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Castello di Maniago

Cosa vedere a Maniago, Pordenone, Friuli-Venezia Giulia


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Il castello di Maniago è un castello del XII secolo, e si trova alle pendici del monte Jôf, in posizione dominante rispetto al borgo attuale. Fu costruito per risolvere i problemi che il patriarcato di Aquileia aveva dopo la conferma della donazione delle terre del feudo maniaghese a Ronaldo (patriarca di Aquileia) da parte dell'imperatore Ottone II : la distanza tra tali terre e Aquileia non rendeva facile la loro amministrazione. Inoltre, con la formazione del grande feudo di Spilimbergo (che si estendeva, lungo il fiume Tagliamento, fino a Sbrojavacca), il consolidamento dei possessi sestensi nella Val Cellina, il possesso dell'Abbazia di Millstatt del territorio di Maniago Libero, l'insediamento dei Polcenigo a Mizza e dell'abbazia di Pomposa a Fanna, il piccolo feudo rischiava di subire un attacco in ogni momento. Era dunque necessaria la costruzione di un castello e soprattutto ricorrere a una "custoria", cioè a un "feudo di abitanza".

Il 15 dicembre 1277 i Flagogna vendettero la loro parte del castello e i loro diritti vassallatici a Olvrando di Maniago, che successivamente costruì una sua dimora all'interno della prima cerchia di mura (normalmente individuata con la "domus de medio" per la presenza del cortiletto privato, indicato dalle fonti) per consolidare la propria posizione all'interno del feudo. Nel 1309, a causa di alcune questioni di confini e di pascolo tra i paesi di Maniago e Fanna, il castello subì un nuovo assedio, difeso dal conte di Montepace (comandante delle armi patriarcali); respinti gli assedianti con una sortita, egli mise in fuga Walterpertoldo di Spilimbergo e catturò Enrico di Prampero. Successivamente Olvrando si impegnò ad acquistare in varie cessioni i possedimenti dei Polcenigo e dei Pinzano. L'assedio del 1318 fu dovuto appunto alla volontà di estromettere i Pinzano dal castello.

Nel 1377 Nichilo riceve per sé e i fratelli Bartolomeo e Rambaldo l'investitura del castello, del borgo, dei fortilizi, della torre, del girone e del palazzo patriarcale. Durante le lotte per la nomina a patriarca di Philippe d'Alençon, i signori di Maniago pagarono la fedeltà alla Lega friulana (in cui erano entrati nel 1385) subendo l'ennesimo assedio nel 1387; furono infatti attaccati dalle truppe di Francesco da Carrara, ma nonostante l'utilizzo massiccio dell'artiglieria, il castello resistette. Nel giugno del 1420 il castello fu occupato dai Veneziani, e subito dopo Bartolomeo di Maniago giurò fedeltà alla Serenissima ricevendo in cambio l'investitura del feudo a vita. In occasione dell'invasione turca del 1467, vennero rinforzate le mura, ma dopo l'abbandono agli inizi del ‘500, e i terremoti del 1511 e del 1575 iniziò la decadenza del castello. Nel 1630, con la morte di una vecchia signora che non aveva voluto trasferirsi altrove, il castello andò definitivamente in disuso.

  • Strada Valpiccola, Maniago (Pordenone)
  • Castello, rocca, fortezza

Maniago

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