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e-borghi travel 2, Benessere e borghi: San Pellegrino, benessere “quattro stagioni”

San Pellegrino, benessere “quattro stagioni”

È l’acqua, il tema conduttore di San Pellegrino Terme, borgo nel cuore della Val Brembana, nel quale relax e coccole sono piaceri quotidiani e nello scenario delle Prealpi Orobie. L’acqua termale della sorgente Vita – alla quale sin dal 1992 il ministero della Sanità ha riconosciuto proprietà terapeutiche - rende il borgo un’oasi di benessere in cui prendersi cura di sé con trattamenti dedicati o in cui abbandonarsi al piacere di un’esperienza rigenerante lontano dalla frenesia. Le rilassanti passeggiate sulle montagne circostanti, i percorsi ciclistici - da non perdere l’itinerario che si sviluppa da Zogno a Piazza Brembana per oltre 20 chilometri - e le numerose possibilità di esplorare la valle da una prospettiva diversa, quella del fiume Brembo, con il kayak o dedicandosi alla pesca, fanno del borgo una meta ideale da vivere in qualsiasi stagione dell’anno.

A tutta Art Nouveau 

A San Pellegrino Terme il tempo si è fermato a inizio Novecento, in piena Belle Époque, quando l’ottimismo e la voglia di leggerezza dominavano fra le classi più agiate alla ricerca di svaghi a portata di carrozza prima e di treno poi. Camminando tra i palazzi liberty del borgo, si respira ancora oggi l’allure dell’epoca in cui a “passare le acque” a San Pellegrino erano famiglie reali come i Romanov o i Savoia. In poco più di cinquant’anni, tra metà Ottocento e inizio Novecento, il borgo bergamasco si è trasformato in una delle “villes d’eaux” più glamour d’Europa con la costruzione del Casinò, del Grand Hotel, dello stabilimento di imbottigliamento dell’acqua minerale, di ville private e, infine, dello Stabilimento dei Bagni e della sala Bibite, un vero e proprio trionfo dell’Art Nouveau. Visitare oggi questi edifici significa intraprendere un viaggio nel tempo e tornare agli anni in cui la buona società trascorreva intere stagioni alle terme rilassandosi con buona musica, balli e ottimo cibo. Tutte coccole che possono essere godute anche oggi, un secolo dopo, regalandosi il tempo giusto per assaporarle pienamente e senza fretta.

L’acqua miracolosa

San Pellegrino è un’icona dell’acqua da bere. Impossibile lasciare il borgo senza un brindisi con queste bollicine analcoliche. La leggenda racconta che tra i primi estimatori delle acque “miracolose” del borgo, note fin dal 1200, ci sia stato Leonardo Da Vinci, seguito poi, in tempi più recenti, da Federico Fellini e Salvatore Quasimodo. Ancora oggi il borgo è a tutti gli effetti una meta ideale per chi cerca un relax benefico grazie agli effetti terapeutici dell’acqua sorgiva. Le acque sgorgano a 26 gradi da tre sorgenti con identica composizione - Palazzolo, Salaroli e Fonte Vecchia - e attraversano diversi strati di roccia prima di sgorgare dal suolo biologicamente pure, ricche di sali minerali. Per addolcire il retrogusto minerale, sono state aggiunte, a inizio ‘900, le mille sottili bollicine che hanno trasformato il nome del borgo di San Pellegrino in un emblema dell’acqua frizzante.

Benessere nel verde

Il relax a San Pellegrino passa anche attraverso passeggiate nel verde sulle montagne circostanti e lungo itinerari da percorrere con calma, lasciando correre lo sguardo sulle Alpi Orobie e sulla Val Brembana. In un’ora e mezza si può salire alla croce di ferro che sorge sulla vetta del Monte Zucco e veglia sul borgo attraversando prati, boschi e cascine per un dislivello di appena 245 metri. Di particolare fascino è la salita a Sussia, piccolo borgo - frazione di San Pellegrino Terme - che si raggiunge percorrendo un’ex mulattiera e passando dalla Tribulina Madrera dedicata alla Madonna delle Grazie. Per l’estate 2019 è previsto il ripristino della storica funicolare Centro-Vetta, a 110 anni dalla sua entrata in funzione e a trent’anni dalla sospensione delle corse. L’impianto porta in tutta comodità gli escursionisti al parco della Vetta, pronti per visitare le Grotte del Sogno, inoltrarsi nel bosco fino alla sorgente Boione fra cascatelle e piscine naturali e per sscoprire le ville liberty della frazione San Pellegrino Kulm. 

