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e-borghi travel 22, Speciale borghi del mistero: Mondaino: a passeggio col mistero

Giovanni Muzzarelli era un apprezzato poeta rinascimentale. Tra i suoi sostenitori c’era addirittura Papa Leone X - che alla nascita faceva de’ Medici, ovvero il secondogenito del celebre Lorenzo -, colui che portò gli sfarzi delle corti rinascimentali a Roma. Fu questo pontefice a concedere a Muzzarelli la prestigiosa rocca malatestiana di Mondaino, dopo che il poeta cadde in disgrazia. E fu proprio a questo bellissimo borgo dell’entroterra riminese che Muzzarelli legò il suo destino, non tanto per le sue pur apprezzate doti poetiche, ma per la leggenda che vuole il suo fantasma aggirarsi ancora oggi nella rocca. Muzzarelli fu infatti vittima di un omicidio collettivo - probabilmente gettato in fondo a un pozzo ancora vivo - per mano dei suoi compaesani, invidiosi dei suoi poteri di Capitano della Comunità. Per infittire il mistero, esiste anche un’altra versione del reato, a sfondo passionale, che vuole il poeta vittima di un marito geloso. Accadde agli inizi del Cinquecento, e da allora la leggenda legata al suo fantasma non è che uno degli aspetti più affascinanti del borgo e della sua Rocca Malatestiana.

Le vie della storia

Ancora oggi la Rocca è una sorta di cartina tornasole della storia di questo borgo immerso nelle colline. Dal suo terrazzo si ammirano da un lato la Romagna e dall’altro il Montefeltro e nelle sue fondamenta sono scavati passaggi segreti. Fu eretta nel Trecento dai Malatesta, tassello fondamentale della loro linea difensiva, e nei secoli si arricchì di nuove architetture. La si può ammirare da Porta Marina e passeggiando per le vie esterne fino al centro storico, dove l’ottocentesca Piazza Maggiore è tutta da ammirare con il suo loggiato a crescente. La “padella”, così la chiamano i mondainesi, con il manico che è via Roma. Altro mistero: il nome dell’architetto che la realizzò, ancora oggi sconosciuto. Dai misteri alle magie, quelle reali: Mondaino sorprende per l’Alboreto, luogo incantato a pochi chilometri dal centro, nove ettari di parco popolato da boschi, foreste, giardini e sentieri, un luogo perfetto anche per far conoscere ai ragazzi la flora e la fauna in un posto unico, grazie a un’aula didattica e una biblioteca.

La leggenda di Diana

Non vi sono dubbi che Mondaino sia un luogo leggendario. Fantasmi, misteri e magie ne accrescono, se possibile, il fascino. E questo borgo è legato anche al mito. Il nome Mondaino si rifà infatti ai daini, gli animali sacri alla dea Diana: Mons Damarum, ovvero il monte dei daini. Nei pressi del borgo e in epoca romana si trovava, secondo la tradizione, un tempio pagano dedicato alla dea della caccia, che sorgeva in un luogo ricco di selvaggina e, appunto, di daini. Nessuno ha mai trovato evidenza del tempio, ma è curioso vedere come il culto della dea torni nella storia di Mondaino, oltre che nel nome, in antiche notizie che parlano della presenza di “sontuosi bagni”, simbologia fortemenete legata all'iconografia con cui spesso la divinità viene rappresentata. Ogni estate, nel mese di agosto, a fare rivivere le tradizioni c’è il palio del Daino, una ricostruzione medievale con balli, antichi mestieri, giochi e specialità gastronomiche che ricorda come Mondaino sia anche “il paese dei patti”, per avere ospitato incontri diplomatici come quello che viene celebrato durante il palio tra Federico da Montefeltro e Sigismondo Malatesta.

Giuliano e Diamante

Anche San Francesco restò affascinato dalle terre di Mondaino, tanto che sul colle dove si fermò a fare orazione durante le sue peregrinazioni in Romagna di lì a poco fu eretto l’importante convento francescano di Monte Formosino. Un luogo importante nella storia del borgo che nei secoli fiorì per la presenza di illustri teologi. Ma anche un luogo che aggiunge un nuovo tassello ai misteri del borgo. Proprio nel cimitero del convento la leggenda narra che si trovi la tomba di una giovane donna misteriosamente omaggiata di fiori splendidi, freschi anche quando tutto attorno c’è la neve e non si vede nessuna impronta. Un arcano, che è  legato però a una storia realmente accaduta nel 1475: la tenera storia d’amore finita in tragedia di Giuliano e Diamante. La vicenda  viene rievocata anche durante il palio del Daino, con trovatori che in perfetto stile medievale consentono ai visitatori di scoprire Mondaino attraverso i luoghi dove Diamante, figlia di un calzolaio, è cresciuta, tra casa e bottega. Un modo coinvolgente per conoscere Mondaino, la sua storia e i suoi misteri senza tempo.

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