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e-borghi travel 20, Speciale rievocazioni e tradizioni: Valle di Cembra e Altopiano di Piné

Un portagioie da aprire delicatamente e di cui apprezzarne ogni singolo prezioso. Dalla magia dei laghi ghiacciati ai sapori tradizionali, la Valle di Cembra e l’Altopiano di Piné custodiscono numerosi tesori. Si tratta dei loro borghi, ognuno con la sua storia, le sue usanze e le sue curiosità. Sono luoghi nascosti, abbracciati dalle montagne ma facilmente accessibili, ideali per chi cerca una vacanza rilassante all’insegna del turismo lento o anche per chi invece va a caccia di sport e – perché no – di un pizzico di adrenalina. Il territorio offre diverse opportunità, dalle ciaspolate al chiaro di luna o al tramonto, quando il pallido sole invernale tinge di rosso le cime delle Dolomiti di Brenta, al nordic walking durante il giorno, dalle escursioni a cavallo nei boschi innevati al brivido della velocità sul ghiaccio dell’anello olimpico. Montagne dolci e adatte a tutti, per respirare la bellezza dei panorami e all’aria aperta ci si dimentica dello stress. La quotidianità cambia, ci si ricarica tuffandosi in un’esplosione di natura che lascia senza parole.

Le mille sfumature del territorio

Metti una giornata di sport, un trekking più o meno impegnativo, un giro a cavallo, volteggi sui pattini o magari un allenamento di tiro con l’arco. O ancora immagina una gita a base di cultura, magari per musei, qualche ora dedicata alla conoscenza. La cornice perfetta? Quella del buon cibo. Farsi coinvolgere dai sapori locali è molto semplice, sull’Altopiano di Piné e in Valle di Cembra: numerose sono infatti le proposte enogastronomiche per assaporare i prodotti della terra, quei sapori genuini di un tempo, i profumi. La nostalgia di un’antica ricetta che continua a vivere in un piatto. Formaggi, miele, salumi e altri ingredienti a chilometro zero portano in tavola l’allegria, e cosa sarebbe un pasto se ci si dimenticasse del vino o della birra artigianale prodotta con i cereali coltivati localmente. I vigneti terrazzati della Valle di Cembra non deludono nemmeno i palati più sopraffini. Avventurarsi tra le cantine e le distillerie è un’esperienza unica, una degustazione da mettere nella propria bucket list per…inebriarsi. Versare per credere!

Grauno, lo sguardo sulla Valle di Cembra

Benvenuti nel paese più alto della Valle di Cembra. Al confine con la Valle di Fiemme sorge Grauno, un piccolissimo borgo sito a poco meno di 1.000 metri d’altitudine adagiato sulle sponde dell’Avisio. Questo territorio, dichiarato Paesaggio Storico Rurale, presenta i caratteristici terrazzi che dalle pendici del Dosso del Colle si spingono fino al torrente. Grazie alla tenacia delle colture eroiche sono stati creati settecento chilometri di muretti a secco divenuti recentemente Patrimonio Immateriale Unesco, dove si preserva ben salda la cultura del vino. Sono parecchie le cantine vinicole, sebbene negli ultimi anni non solo l’uva abbia fatto da padrone. I frutti di bosco si sono ritagliati il loro posto tra le colture locali affiancando altre importanti risorse come, per esempio, il legno che si ricava dai boschi vicini. L’architettura di Grauno presenta tratti distintivi come i portici e i bei balconi delle case, ma a dominare la vista è la chiesa parrocchiale di San Martino che con il suo campanile si fa notare già in distanza.

Il Carnevale di Grauno, tanti colori per un evento speciale

Il febbraio di Grauno è colorato dal Carnevale. È un imperdibile appuntamento noto in tutto il Trentino, un programma che ogni anno si riempie di eventi e che sfocia nell’entusiasmo del Martedì Grasso. Particolarmente intrigante, coinvolge tutti i residenti e gli ospiti che possono così conoscere il piacere della tradizione. Il Carnevale di Grauno si conserva immutato nel tempo, durante quelle giornate il borgo prende vita con svariate manifestazioni, anche se ciò che si attende con trepidazione è il rituale del rogo del pino, un’usanza che simboleggia un augurio di fecondità. Prima di arrivare al clou del Carnevale, vi è una preparazione specifica che prende avvio durante la notte dell’Epifania con un cerimoniale particolareggiato. Il falò viene acceso la sera dopo l’Ave Maria quando parte il corteo con in testa i suonatori di fisarmonica. Sarà poi l’ultimo sposo dell’anno insieme alla sua consorte ad accendere la fiamma che renderà il pino visibile da qualsiasi punto della Valle di Cembra.

Piazzo di Segonzano, l’incontro tra storia e natura

Se fosse una fiaba, la storia di Piazzo di Segonzano inizierebbe con un classico “C’era una volta”. I nobili come protagonisti ci sono, così come il castello, una rilevante costruzione medievale. Le maestose mura merlate e la torre rappresentano una delle principali attrazioni del borgo. L’antico palazzo deve parte della sua fama alle tele di Albrecht Dürer che. durante il suo passaggio in Italia sul finire del Quattrocento, lo ritrasse nei suoi acquarelli. Un’autentica meraviglia sono inoltre le Piramidi di Terra, un fenomeno geologico rarissimo che risale all’ultima glaciazione e che porta il visitatore davanti a creste, pinnacoli e altissime colonne sovrastate da un masso di porfido, roccia diffusissima nella zona che grazie ai terreni terrazzati ha permesso lo sviluppo di uve adatte per vini bianchi, rossi, base-spumante e grappe. Da mettere in lista la passeggiata alla vicina Cascata del Lupo e al Santuario della Madonna dell’Aiuto, qui viene conservato un quadro ritenuto miracoloso, giunto a Segonzano nel corso del XVII secolo e oggi meta di molti devoti.

