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e-borghi travel 46, Speciale borghi delle invenzioni: Saludecio, il borgo delle invenzioni dipinte

Raccontare l’origine delle invenzioni che hanno cambiato il mondo è quanto mai affascinante. Lo si può fare sfruttando la magia delle parole, la suggestione della musica o perché no, le immagini. Ed è esattamente ciò che accade tra le vie di Saludecio, un borgo della Romagna dove i muri si tingono e si animano grazie a dei disegni raffiguranti la nascita di geniali creazioni del XIX secolo. Dal cinema alla Coca-Cola, dal fumetto alla pizza Margherita passando per il tutù delle ballerine ai jeans Levi’s, è dal 1991 che ogni anno nuove opere di street art si aggiungono a quelle già esistenti. L’occasione? Una manifestazione chiamata “800 Festival” durante la quale gli artisti danno vita alle loro raffigurazioni restando a contatto col pubblico, consentendo così una piena partecipazione della cittadinanza e dei visitatori. A oggi i murales sono una cinquantina e costituiscono una vera e propria mostra en plein air che ha portato il comune a essere menzionato come “Città dei Muri Dipinti”.

Un viaggio per immagini tra le invenzioni

L’avventura di Saludecio nel favoloso mondo delle invenzioni illustrate inizia poco più di trent’anni fa su iniziativa dell’Associazione Arperc (Arte per Comunicare) di Marisa Russo. Dopo avere accettato di buon grado, il comune ha dato il via per consentire ai muralisti - scelti dalla signora Russo in persona - di dare sfogo al proprio estro, sintetizzando con le loro opere “Le invenzioni dell’Ottocento” così da narrare passato e presente tra storia e simbologia. Addentrandosi tra le stradine incastonate tra via degli Orti e via Roma, un saliscendi di colori si spalanca davanti agli occhi e sono soltanto i più curiosi coloro che riescono a scoprire anche i punti più nascosti. Figure che con le loro linee e sfumature evocano il frutto di menti brillanti che, in qualche modo, hanno rivoluzionato le abitudini dell’umanità. Chi non accende una lampadina quando si fa buio? Chi non ha mai usato una lametta? E poi radio, telefono, automobile, fotografia, macchina da scrivere…e perfino il reggicalze!

Il fascino dell’ingegno diventa street art

Questo borgo dell’entroterra romagnolo fa parte dell’Associazione Italiana dei Paesi Dipinti e per questa sua peculiarità è una calamita per chiunque ami la street art e non voglia farsi sfuggire l’occasione di portare a casa degli scatti indubbiamente “instagrammabili”. Il vero divertimento consiste nell’andare in giro per Saludecio lasciandosi ispirare e, come in una caccia al tesoro, scovare un murales non ancora visto. Alcune invenzioni potrebbero sembrare perfino ovvie, si pensi – per esempio – alla bicicletta, altre invece sono particolarissime. Si può andar via senza immortalare le illustrazioni che celebrano la bomboniera di nozze e il dado per il brodo? Eppure, questo villaggio del riminese riserva molto altro. Mentre ci si destreggia in questo labirinto creativo, ci si imbatte infatti in svariati monumenti e luoghi di interesse. Tra tutti spicca la chiesa di San Biagio che oltre ad accogliere le spoglie del veneratissimo Sant’Amato Ronconi, è scrigno di un consistente numero di opere d’arte.

Oltre l’arte, la devozione

La storia del borgo è strettamente connessa alla figura di Sant’Amato Ronconi, uomo del XIII secolo dedito ai poveri e ai pellegrini, al quale si attribuiscono diversi miracoli. È nel Museo di Saludecio e del Beato Amato che si trovano in esposizione una serie di oggetti sacri che testimoniano l’immensa devozione della popolazione. L’edificio sorge in piazza Beato Amato Ronconi, presentandosi come una carrellata di quasi trecento opere che documentano lo spirito religioso e l’animo culturale della città. Restando nella medesima piazza, si nota facilmente una cappella che solo avvicinandosi rivela la sua meraviglia: piccoli frammenti di un grande albero. È ciò che rimane dell’Olmo del Beato Amato, pianta che pare sia germogliata proprio in seguito a un prodigio. In ultimo, vale una tappa il castello di Cerreto, a pochi chilometri dall’attuale abitato di Saludecio. Questo borgo rurale incorniciato nel paesaggio è reso famoso dal suo carnevale caratterizzato da antiche maschere denominate “Pagliacci”.

di Gaia Guarino

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