Castrocaro Terme, dominato da una fortezza, racchiude tutti gli ingredienti del tipico bien vivre romagnolo.
 
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Castrocaro Terme, armonia e well-being

Castrocaro Terme, armonia e well-being

Nell’entroterra forlivese, Castrocaro Terme racchiude, nel suo piccolo borgo dominato da una fortezza medievale, tutti gli ingredienti del tipico bien vivre romagnolo: scorci pittoreschi, una proposta enogastronomica di tutto rispetto, acqua termale per una rilassante remise en forme e una manciata di leggende da inseguire fra i suoi vicoli. Arrivando dalla statale che da Forlì si snoda tra verdi colline, vigneti a perdita d’occhio e gli ultimi contrafforti dell’Appennino, è proprio il turrito castello ad annunciare l’arrivo a Castrocaro Terme. Appollaiato su una rupe di origine marina – notevoli sono i fossili ritrovati in zona – il maniero e le sue torri di avvistamento hanno una storia millenaria da raccontare: dal 1118, quando gli annali ne parlano già come parte del feudo dei conti di Castrocaro, sarà infatti un succedersi di ospiti illustri - uno su tutti: Federico Barbarossa -, battaglie, scomuniche e passaggi di proprietà. Curioso è il ruolo di Castrocaro come capoluogo della Romagna Fiorentina a partire dal XV secolo.

Castrocaro Terme

Tra storia, vino e leggende
Ai giorni nostri la severa fortezza merita una visita perché ospita, oltre a un interessante museo storico-archeologico, anche l’Enoteca della Strada dei Vini di Forlì-Cesena, dove scoprire – e degustare! – alcuni dei paladini di Bacco che hanno reso celebre la zona, con il Sangiovese in primis, seguito, fra gli altri, da Albano, Trebbiano, Pagadebit e Cagnina. E mentre si sorseggia un bicchiere di buon vino nelle sale medievali, in una serata senza luna potrebbe capitare di sentire un lamento flebile: è il pianto d’amore di Margherita, giovane figlia dei conti di Castrocaro, che nel 1253 si suicidò buttandosi dalla torre più alta del castello pur di non andare in sposa al cugino Guidone, che non amava. Da una giovane donna che si toglie la vita, a una sanguinaria senza scrupoli: si narra infatti che Caterina Sforza, figlia illegittima di Gian Galeazzo e contessa di Forlì, assassinasse i suoi amanti facendoli precipitare in un pozzo profondissimo – ancora oggi visibile – posto nella parte più alta della fortezza.

Castello

Il borgo: uno scrigno di tesori
Lasciato il castello, un gomitolo di stradine e vicoli cinto da una cerchia di mura invita a una passeggiata dai ritmi lenti, per assaporarne le gemme architettoniche: imponenti porte medievali, torri, palazzi nobiliari – bellissimi Palazzo Corbizzi, con decori rinascimentali, e Palazzo Grazioli, dal tipico portale in pietra serena e in stile toscano – ed edifici pubblici che riecheggiano un glorioso passato, come il Palazzo Pretorio o dei Capitani di Giustizia, ex tribunale sul quale campeggia il cinquecentesco stemma mediceo. E ancora, la chiesa di San Nicolò, impreziosita da un pregevole ciclo di affreschi di scuola marchigiana, forse addirittura della bottega di Gentile da Fabriano, e il suggestivo complesso del Bargello, le cui cantine furono usate anche come “pubbliche prigioni” nei tempi più bui. Accanto ai tesori storici, non mancano trattorie e ristorantini dove assaggiare la ricca proposta gastronomica romagnola, che a Castrocaro cala i suoi assi più classici, dai cappelletti alla piadina, dalle tagliatelle – rigorosamente fatte a mano – alle carni più pregiate, via via fino al re della tavola forlivese, il tartufo bianco locale, dal caratteristico aroma in grado di impreziosire ogni pietanza.

Castrocaro Terme

Le Terme: elogio dell’Art Decò
Accanto a Bacco e Cerere non può mancare il wellness, che qui si avvale di un’acqua termale sulfurea e salsoiodica, che si declina in bagni, fanghi, massaggi e innumerevoli trattamenti medico-estetici, per una perfetta remise en forme. Tempio del benessere è lo splendido complesso termale, costruito a cavallo tra gli Anni 30 e 40 in stile Art Decò, con l’elegante Grand Hotel e con l’imperdibile Padiglione delle Feste: marmi policromi, travertino, mattoni iridescenti e laterizio costituiscono l’originale facciata semicircolare di quest’ultimo, che nasconde una hall ariosa quanto scenografica – dominata da due imponenti scaloni elicoidali e impreziosita da mosaici, marmi e maioliche colorate – e il salone delle feste vero e proprio, abbellito da due fontane in tessere d’oro e marmo verde e un incredibile pavimento in maiolica che riproduce un fondale marino popolato da innumerevoli varietà di pesci, reali e immaginari. E ancora, delfini, cornucopie, segni zodiacali, simboli metafisici, vasi di fiori, cascate, anfore scandiscono anche gli spazi del Grand Hotel e dello stabilimento termale vero e proprio, in un continuum artistico.

Terme di Castrocaro

Terra del Sole: fascino rinascimentale
È quasi un tutt’uno con Castrocaro, il vicino borgo di Terra del Sole, il cui nome evoca la calda luce che riscalda le colline della zona per gran parte dell’anno e le cui radici affondano nel Rinascimento, quando venne creato lo “spazio simbolico” che rappresentasse il potere signorile. Cinta da possenti mura alte fino a 12 metri e protette ai quattro angoli da robusti bastioni, Eliopoli - questo il suo secondo nome - è una vera e propria “città ideale” fortificata, con addirittura una data di fondazione, l’8 dicembre 1564, quando se ne iniziò la costruzione secondo i dettami urbanistici cinquecenteschi derivati dalle esperienze degli ingegneri militari. Voluta da Cosimo I De’ Medici per presidiare il confine con lo stato pontificio, Terra del Sole si attorciglia intorno all’ampia piazza d’armi – sulla quale si fronteggiano la chiesa di Santa Reparata e il Palazzo Pretorio, a simboleggiare i due poteri che governano sull'individuo – e ai due castelli – quello del Capitano delle Artiglierie e quello del Governatore – mentre tutt’intorno lo sgurdo si immerge nelle terre del Sangiovese, con vitigni a perdita d’occhio.

Castrocaro Terme

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By Simona PK Daviddi
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