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Marche: romanticamente foliage


Lunedì 28 settembre 2020

Un viaggio alla scoperta dei magici colori d'autunno nelle Marche

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Marche: romanticamente foliage

L’autunno è forse la stagione più romantica dell’anno, quella che invita a lunghe e lente passeggiate nei boschi alla ricerca di affascinanti cromie che toccano tutte le sfumature dei rossi e dei gialli, passando per gli arancioni, gli ocra, i mattone e i bordeaux, in una sarabanda di colori che non può che lasciare a bocca aperta. Il fenomeno del foliage, infatti, attira sempre più appassionati, tanto da essere diventato un vero e proprio filone turistico, che ogni regione declina in maniera originale, valorizzando anche – e soprattutto – territori fuori dalle rotte comuni, dove immergersi nella natura e riconnersi con il proprio sé.

Campagna Ascoli Piceno - Ph Maria Uspenskaya

Avventuriamoci allora a caccia di foglie colorate nelle Marche, destinazione capace di sorprendere con la multiformità del suo territorio, in grado di ammaliare gli amanti degli ambienti marini quanto gli appassionati dei dolci paesaggi dell’entroterra, punteggiati da borghi e da microsistemi incontaminati, protetti in parchi nazionali e riserve naturali.

Riserva Naturale di Canfaito

Tra faggi, lecci, castagni e... tartufi

Iniziamo il nostro viaggio dal delizioso borgo di Serra San Quirico (siamo in provincia di Ancona) dominato dal trecentesco Cassero – la principale torre di difesa quadrangolare – e abbellito dalle “copertelle”, suggestivi passaggi coperti che corrono lungo le mura di cinta. Fuori dall’abitato si apre il rigoglioso Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi, una distesa di faggi che in autunno si colorano di rosso-arancio e di ornielli, le cui piccole foglie diventano bordeaux; imperdibile è il sentiero che conduce alle grotte del Vernino, un’insenatura nella roccia dalla suggestiva apertura che ricorda nella forma un buco della serratura: da qui si può ammirare, sul Monte Murano, un’intera parete di un bel rosso acceso, ricoperta di scotano.

San Vicino

Spostandosi verso sud si incontra un’altra riserva regionale degna di una sosta, quella del Monte San Vicino e del Monte Canfaito: anche qui sono i faggi a sedurre, con i loro ombrelli che assumono le colorazioni della zucca, del mogano e persino del vino novello e con le loro forme che danno vita a figure fantastiche e misteriose – particolarmente coreografici sono gli alberi che si incontrano lungo il sentiero di Matelica –. Non solo: è proprio passeggiando in queste faggete che si potrà incontrare uno dei trecento alberi monumentali d’Italia: si tratta di un faggio di rara bellezza – il più grande di tutte le Marche – vecchio di circa cinquecento anni.

Camerino

Andando ancora più a Sud – non prima di aver fatto un giro a San Severino Marche, con i resti del suo antico castello, il borgo trecentesco e la caratteristica Piazza del Popolo dalla pianta ovale e a Camerino, dall’intatta atmosfera medievale – ci si può immergere nella selvaggia e incontaminata Riserva Naturale Montagna  di Torricchio: tra lecci, rovelle e ornielli, che colorano l’autunno di tonalità calde e ammalianti, i più attenti riusciranno a scorgere anche la rara rosa subcollina, dal tenue colore rosato.

Monti Sibillini

E a proposito di colorazioni rosate, siamo ormai giunti alle porte del grandioso Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che in autunno si accende del giallo dei castagni, del rosso cupo degli aceri, dell’arancione dei faggi e del rosa della gustosa varietà autoctona di mele, una coltivazione dalle tradizioni antichissime che, dopo aver rischiato di scomparire, è oggi presidio Slow Food.

Gola del Furlo

Infine, un’ultima sosta è d’obbligo, coniugando natura ed enogastronomia: dopo una passeggiata tra le cromie della Riserva Naturale Gola del Furlo, dove i toni caldi di ornielli, scotani e pioppi si alternano al verde brillante dei lecci e si specchiano nel fiume Candignano sul fondo di un suggestivo canyon – impagabile è la vista del paesaggio che si gode dalle terrazze panoramiche del Monte Pietralata – ci si può fermare ad Acqualagna, capitale marchigiana del tartufo bianco, magari proprio in occasione della celebre Fiera del Tartufo, che nell’edizione 2020 ha luogo in ottobre (25 e 31) e in novembre (1, 7-8 e 14-15) e che ha la sua “gemella” in un altro borgo degno di nota, Sant’Angelo in Vado, dove la Mostra del Tartufo Bianco va in scena ancora una volta a ottobre (10-11, 17-18, 24-25 e 31) e il 1° novembre.

Tartufo Bianco di Acqualagna

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