Grotte e diorama

Fra le meraviglie della natura di San Pellegrino Terme ci sono anche le Grotte del Sogno: un piccolo dedalo di stalattiti e stalagmiti dalle forme e dai colori singolari, tanto da essere paragonato, da molti, a un’esperienza onirica. Le grotte, tre pozzi impostati su un’unica faglia, sono state scoperte nel 1931 da Emenegildo Zanchi e sono state riaperte al pubblico nel 2012, dopo una chiusura trentennale. Nelle giornate soleggiate è piacevole raggiungere questo incanto nascosto percorrendo un’antica mulattiera che sale dal Casinò verso la frazione Vetta, godendosi il paesaggio sul fiume Brembo e sulle vette circostanti. Nei giorni di pioggia, invece, vale la pena visitare il Museo Brembano di Scienze Naturali allestito a Villa Speranza dove si può assistere a una rappresentazione tridimensionale di uno dei più belli paesaggi naturalistici delle Prealpi Orobie: la conca del Calvi, con il Pizzo del Diavolo sullo sfondo e, in primo piano, alcuni esemplari della fauna del territorio. Il diorama è stato realizzato dall’artista tedesco Uve Thuernau.

San Pellegrino gustosa

Prodotti caseari Dop e polenta taragna, realizzata con una dose molto generosa di formaggio - Bitto o Branzi -, sono i protagonisti della cucina del borgo bergamasco dove il piacere della vita significa anche buona tavola. Il borgo, così come l’intera Val Brembana, è un paradiso per gli amanti del formaggio: qui si possono gustare gli “strachitunt” Dop, erborinati prodotti sin dall’800 mescolando la cagliata della sera con quella della mattina prima poi di passare alla stufatura e alla salatura a secco; i “formai de mut”, formaggi di alpeggio dell’Alta Val Brembana - sempre Dop - e il taleggio Dop, mentre tra i Presidi Slow Food è d’obbligo provare l’agrì di Valtorta - il bitto storico delle valli -, lo stracchino all’Antica delle Valli Orobiche e il Branzi. Un posto d’onore sulla tavola di San Pellegrino Terme lo occupano le castagne - con cui sono realizzati gnocchi, zuppe e dolci -, i tipici piatti con lepre o capriolo in salmì e le erbe selvatiche, tra cui il “parùch”, lo spinacio selvatico che, unito alla panna e al formaggio, diventa una salsa irresistibile per accompagnare le salsicce e l’immancabile polenta di mais.

Dormire, gustare e comprare

E’ nel cuore dei monti bergamaschi che si stende la rinomata località di San Pellegrino Terme. Indirizzo di riferimento è l’Albergo Centrale, che propone stanze con tutti i comfort, il centro benessere e un ristorante non solo per gli ospiti dell’hotel ma anche per chi a San Pellegrino desidera trascorrere una giornata a tutto benessere. Lunga la tradizione dell’Albergo Papa, con sala meeting e ampia sala ristorante dove si servono i piatti tipici della cucina locale; ambienti completamente ristrutturati per l’hotel Avogadro, dove alle stanze si unisce l’accogliente sala ristorante dove vengono servite le specialità bergamasche tra cui la polenta taragna e i classici casoncelli. Risotti, casoncelli, polenta e stufati sono solo alcune delle specialità servite al ristorante Tirolese, dal 1976 nel centro storico della località termale, con la sala da pranzo disposta su due livelli e caratterizzata da un soppalco. Tanta polenta taragna nel menù del ristorante Cafè Liberty, meta ideale anche per banchetti. Casoncelli alla bergamasca, polenta con formaggio Branzi dop e tanta selvaggina come cervo e capriolo al ristorante Il Riposo, situato di fronte allo stabilimento internazionale Sanpellegrino, rinomato per la produzione dell’acqua. Per chi vuol portare con sé un po’ dei sapori di San Pellegrino Terme c’è il birrificio artigianale Via Priula, dove acquistare birre artigianali, Bohemian pils, blanche, dappelbock, american lager e birre alla frutta. Fermata d’obbligo è lo spaccio del Caseificio Giupponi, con prodotti a chilometri zero tra cui i formaggi di latte vaccino freschi come ricotta, crescenza, primo sale e Agrì di San Pellegrino Terme, oppure stagionati come Branzi, formaggio d’alpe e Bitto. Oltre ai formaggi, nello spaccio è possibile acquistare anche salumi e insaccati prodotti in caseificio e salse e marmellate delle aziende agricole della valle.

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