’uso e di produzione, con un’iconografia evocativa e un allestimento mirato ad esaltare l’estetica e il design dei prodotti.

Si può datare 1454 l’inizio della storia dei fabbri maniaghesi, quando Nicolò di Maniago avvia la derivazione di una roggia dal torrente Còlvera, lungo la quale l’energia dell’acqua alimenta mulini, segherie e alcuni battiferri: qui si costruiscono attrezzi per contadini e boscaioli, coltellacci, nonché spade e altre armi d’asta per la Repubblica di Venezia. Oggi alla roggia di Maniago viene riconosciuto il proprio tributo storico, nonché la sua valenza come strumento da sempre utile all’agricoltura, portatrice di acqua e quindi di vita.

“Il percorso” parte dal Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie, segue via Unità d’Italia per giungere in via dei Fabbri dove si può vedere uno degli ultimi battiferri con mulino. Da qui si risale via Molini, fino a raggiunger i Lavatoi. Attualmente il percorso del roiale è stato interrato fino alla filanda (biblioteca civica) dove parte della roggia è diventata arredo urbano e sono visibili i due canali di sfogo e lavoro della ruota idraulica, che forniva energia all’antica filanda. Di qui si può proseguire, sempre costeggiando la roggia, lungo la Val Colvera, verso gli abitati di Frisanco e Poffabro, oppure scegliere un sentiero tra il bosco che conduce a via Giovanni Pascoli, arrivare da qui alle rovine del Castello o rientrare nella Piazza di Maniago.

Orari: Lunedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica: 9.30-12.30 e 15.30-18.30
Martedì e mercoledì: 9.30-12.30
Per visite di gruppo si consiglia la prenotazione.

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