Incorniciato dai suggestivi paesaggi della Carnia, il borgo alpino di Sauris è noto per il suo Lago, il Prosciutto IGP, lo speck e la birra artigianale, la Zahre Beer.
 
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Sauris, passaggio a nord-est

Sauris, passaggio a nord-est

Fitti boschi, pascoli costellati da malghe e un lago alpino. Sauris è questo e molto altro ancora: borgo montano del Friuli-Venezia Giulia, è dominato da cime dolomitiche e la sua anima si esprime con tre volti: Sauris di Sotto, Sauris di Sopra e Lateis. Siamo nel cuore della Carnia, la natura regna incontrastata ed è il lago di Sauris, specchio dai colori verde smeraldo e turchese, ad accogliere chi arriva a questo angolo di paradiso. In inverno si praticano sci da discesa e di fondo, sci alpinismo e pattinaggio sul ghiaccio, si percorre il paesaggio in motoslitta, si seguono corsi di sleddog e, per i più romantici, si contemplano paesaggi innevati nel comfort di slitte trainate da cavalli. In estate, invece, si scoprono sentieri a piedi, in mountain bike o a cavallo fra prati, boschi e sponde del lago, oppure si praticano canyoning, tennis, pallacanestro ed equitazione. Non solo. Numerose sono le opportunità sportive perseguibili nell’attrezzato centro “Borgo dello sport e del benessere”, provvisto di centro wellness, saune e piscina, il tutto immerso nel verde tra Sauris di Sopra e Sauris di Sotto. A sport e relax a Sauris si uniscono arte, cultura ed enogastronomia: il borgo, infatti, è ricco di storia e tradizioni ed è anche una capitale del gusto nella quale apprezzare sapori e tipicità locali.

Sauris

Sauris da esplorare

Sauris è una continua scoperta. Sulle malghe, nei boschi, lungo le sponde del lago, sui pascoli oltre i 1.500 metri d’altezza e nelle frazioni, fra i rustici dai classici “blockbau”, i tronchi di legno sovrapposti e incastrati agli angoli. Per gli appassionati d’architettura e storia è d’obbligo una visita al santuario di Sauris di Sotto, dal campanile dalla caratteristica guglia a cipolla e dal bel rosone sulla facciata, dedicato a Sant’Osvaldo re di Northumberland, fra i centri devozionali più noti e prestigiosi della Repubblica Veneta tra il Seicento e il Settecento. Per approfondire la conoscenza del territorio, ecco il Museo di Sant’Osvaldo, ospitato nella canonica, per un viaggio nella storia della comunità fra pergamene del ‘400 e del ‘500, argenterie, paramenti sacri e un presepe del ‘700 in cera e stoffa. Da vedere, a Sauris di Sopra, sono la chiesetta alpina di San Lorenzo, costruzione cinquecentesca situata su un pendio a valle dell’abitato, e il Centro etnografico “haus van der zahre”, ospitato in un rustico - un tempo adibito in stalla e fienile -, sede di pubblicazioni e, negli anni, teatro di mostre sulle malghe, sulla devozione popolare, il carnevale saurano, il culto di Sant’Osvaldo e la rete di sentieri locale.

