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Toc, toc, c'è qualcuno nella dimora?


Venerdì 04 febbraio 2022

Alla scoperta di alcune dimore storiche in cui ci si imbatte nei racconti di apparizioni di personaggi che ripetono nei secoli le azioni legate alla loro vita

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Toc, toc, c'è qualcuno nella dimora?

I luoghi sono organismi vivi? Sicuramente hanno una memoria e i loro ricordi ci appaiono proprio laddove eventi e persone ne hanno fatto la storia. Girando per l'Italia dei borghi troviamo racconti di apparizioni di personaggi che ripetono nei secoli le azioni legate alla loro vita e, soprattutto, alla loro morte: delitti, battaglie, crimini, ingiustizie, amori struggenti. Insomma, parliamo di dimore antiche e dei fantasmi che li abitano! Si trova nel castello Aragonese di Pizzo Calabro (Vibio Valentia) una fra le più classiche e terrificanti presenze di spiriti: rumori di catene, luci che si accendono, bisbigli di voci indecifrabili. Si tratta di un maniero nato per la difesa dalle razzie dei pirati saraceni: ultimato nel 1485, rimase fortificazione militare nonché prigione. Qui, nel 1815, fu recluso e fucilato il re di Napoli Gioacchino Murat e al giorno d’oggi il suo spettro irrequieto, con indosso un mantello in ermellino, vaga nella notte tra le segrete e i bastioni.

Castello di Pizzo Calabro
Castello Aragonese di Pizzo Calabro, mkos83/shutterstock

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