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Saint Vincent e Chatillon: i borghi simbolo della Valle d'Aosta


Mercoledì 12 dicembre 2018

Due meravigliosi borghi che racchiudono tutta l'anima della Valle d'Aosta caratterizzati da attrazioni storiche, culturali, naturalistiche e legate al benessere

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Saint Vincent e Chatillon: i borghi simbolo della Valle d'Aosta

Appartenenti a quella porzione di territorio comunemente definita "Riviera delle Alpi", Saint Vincent e Chatillon sono due meravigliosi borghi che racchiudono tutta l'anima della Valle d'Aosta. Caratterizzati da attrazioni storiche, culturali, naturalistiche e legate al benessere, i due piccoli centri accolgono ogni anno tantissimi visitatori, pronti a dividersi tra le attività sportive, il relax e la scoperta delle innumerevoli bellezze locali. Scopriamo di più su questi due borghi simbolo della Regione più piccola d'Italia.

Saint Vincent, storia e curiosità sulla città del Casinò

La storia di Saint Vincent affonda le sue radici nei secoli, come dimostrato dai reperti storici tuttora visibili nella cittadina valdostana, come il Ponte Romano sul torrente Cillian, e le testimonianze scritte riscontrabili su testi dell'alto Medioevo. Situata in un'importante area di collegamento tra l'Italia e i territori d'Oltralpe, Saint Vincent è stata infatti attraversata da numerosi eserciti, commercianti e pellegrini, che sulla strada ribattezzata Via Francigena o Romea si muovevano per raggiungere le loro mete più importanti, utilizzando la città anche come punto di sosta e ristoro. Già in alcuni scritti precedenti all'anno 1000 si legge infatti della presenza di un piccolo Hospitale che accoglieva i viaggiatori di passaggio.

Ponte Romano sul torrente Cillian
Foto Wikimedia By Autore: Patafisik

In tempi più recenti, e in particolare dal XVII secolo, Saint Vincent è stata un'importante meta per letterati e uomini di arte e cultura, che qui vi trovavano la giusta ispirazione, guidati dalle bellezze naturalistiche dell'area e dalla presenza di una natura incontaminata e rigeneratrice. Basti pensare allo scrittore Harry Seymour e al pittore James Cockburn, ma anche al celebre autore russo Tolstoj, che ha lasciato traccia della sua ammirazione per le bellezze locali su alcuni importanti appunti e un Diario, in cui si parla del Colle di Joux e dell'antico borgo di Saint Vincent.

Oltre alle numerose bellezze storiche e architettoniche, nel corso degli anni Saint Vincent ha legato il suo nome anche a uno dei Casinò più amati d'Europa, il Casinò de la Vallée, che nel '900 ha segnato il definitivo passaggio della cittadina nell'immaginario popolare del lusso e della ricchezza. Inaugurato ufficialmente il 29 aprile del 1947, il Casinò di Saint Vincent è diventato infatti per molti appassionati il luogo ideale per vivere un'esperienza di gioco in un ambiente elegante e immerso in un contesto di assoluto fascino, che da oltre 60 anni attrae migliaia di amanti del gioco ma anche semplici curiosi pronti a puntare qualche euro sui propri numeri fortunati. Il Casinò valdostano ha visto passare tra i suoi corridoi tantissimi personaggi noti, come il Re Faruk d'Egitto, ed è stato protagonista anche di alcune leggende più o meno veritiere, come quella secondo cui il grande attore Sean Connery, nel 1963, proprio qui avrebbe vinto 10.000 sterline con tre puntate consecutive sul 17 nero, una combinazione altamente improbabile che 8 anni dopo verrà riproposta nel film della saga di 007 "Una cascata di diamanti", proprio con Connery nei panni di James Bond.

Per chi decide di visitare Saint Vincent, il Casinò è sicuramente una meta da non perdere, ma altrettanto meritevoli di una visita risultano essere le stazioni termali, frequentate nell'800 da personaggi illustri come Giosuè Carducci e Silvio Pellico, la Chiesa di San Vincenzo, l'antico borgo storico e, ovviamente le numerose bellezze naturalistiche che circondano l'area. A meno di mezz'ora di distanza è inoltre possibile raggiungere il borgo di Fénis, anch'esso meraviglioso.

Chatillon, la città dei castelli

Chatillon è una cittadina situata a 549 metri di altitudine, un piccolo gioiello che unisce natura, storia e arte. Abitato già in epoca pre-romana, Chatillon conosce un periodo di grande ricchezza nel Medioevo, quando diventa feudo dei nobili Challant. È proprio a questa florida epoca che risalgono i tre castelli che ancora oggi caratterizzano il paesaggio di Chatillon: il castello dei Challant, oggi Passerin d'Entréves, il castello Baron Gamba e il castello di Ussel. Di epoca medievale sono inoltre le antiche torri di Conoz, Néran e La Tour mentre molte abitazioni ancora ben conservate nel borgo risalgono ai secoli XVI e XVII.

castello di Ussel
Foto Wikimedia By Postcrosser

Non mancano però testimonianze delle epoche precedenti e, in particolare, dell'età romana: sul torrente Marmore si erge ancora spavaldo l'antico ponte, mentre di un altra struttura, che sovrastava la via consolare romana, rimane solo un arco. Altri luoghi di interesse in città sono le strutture militari e quelle religiose, in particolare la Chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo, così come il primo orologio solare analemmatico orizzontale della Valle d’Aosta, situato nel piazzale di fronte alla biblioteca comunale e che sfrutta l’angolo azimutale per fornire l’ora. Sviluppatosi rapidamente negli ultimi 30 anni, Chatillon è sicuramente un luogo da non perdere per chi visita la Val d'Aosta, un borgo ricco di sorprese in grado di mettere d'accordo proprio tutti, dagli amanti del relax e della natura ai più appassionati di storia e architettura.

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