Museo di Sauris

Sauris da gustare

A Sauris i buongustai sognano e assaggiano. Da queste parti è innanzitutto il prosciutto a dominare la ricca scena di prodotti di alta qualità, per esempio i salumi in generale - come lo speck -, i formaggi e le birre artigianali non pastorizzate. Conosciuto a livello nazionale e internazionale, il prosciutto di Sauris, dal 2009 tutelato dal marchio Igp, deve la sua unicità al particolare metodo di affumicatura, effettuato con il legno di faggio dei boschi locali. Un metodo antico di conservazione utilizzato anche per la caratterizzazione delle trote friulane, allevate in un ambiente naturale di risorgiva della pianura friulana. Una volta selezionate, le trote vengono affumicate - come da tradizione saurana - sulle rive del lago, dove l’aria pura di montagna e il giusto grado di umidità conferiscono alla prelibatezza un sapore genuino e sorprendente. Da assaggiare, fra i formaggi, quelli di malga: lavorati a latte crudo, come esige la vera tecnica casearia, mantengono tutte le caratteristiche organolettiche del latte appena munto da mucche al pascolo. Un vero portento per il palato sono i formaggi d'alpeggio Vecchio e Stravecchio Riserva che, attraverso il microclima naturale di Sauris, regalano ai gourmet più esigenti un’esperienza sensoriale costellata da spiccate note erbacee. Di qualità è anche la birra artigianale, integrale, non pastorizzata e neppure filtrata: ben cinque tipologie differenti e senza l’utilizzo di conservanti.
Prosciutto di Sauris

Sauris da vivere

Sauris è movimento, voglia di stare all’aria aperta, vivere la natura e il paesaggio. Per chi ama camminare sono numerosi i sentieri che si diramano negli scenari della valle: semplici percorsi immersi nel verde dei boschi d’estate e nel suo coloratissimo foliage in autunno collegano le frazioni dalle quali si possono intraprendere sentieri più impegnativi alla scoperta del lago e dei suoi dintorni fino a raggiungere la vastità dei ripidi pascoli costellati dalle malghe. Il lago di Sauris, invece, oltre a essere teatro di pesca, windsurf e canoa, è anche la meta degli appassionati di mountain bike. Uno dei percorsi costeggia le acque del bacino, prosegue a Sauris di Sopra per giungere a Sauris di Sopra, un tracciato che giunge all’Orrido del Lumiei e tocca zone storiche e artigianali della frazione.  Anche d’inverno si cammina praticando nordic walking, poi si pattina sul ghiaccio al centro dello sport e del benessere e via libera anche allo sci tra pista rossa e pista blu - servite da una sciovia -, mentre per i più piccoli c’è il campo scuola. Per gli amanti del fondo, ecco l’anello Plotze di Sauris di Sopra, sull’omonima piana dominata dal monte Bivera.

Sauris curiosa
Tutte le stagioni sono perfette per scoprire quest’angolo di Friuli, ma ci sono periodi dell’anno in cui il borgo di Sauris è davvero imperdibile. Il carnevale è sicuramente uno di quelli, occasione nella quale affiora la tradizione di queste terre e con un momento clou, “La notte delle lanterne”, che si svolge il sabato precedente il mercoledì delle Ceneri. Il ritrovo delle maschere – prodotte a mano dagli artigiani locali - è nella piazza di Sauris di Sopra dove il Rölar, figura elettrizzante con abiti scuri e volto coperto dalla fuliggine, e il Kheirar, il re della mascherata con sul volto una maschera di legno e in mano una grande scopa, sono i protagonisti del rito che si svolge negli angoli più suggestivi del borgo e nei locali pubblici, per proseguire poi, alla luce delle lanterne, tra boschi e prati coperti di neve sorseggiando un caldo vin brulè. E’ invece il santuario di Lesachtal la meta del percorso a piedi che si snoda - la terza settimana di settembre - attraverso la val Pesarina e la vallata di Sappada, dove i pellegrini saurani si aggregano a quelli sappadini. Di grande atmosfera a Sauris, infine, è il periodo tra Natale e l’Epifania, con canti natalizi in tedesco antico, italiano e latino, filastrocche augurali dei bambini in saurano e le visite degli adulti che, di casa in casa, si cimentano nel canto “Veni Creator Spiritus”. Un borgo, Sauris, nel quale assaporare la bellezza delle tradizioni in tutte le sue espressioni, anche dei mestieri antichi: la tessitura artigianale con i suoi storici telai, per esempio - che realizzano tappeti, arazzi e molto altro ancora -, oppure l’arte della lavorazione del legno con una pregevole produzione di mobili e complementi d’arredo.

Sauris

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