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I borghi dell'Abruzzo si mettono in cooperativa per rinascere a nuova vita


Martedì 19 marzo 2019

Dopo il sisma del 2016, undici comuni hanno aderito a un'iniziativa regionale volta a sviluppare le risorse interne e a mantenere vivo il fascino artistico dei centri storici

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I borghi dell'Abruzzo si mettono in cooperativa per rinascere a nuova vita

L'unione fa la forza. Lo sanno bene gli abitanti dei borghi dell'Abruzzo che, dopo il sisma dell'estate 2016, si sono rimboccati le maniche per mantenere vivo il fascino artistico e culturale dei paesi colpiti dal terremoto attraverso laboratori di cittadinanza attiva. Si tratta di cooperative volte a rispondere alle esigenze quotidiane dei cittadini. Vere e proprie imprese locali concepite per rendere più agevoli le dinamiche delle piccole comunità: dalla riapertura dell'emporio storico al trasporto scolastico dei bambini, dall'assistenza agli anziani alla spesa a domicilio, passando per la valorizzazione dei prodotti alimentari tipici e lo sviluppo del settore turistico. Grande attenzione, inoltre, è dedicata alla cura del territorio naturalistico e alla gestione sostenibili delle risorse forestali.

Atri

Una rete di borghi cui partecipano undici comuni, dal più piccolo, Santo Stefano Sessanio (113 abitanti) al più grande, Tollo (4.122):

 «Le cooperative di comunità - ha spiegato Massimiliano Monetti, architetto di Chieti e presidente di "Confcooperative Abruzzo" - possono rappresentare una svolta per i nostri piccoli paesi delle aree interne, in primis quelli colpiti dai terremoti, perché uniscono gli abitanti in un progetto comune, competitivo e ad ampio raggio, ma la Regione Abruzzo deve prevedere subito un incentivo economico e modificare alcuni aspetti troppo vincolanti della legge approvata nel 2015».

Scanno

La strada è lunga ma è quella giusta. Anche se l'Abruzzo ha bisogno degli stessi abruzzesi per risorgere e attirare sempre di più i visitatori.

«Serve un incentivo per far nascere queste cooperative - conferma Monetti - Basterebbero per cominciare 10mila euro a cooperativa, 100mila euro in tutto, se teniamo fermo l’obiettivo alle dieci realtà da appoggiare come realtà pioniere. Anche "Confcooperative", del resto, è pronta a fare la sua parte, con fondi e il sostegno per le start up. Intanto abbiamo uno staff tecnico che può supportare queste cooperative, il che rappresenta un aiuto diretto in termini di servizi». 

Insomma, l'Abruzzo, terra famosa per borghi caratteristici come Atri, Castel del Monte, Roccascalegna e Scanno, riparte dal gioco di squadra dei suoi abitanti. E invita i turisti di tutta Italia e da tutto il mondo ad assistere allo spettacolo di una regione meravigliosa.

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