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L’altra Toscana: viaggio nei borghi dell’immediato entroterra e sulle isole


Lunedì 27 gennaio 2020

La Toscana è una regione ricca di infiniti tesori storico-architettonici e naturali, dove si incontrano borghi di rara bellezza

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L’altra Toscana: viaggio nei borghi dell’immediato entroterra e sulle isole

Se Firenze, Pisa, il “Chiantishire”, ma anche borghi come Volterra e San Giminiano sono famosi in tutto il mondo, la Toscana è in realtà uno scrigno infinito di tesori storico-architettonici e naturali, in grado di stupire anche il viaggiatore che crede di conoscerla a fondo con piccole realtà ricche di gemme preziose, da scoprire con i ritmi slow del bien vivre – ma anche con quelli attivi del bike e del walking tourism – e da abbinare magari a un soggiorno nelle località mondane che punteggiano il suo lungo litorale. Nell’immediato entroterra, infatti, si incontrano borghi di rara bellezza, che sembrano quasi difendere la costa con le loro antiche fortificazioni, oggi punti panoramici perfetti per assaporare gli splendidi tramonti a mare – un altro dei “regali” che la Toscana fa a chi la visita, grazie alla sua esposizione a ovest – magari sorseggiando uno dei pregiati vini della regione. Andiamo allora alla scoperta di una manciata di scenografiche località fuori dalle rotte comuni: viaggeremo paralleli alla costa, partendo da nord, dove l’entroterra confina con la Liguria.

Toscana

Fosdinovo: crocevia francigeno
La sua posizione, incastonata tra il mare, l’Appennino e i monti della Lunigiana, racconta di quando, nel Medioevo, questo territorio vedeva il transito di genti e mercanzie, che dai porti andavano verso l’entroterra e oltre i confini di granducati e stati. Fosdinovo racconta anche la storia di uno dei casati più potenti della Lunigiana, i Malaspina, dei quali resta, a protezione del minuscolo abitato, l’imponente castello delimitato da quattro possenti torri e caratterizzato da suggestivi camminamenti di ronda che si snodano su tetti, giardini pensili, loggiati e terrazze e che regalano una vista mozzafiato sul paesaggio circostante. Iniziato nel XII secolo ma rimaneggiato più volte, il maniero è impreziosito da sale affrescate e arredate con mobili d’epoca, dove non mancano unicum dal sapore medievale, come la stanza del “trabocchetto”, collegata alla sottostante sala delle torture. E non manca neppure il fantasma: chi visita il castello, infatti, potrebbe incontrare la giovane Bianca Maria Aloisia Malaspina, murata viva dai genitori per contrastare il suo inaccettabile amore per uno stalliere.

Fosdinovo

Colonnata, tra cave di marmo e lardo
Un borgo marmifero antichissimo – pare che il suo nome derivi proprio dal fatto che il marmo estratto nelle sue cave servisse per costruire principalmente i colonnati dei templi in epoca romana – incastonato tra candide montagne lucenti, dove si produce uno dei prodotti gastronomici più golosi di sempre, il lardo: questa è l’essenza di Colonnata, un gomitolo di case raccolte intorno alla torre campanaria in sasso, raggiungibile percorrendo una strada tortuosa e panoramica. Se oggi si viene a Colonnata per fare un giro tra le sue stradine in attesa di ammirare le cave di marmo tingersi di arancione e rosso al tramonto per poi sedersi in una delle trattorie del paese e cenare a base di lardo – accompagnato magari da pasta fritta o da polenta – marmo e lardo hanno in realtà una storia comune: il prelibato salume ha umili origini e serviva per sfamare i cavatori più poveri; non solo: la sua preparazione – che ancora oggi segue la tradizione – prevedeva la stagionatura in conche di marmo scavate a mano, che garantivano ai diversi pezzi impermeabilità e traspirazione.

Colonnata

A Pietrasanta per respirare l’arte
È da sempre considerata la “città degli artisti”, Pietrasanta, e non solo perché vi è nato Giosuè Carducci: negli anni è stata scelta come “buen retiro” da numerosi scultori e pittori – due fra tutti: Igor Mitoraj e Fernando Botero – che con la loro energia creativa l’hanno trasformata in un vero e proprio museo a cielo aperto, dove l’arte e la scultura contemporanee dialogano con i lasciti architettonici più antichi mentre le gallerie d’arte e i laboratori di lavorazione del marmo – che qui ha una tradizione che si perde nella notte dei tempi – occhieggiano dalle stradine lastricate del centro accanto a enoteche e ristoranti raffinati. Su tutto domina la minacciosa rocca longobarda, ingentilita da tocchi rinascimentali, mentre passeggiare nell’elegante centro storico significa fare un excursus nel tempo, passando dal magnifico rosone quattrocentesco del Duomo di San Martino alla modernità di Piazzetta del Centauro – allestita nel 1995 con arredi marmorei e con l’omonima scultura di Mitoraj –, dai resti delle porte medievali ai sobri palazzi feudali. E a brevissima distanza, l’elitaria Marina, per refrigeranti pause nel blu del Tirreno.

Pietrasanta

Camaiore e il suo Lido: connubio perfetto
Sono appena otto i chilometri che distanziano l’affascinante borgo di Camaiore dal suo frizzante Lido, un susseguirsi di spiagge larghissime di fine sabbia dorata; ed è proprio la perfetta complementarietà delle due realtà – appartato e monumentale il borgo, mondano e moderno il centro marino – che ne ha decretato il fascino, attirando “da queste parti” teste coronate, attori e artisti, che ne hanno condizionato anche il tessuto urbano (la villa dove soggiornarono Gabriele d’Annunzio ed Eleonora Duse al culmine della loro storia d’amore, per esempio, è oggi un hotel di lusso sul mare). Ma se la storia recente parla di amore e arte, quella passata narra invece di fede e pellegrini, di quando “Campo Maggiore” era un punto nodale della Via Francigena – viene citata anche dall’arcivescovo di Canterbury nei suoi famosi diari di viaggio risalenti al X secolo – e ancora oggi la longobarda Badia di San Pietro, il cui nucleo è datato 761 d.C., e la Pieve di Santo Stefano, appena più recente, riecheggiano il passaggio dei viandanti diretti a Roma.

Camaiore

Casciana-Lari: bellezza diffusa
Nel cuore del territorio precollinare pisano, un grappolo di dodici borghi, ognuno con la propria fisionomia e ognuno con piccoli e grandi tesori da svelare, forma il “comune sparso” di Casciana-Lari: un comune che ha una storia millenaria da raccontare, che affonda le proprie radici nelle origini etrusche e romane e che si racconta attraverso le innumerevoli chiese, rocche, torri, palazzi nobiliari, santuari, fattorie e persino mulini disseminati sul territorio. A iniziare dalla stessa Lari, costruita attorno a una fortezza medievale ristrutturata in epoca rinascimentale dai Medici e trasformata nel Castello dei Vicari, da dove i fiorentini amministravano l’intero territorio – processi di stregoneria inclusi: secondo la leggenda, il maniero sarebbe abitato dal fantasma di Rosso della Paola, giustiziato tra le sue mura –. Per continuare con Casciana, immersa tra uliveti e vigneti, famosissima per le sue acque termali e “protetta” da un crocefisso ligneo – custodito nella trecentesca chiesa di San Martino in Petraija – ritenuto miracoloso e venerato sin dal Cinquecento. E poi ancora Ceppato con le sue case-torri e Collemontanino con l’imponente rocca.

Casciana-Lari

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