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e-borghi travel 7, Isole e borghi: Isole Tremiti, paradisi solitari

Sono l’ultima frontiera dell’Adriatico. Cinque piccoli eden conosciuti in epoca romana con il nome di Diomedee, dal nome dell’eroe greco Diomede, il quale, secondo la leggenda, diede forma al Gargano e al Subappenino dalla pietra ricavata dalla rocca di Pergamo per poi creare, con i massi rimasti, le isole: lanciò i sassi nel mare blu e le cinque isole emersero poco a poco. Arcipelago ricco di calette che si affacciano su un mare mozzafiato e meraviglia per gli amanti delle immersioni e della pesca subacquea, le Tremiti si dividono tra le principali San Domino e San Nicola, le due isole principali, entrambe abitate, e le tre isole minori, Capraia, Pianosa e Cretaccio, tutte e tre disabitate. Abitato già in antichità, l’arcipelago è oggi ambita meta turistica e ideale luogo di villeggiatura per coloro che cercano il grande spettacolo del mare e un turismo lontano dai grandi flussi turistici. Un paradiso a 22 chilometri dalle coste del Gargano e nella spettacolare Puglia.

Arte sull’Adriatico

Cuore storico, amministrativo e culturale dell’arcipelago, l’isola di San Nicola è la più importante delle cinque. E’ dominata dall’abbazia fortificata di Santa Maria a Mare, che propone l’interno a tre navate con un bel pavimento a mosaico nella navata centrale, una particolare croce lignea di forme bizantine e una statua di Madonna con Bambino; un tempo era definita “la Montecassino in mezzo al mare”, costruita dai benedettini nel 1045. L’isola propone un ricco patrimonio culturale immerso in un contesto paesaggistico di grande impatto. All’abbazia si uniscono infatti altre emergenze architettoniche di pregio come la Torre dei Cavalieri del Crocifisso, la Torre del Pennello - un tempo torre di controllo sulla baia -, la Torre Angioina - detta anche Torre del Ponte -, sita nella zona dove un tempo sorgeva il ponte levatoio voluto e costruito da Carlo II d’Angiò, e il Torrione dei Cavalieri di San Nicolò. San Nicola è però anche natura a profusione, tutta da godere possibilmente a bordo di una barca o un gommone, circumnavigando l’isola tra calette e grotte tra cui quella del Ferraio e quella della Madonna.

Calette e pini d’Aleppo

Ricoperta da una pineta di pini d’Aleppo che in più punti dell’isola giunge fino alle rocce a strapiombo sul mare, l’isola di San Domino è la più grande dell’arcipelago e, per gli aspetti paesaggistici, è la più ricca. Eterogenea è anche la sua offerta turistica, la più vasta delle Tremiti, con numerosi villaggi turistici, residence e hotel. Imperdibile è percorrerne il periplo, possibilmente seguendo il perimetro dell’isola in senso orario, partendo dal porto di San Domino e proseguendo alla volta dell’unica spiaggia sabbiosa dal fondale basso dell’arcipelago, Cala delle Arene, per toccare poi numerosi bellissimi punti come la punta più orientale dell’isola, Punta dello Spido, Cala Matana - alla quale Lucio Dalla dedicò l’album “Luna Matana” -, poi Punta dal Pigno, Cala dell’Elefante - che ne ricorda la forma -, poi la Grotta del Sale, la Grotta delle Viole, Cala dei Benedettini, Punta del Vuccolo, zona più occidentale dell’isola, Punta del Diamante e i Pagliai, quattro grandi scogli. Mare, calette, grotte, scogli ma anche una natura rigogliosa dove alla pineta di pini d’Aleppo si unisce un ricco sottobosco popolato dalle tipiche specie della macchia mediterranea come il mirto, il rosmarino, il ginepro e il lentisco.

Scogli d’alto mare

Sono piccoli paradisi disabitati, le tre isole minori delle Tremiti. Poco più di uno scoglio, il Cretaccio deve il suo nome alla creta giallastra che lo compone e che è costantemente erosa dalle acque del bellissimo mare che la circonda. E’ invece Capperaia l’altro nome dell’isola di Capraia, per la presenza di estese zone coperte di piante di capperi; non vi è ammesso sbarcare ma gli escursionisti si avvicinano alle sue rive nei pressi delle quali si trova una statua sommersa di padre Pio. Distante una ventina di chilometri dal cuore dell’arcipelago è invece Pianosa, distesa rocciosa con un’altezza massima di 15 metri che, in caso di mareggiata, viene quasi completamente sommersa. Inserita nella Riserva Marina Integrale, presenta i fondali più spettacolari per flora e fauna dell’intero arcipelago. Una meraviglia inaccessibile, persa nel cuore del mare Adriatico, inghiottita dal profondo blu delle sue acque, esplorabile solo da qualche privilegiato subacqueo accompagnato da guide autorizzate.

Fondali incantati

Cefali, orate, astici, dentici, polpi, cernie e seppie. Sono solo una parte delle specie che popolano la Riserva Marina dell’arcipelago delle Tremiti, nata il 14 luglio del 1989. Tra gli habitat naturali più belli del bacino del mar Mediterraneo, la riserva naturale include le aree costiere delle isole ricche di alghe quali l’Acetabularia Mediterranea e la Corallina Mediterranea. La ricca fauna ittica e le numerose specie vegetali unite alla particolare conformazione dei fondali rendono il panorama sottomarino una delle imperdibili meraviglie di quest’angolo di Adriatico, area ideale per immersioni subacquee. La berta maggiore, che raggiunge le scogliere dell’arcipelago in primavera per nidificare, e il gabbiano reale sono due uccelli marini che popolano l’arcipelago, ai quali si uniscono i rettili come la lucertola campestre, il biacco e il geco verrucoso, mentre tra i mammiferi vi sono il topolino domestico e il ratto nero.  

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