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Calabria: i paesaggi della contemplazione


Domenica 02 agosto 2020

Con i suoi tanti e millenari contrasti, è con certezza una “narrazione” straordinaria d’arte, natura, genti, borghi e tradizioni. Un invito esclusivo alla contemplazione: la Calabria è uno stato d’animo.

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Calabria: i paesaggi della contemplazione

Piminoro in AspromontePiminoro in Aspromonte - Foto Aspromonte Wild

«…Dio che terra! Che terra di meraviglie! Che refrigerio ti dona all’animo!». Questa famosa frase dello scrittore russo Nikolai Vasilievich Gogol descrive perfettamente anche il sentiment che la Calabria e i suoi paesaggi scatenano agli occhi di ogni visitatore. Esattamente come è accaduto al noto regista tedesco Wim Wenders il quale, completamente persosi nella bellezza dei paesaggi calabresi, li ha voluti definire come “i paesaggi della contemplazione”. La Calabria, infatti, con i suoi tanti e millenari contrasti, è con certezza una “narrazione” straordinaria d’arte, natura, genti, borghi e tradizioni. Un invito esclusivo alla contemplazione: la Calabria è uno stato d’animo. 

Il Vallone della Madonna nel cuore aspromontanoIl Vallone della Madonna nel cuore aspromontano - Foto by Aspromonte Wild

Uno scrigno di paesaggi e borghi

La Pace Lacustre - Foto by Aspromonte Wild La Pace Lacustre - Foto by Aspromonte Wild 

In Calabria, paesaggi e borghi millenari ancora oggi intatti sono sempre pronti a diventare delle esclusive “scenografie e location” anche per l’industria cinematografica che, da sempre, è stata un valido strumento di promozione turistica per la regione in quanto i suoi paesaggi, i borghi e le città sono di un fascino struggente dislocati ovunque. Immersi nel verde dei suoi boschi tra bellezze, rovine e misteri; sulle coste, con torri e tonnare; nelle piane, punteggiate da cedri, ulivi, agrumi e bergamotti; o nell’interno, fra chiese, conventi, abbazie, trappeti e fiumare; tutti emergono in maniera prepotente, urlando al mondo la loro presenza. Gli esempi che seguono, pertanto, bene interpretano ciò che “Davanti al paesaggio (calabrese) gli occhi dell’anima colgono, che gli occhi non possono invece cogliere”. (Con l’aiuto di C. Baudelaire).

Roghudi Vecchia e la Fiumara dell'Amendolea - Foto by Grazia GioèRoghudi Vecchia e la Fiumara dell'Amendolea - Foto by Grazia Gioè

Aspromonte Paesaggio - Foto by Aspromonte WildAspromonte Paesaggio - Foto by Aspromonte Wild

I paesaggi dell’anima

Certosa Di San BrunoCertosa Di San Bruno - Interno - Foto by Grazia Gioè

Già dagli anni Trenta, sullo sfondo di un paesaggio smeraldo e incastonato nel misticismo della Certosa, il borgo di Serra San Bruno - Vibo Valentia - e il paesaggio e i borghi della Sila sono i protagonisti assoluti della macchina da presa. Ma l’aspra bellezza del paesaggio calabrese, con i suoi laghi e boschi, è anche lo sfondo di importanti film dell’epoca quali il “Il lupo della Sila” e “Il patto col diavolo”, nei quali, indelebilmente, s’immortalano antichi paesaggi agrari della sua montagna: dalla Sila all’Aspromonte, confermando ancora la Calabria, come la terra dei paesaggi dell’anima. Nell’Area Grecanica, poi, tra i borghi di Pentedattilo, Chorio e Condofuri, nel film “Terra senza tempo”, fra i paesaggi d’ulivo e gelsomino, possiamo invece ammirare le eleganti movenze delle raccoglitrici calabresi, mentre il borgo di San Luca (Reggio Calabria) - uno dei pochi borghi italiani certificati come “Paesaggio d’Autore” - detiene appieno la scena nel film “Terra d’Alvaro”.

Il Borgo di Pentedattilo Area dei Greci di Calabria - Foto by Aspromonte Wild (1)Il Borgo di Pentedattilo Area dei Greci di Calabria - Foto by Aspromonte Wild

Bova il BorgoBova il Borgo - Foto di Grazia Gioè

Paesaggi e borghi esistenziali

Costa Tirrenica una Spiaggia - Foto by Aspromonte Wild
Costa Tirrenica una Spiaggia - Foto by Aspromonte Wild

Anche celebri registi come Monicelli e Pasolini scelsero, per alcuni loro famosi film, i paesaggi esclusivi della Calabria. “L’armata Brancaleone” e “Il Vangelo secondo Matteo”, per esempio, sono stati girati rispettivamente a Le Castella e a Cutro (Crotone). La solennità di quest’ultima, peraltro, fu descritta dallo stesso Pasolini come un luogo «…Dove le colline sembrano dune immaginate da Kafka e il tramonto le vela di un rosa sangue». Anche altre e più recenti produzioni audiovisive, come il film “Arbëria”, fra i borghi del territorio arbëresche di Oriolo, Mormanno, Spezzano Albanese, San Giorgio Albanese e San Demetrio Corone (Cosenza) e, il “Il povero Cristo”, di Vinicio Capossela, ambientato nel famoso borgo di Riace (Reggio Calabria), assurgono il paesaggio calabrese al ruolo di paesaggio esistenziale, che può emergere solo in una terra come la Calabria, nell’unico fil rouge della contemplazione paesaggistica.

Resti Castello Ruffo AmendoleaResti Castello Ruffo Amendolea - Foto by Grazia Gioè

Lo Stretto al TramontoLo Stretto al Tramonto - Foto by Aspromonte Wild

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