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Genga, natura da record


Lunedì 20 gennaio 2020

Per gli appassionati di arte e cultura il borgo marchigiano di Genga racconta la sua storia attraverso i suoi edifici storici, le sue chiese e i musei

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Genga, natura da record

A Genga va in scena lo spettacolo della natura. Raccolto tra i fitti boschi dell’alta valle dell’Esino, Genga è un borgo formato da una miriade di piccole frazioni e il suo cuore storico, circondato da fitti boschi, è racchiuso tra le mura del castello medievale. Territorio un tempo di Annibale della Genga, papa dal 1823 al 1829 con il nome di Leone XII, è oggi compreso nel Parco naturale regionale Gola della Rossa e di Frasassi, e proprio per Frasassi e le sue straordinarie e visitatissime grotte è famosa in Italia e nel mondo. In questo piccolo borgo nel cuore delle Marche si giunge per visitare le grotte e l’incanto della natura ma anche per scoprire o ritrovare i suoi storici angoli di benessere nei quali abbandonarsi al relax, ai trattamenti termali, ai benefici delle acque e dei fanghi. Per gli appassionati di arte e cultura, inoltre, Genga racconta la sua storia attraverso i suoi edifici storici, le sue chiese e i musei. Per gli amanti dell’enogastronomia la scelta è copiosa e si spazia dai primi ai secondi piatti, tutti annaffiati da eccellenti vini locali.

Genga
Passatelli e Verdicchio
Sono sapori forti, quelli che propongono le terre di Genga, e nei ristoranti e nei casolari delle sue colline si servono piatti che affondano le loro radici nella storia delle Marche. Tra i primi ci sono i passatelli e i maccheroncini in brodo, le zuppe di farro e cicerchia, gli gnocchi di patate con la papera, le tagliatelle servite con il sugo di asparagi o i funghi dei boschi della zona e i vincisgrassi, le tradizionali lasagne marchigiane. Per gli appassionati dei secondi la scelta è tra le lumache e le spuntature, i budelli del maiale, i piccioni ripieni e il coniglio in porchetta al finocchietto selvatico. Per chi invece ama i salumi, l’ideale è un pranzo in uno dei tanti casolari rurali sparsi sul territorio dove si servono saporiti salumi e gustosi prosciutti da assaporare con il pane nero prodotto con il grano locale. Tra i vini ci sono l’Esino, tipico delle zone di Ancona e Macerata, e il noto Verdicchio, entrambi pregiati Doc delle Marche.

Passatelli

Romanico marchigiano
L’antico palazzo dei Conti della Genga - la chiesa di San Clemente e la chiesa di Santa Maria Assunta- con un pugno di case, formano l’antico centro storico del borgo. Le origini di Genga sono legate al monastero di S. Vittore e a Pierosara, l’antico Castello Petroso, centro di un gastaldato longobardo, sotto la cui giurisdizione ricade probabilmente il castello nell’alto Medioevo.
Le prime notizie di Genga risalgono ad un contratto del 1090 con cui l’abate di S. Vittore concede in enfiteusi ai conti Ugo, Alberto e Suppo, figli di Alberico, il castello con metà della rendita spettante alla chiesa di S. Clemente.
Il Museo di Genga “Arte Storia Territorio, allestito all’interno del palazzo della Genga, custodisce paramenti liturgici di Leone XII, una Madonna con Bambino della bottega di Antonio Canova proveniente dall’ottagonale Tempietto di Valadier, fatto costruire da Leone XII e inaugurato nel 1828 in una grotta della vicina gola di Frasassi, e un trittico quattrocentesco di Antonio da Fabriano, anche autore di uno stendardo ligneo dipinto su entrambi i lati. Imperdibile è una visita all’abbazia romanica di San Vittore delle Chiuse, situata nei pressi dell’omonimo complesso termale, edificata dai monaci benedettini nel XI secolo nel cuore di un anfiteatro montano, tra le principali espressioni romaniche della regione. Nei resti dell’antico cenobio del monastero è stato allestito il Museo Speleopaleontologico e Archeologico dove sono esposti un fossile di ittiosauro e urne cinerarie della necropoli di Pianello risalente all’età del bronzo finale.

GengaSpettacolo carsico
Tra i più straordinari spettacoli naturali d’Europa, le grotte di Frasassi sono un complesso di grotte carsiche sotterranee. Tra le maggiori attrazioni turistiche della regione, sono in parte aperte al pubblico e visitabili seguendo differenti percorsi, da quello turistico a quello di speleo-avventura al percorso per esperti. La visita è un viaggio emozionale tra differenti ambienti che vanno dall’Abisso Ancona, l’enorme cavità di oltre 200 metri d’altezza, 120 di larghezza e 180 di lunghezza, alla Sala dei Duecento, dal Gran Canyon, dove si attraversano dei crepacci con, sul fondo, cavità completamente allagate, alla Sala dell’Orsa e alla Sala Infinito. Tra i passaggi suggestivi spiccano il laghetto cristallizzato - formatosi dalla saturazione di un bacino di acqua a opera del carbonato di calcio -, la cascata del Niagara, colata bianchissima di calcite allo stato puro, il castello della fatina, caratterizzato da guglie e pinnacoli, e i giganti, complesso di stalagmiti millenarie con diametri che arrivano a 5 metri e altezze anche di 20 metri.

Genga

Aquile reali e geotritoni
Il Parco naturale regionale Gola della Rossa e di Frasassi è una straordinaria area speleologica e anche un insieme di scenari naturali fra acque, monti e boschi. La Valle Scappuccia, attraversata dal torrente omonimo, è una delle mete naturalistiche di maggior fascino della zona, dove si alternano più aspetti vegetazionali legati ai differenti ambienti che la caratterizzano. Alla zona dei costoni calcarei, dominata da specie arbustive e erbacee, si uniscono quella in prossimità dei corsi d’acqua, dove si trovano salici e pioppi, e quella del versante sud, caratterizzata dalla presenza di vegetazione termofila. Meta per camminatori e arrampicatori è la zona di Pontechiaradovo, punto di partenza e arrivo di percorsi naturalistici. Quest’angolo d’Appennino aspro e selvaggio, dalle caratteristiche carsiche, è luogo ideale per rapaci come l’aquila reale, il gheppio, il gufo comune, la poiana e la cornacchia grigia ai quali si uniscono la lepre, lo scoiattolo, la volpe e il tasso. Nelle grotte di Frasassi vive il geotritone, vertebrato senza polmoni presente in ambienti umidi.

Genga

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