Baselga di Piné, una girandola di emozioni 

Un ventaglio di esperienze: se puoi immaginarlo, a Baselga di Piné puoi farlo. È il borgo principe dell’omonimo altopiano, un centro dove si può spaziare tra attività prettamente turistiche, ricreative e sportive. Un luogo dove vivere l’essenza della natura, magari sulle rive del Lago di Serraia, rilassandosi, divertendosi con gli sport d’acqua o degustando un gelato artigianale con i frutti di bosco locali. Ma Baselga di Piné è anche spiritualità: di grande interesse sono sia la chiesa di San Mauro sia L’Antica Pieve di S. Maria Assunta, un tripudio di stili architettonici che si sono accavallati durante i vari rimaneggiamenti subiti dall’edificio. Nella frazione di Montagnaga si trova infine il più frequentato luogo mariano della regione, il Santuario della Madonna di Piné dove secondo la tradizione la Madonna sarebbe apparsa 5 volte a una pastorella del XVIII secolo. Gli appassionati di storia non possono perdersi l’Albergo Alla Corona, uno dei primi alberghi del luogo divenuto sede del Museo del Turismo Trentino.

Baselga di Piné, l’emozione del ghiaccio

Un tempo si scivolava sui laghi, indossando un paio di pattini ci si spostava con eleganza e leggerezza. Baselga di Piné ne conserva la tradizione e la passione, non a caso è uno dei templi del pattinaggio italiano. Il rumore delle lame sulla pista è un’emozione comprensibile soltanto a chi la vive, per questo vale la pena cimentarsi. Allacciate i propri stivaletti e via. Questo borgo ospita lo stadio del ghiaccio Ice Rink Piné, scenario talvolta di Coppe del Mondo ed Europee per il pattinaggio di velocità, un palazzetto aperto sia d’estate sia d’inverno con un ulteriore anello esterno, una pista artificiale olimpionica che si veste da novembre a marzo per la velocità on ice e da maggio a fine settembre per chi invece preferisce le rotelle su cemento. Una destinazione, insomma, per chi vuole provare il brivido di uno degli sport più affascinanti, perfetta per i giovani d’età e per chi è giovane dentro e non teme gli scivoloni, perché l’importante non è come cadi, ma come ti rialzi. È questa la filosofia di un vero pattinatore. 

Miola, dove il presepe prende vita

Una frazione di Baselga di Piné davvero particolare è Miola. Già il nome porta con sé un alone di mistero, c’è chi dice che significhi ‘metà’ o chi lo ricolleghi alla ‘roccia’, elemento caratterizzante le sue vie. In ogni caso, ciò che davvero la caratterizza è il suo ruolo di paese dei presepi. Qui si viene incantati da una purissima atmosfera natalizia, una magia da svelare negli angoli più suggestivi del borgo. La tradizione dei presepi artistici ruba il cuore, senza contare le luci alle finestre, i portici, le piazzette decorate a festa. Dicembre è il mese che più racconta l’essenza di questo posto. Miola è anche natura, impareggiabile la vista su alcune aree verdi circostanti come la collina boscosa di Dosso di Miola. Per chi si recasse qui durante l’estate, la data da segnare sul calendario è il 16 agosto, il giorno in cui si festeggia il santo patrono, San Rocco. È a lui che è dedicata la chiesa parrocchiale ed è per lui che con una processione lungo le vie si celebra la tradizionale sagra organizzata presso lo stadio del ghiaccio.

Fornace, il brillare dell’argento

Fornace, segni particolari estrazione e lavorazione del porfido. È questo il motore dell’economia ma il borgo si presenta ai visitatori con tante ricchezze. Percorrendo il percorso storico-culturale noto come Sentiero di Monte Piano, si parte dalla piazza del Castello, di origine medievale, sede del Comune e visitabile, e passo dopo passo ci s’imbatte nelle testimonianze dell’attività mineraria di epoca medievale. La storia di Fornace si incrocia con l’intensa pratica dell’estrazione dell’argento sul Monte Calisio, è probabile infatti che il nome Fornace derivi da fornas, cioè i forni per la fusione del prezioso metallo. Una chicca è la chiesetta di S. Stefano con i suoi affreschi, è qui che è stato rinvenuto il trittico tardogotico, altare di S. Domenico, conservato presso il Museo Diocesano Tridentino. Chi volesse tuffarsi nel green prenda nota del Pian del Gacc, un punto di partenza per gli amanti del trekking e della mountain-bike e per chi non vede l’ora di lasciarsi sedurre dalle leggende lungo il Sentiero degli Gnomi.

Civezzano, l’architettura che seduce

Si poggia su un terrazzo glaciale e osserva il torrente Fersina. A pochi chilometri da Trento, si scorge Civezzano. I fautori dello slow tourism non possono che innamorarsi del piccolo lago Santa Colomba. Circondato da una fitta pineta, nei mesi caldi è una calamita per gli amanti della natura, ideale per una nuotata e un po’ di sole. Questo specchio d’acqua, con la sua ricca fauna ittica, attira chi pratica pesca sportiva, e costituisce il punto di partenza per itinerari escursionistici alla scoperta delle Canope, antiche miniere d’argento. Altro landmark è il castello che domina il borgo – Castel Telvana – di epoca medievale, che trasmette attraverso la sua architettura i cambiamenti intercorsi attraverso i secoli. E per chi senza arte non sa stare, l’ultima tappa non può che essere la Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta. Edificata nel XVI secolo sulle fondamenta di chiese romaniche e paleocristiane, si presenta vestita di preziosi affreschi rinascimentali che lasceranno gli occhi dei visitatori colmi di stupore.

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