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Villa Monastero

Cosa vedere a Varenna, Lecco, Lombardia


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Nata dalla trasformazione di un antico monastero femminile di fondazione cistercense dedicato a Maria Vergine e sorto alla fine del secolo XII, la Villa vide il susseguirsi di diversi proprietari – dai valsassinesi Mornico al tedesco Walter Kees, giungendo infine ai milanesi De Marchi di origini svizzere (cui è intitolata la Sala Polifunzionale di Varenna) – ai quali spettarono i dispendiosi lavori di edificazione e ristrutturazione che le conferirono nel tempo il suo attuale aspetto di dimora eclettica. Nel 1939 venne donata allo Stato, dai De Marchi appunto, con l’obbligo di conservarla ed adibirla ad istituzioni culturali di pubblico beneficio; fu così che quattordici anni più tardi, nel 1953, sorse il centro congressi, che ancor oggi accoglie convegni a carattere culturale e scientifico, tra i quali ricordiamo i corsi estivi della prestigiosa Scuola Italiana di Fisica. Nel 2003 si giunse, infine, alla realizzazione della Casa Museo, nelle cui sale - 14 per l’esattezza, distribuite fra piano terra e primo piano – si articola e si snoda il percorso museale, durante il quale i visitatori hanno l’opportunità di ammirare decorazioni e mobili originari. Fra le stanze più importanti ricordiamo la Sala Nera, in stile neorinascimentale, la Sala del Biliardo, con capitelli decorati e marmi vari, la Sala Rossa, con tappezzerie ed arredi neorococò, la Sala Fermi, nella quale il fisico Enrico Fermi tenne le sue ultime lezioni nel 1954. A coronamento di questo splendido edificio troviamo l’incantevole Giardino Botanico, ricco di specie botaniche rare ed esotiche mantenute qui rigogliose dal clima mitigato tipico del lago. Il complesso si articola in un alternarsi di terrazzamenti, disposti lungo un percorso di circa due chilometri che giunge fino alla vicina frazione di Fiumelatte. Colori e profumi avvolgono questa rilassante passeggiata lungo la sponda del lago, dove palme, agrumi, oleandri, agavi, yucche, Rose Inglesi, Peonie multicolori e molte altre collezioni e rarità, rallegrano la vista e l’animo dei moltissimi visitatori che ogni anno hanno la fortuna di godersi qualche ora di tranquillità in questa oasi di pace. Di notevole bellezza, inoltre, le decorazioni architettoniche dislocate qua e là lungo tutto il percorso: statue, tempietti, rilievi e fontane accompagnano il visitatore fino alla Kaffe-haus, situata al limite estremo meridionale. Tra le varie opere che corollano il parco spicca certamente “La Clemenza di Tito”, gruppo scultoreo realizzato dall’artista neoclassico Giovanni Battista Comolli, ultima opera dell’autore prima della morte, collocato qui all’inizio del ’900.

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