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Abetone: neve, condottieri ed eroi

A metà strada tra Firenze e Bologna svetta maestosa la Montagna Pistoiese, sulla dorsale meridionale dell’Appennino tosco-emiliano, territorio che comprende i borghi di Abetone Cutigliano - comune diffuso -, Marliana, San Marcello Piteglio e Sambuca Pistoiese. Per secoli la Montagna Pistoiese ha rappresentato l’unico valico di passaggio dell’appennino tosco-emiliano e pare che il generale cartaginese Annibale, durante la seconda guerra punica, abbia attraversato proprio la Montagna Pistoiese per muovere da Piacenza verso sud. Una leggenda - sono numerosi i luoghi che si contendono “l’onore” - che in questo territorio ha dato il nome a un passo in Val di Luce, a un impianto di risalita e a una pista rossa nel comprensorio dell’Abetone. Uno spaccato d’Italia un tempo attraversato da eserciti e rivoluzionari, oggi paradiso delle vacanze invernali: il comprensorio, infatti, è formato da una cinquantina di chilometri di piste per lo sci alpino - servite da 22 impianti di risalita - e da 18 chilometri di piste dedicate allo sci nordico. E c’è solo l’imbarazzo della scelta, per tutti i gusti e le abilità: gli appassionati di sci alpino hanno a disposizione una pista difficile, 14 facili e 14 tracciati di media difficoltà.

La via Ximeniana e le piramidi dell’Abetone

Sul monte Gomito, nel punto di congiunzione tra la val di Luce, la val di Lima, la valle dello Scoltenna e la valle del Sestaione, si distende la stazione sciistica più nota della regione: quella dell’Abetone, frazione del borgo di Abetone Cutigliano. A dare i natali al borgo, secondo la voce popolare, sarebbe stato l’abbattimento di un enorme abete - “abetone”, per l’appunto - nel corso dei lavori di costruzione del passo avviati nel 1766 dal Granducato di Toscana e dal Ducato di Modena. L’evento è tutt’oggi ricordato dalla chiesa di San Leopoldo, caratterizzata da linee sobrie vicine alle idee gianseniste del committente, il Granduca di Toscana, e da due piramidi settecentesche che sorgono nel centro del borgo. Le strutture, volute da Pietro Leopoldo e Francesco III e decorate con i rispettivi stemmi, sono infatti collocate l’una in quello che era il territorio del Granducato di Toscana e l’altra in quello del Ducato di Modena, uniti per sempre dal passo e dalla Via Ximeniana.  

Luna piena sulle piste di Zeno Colò

Proprio all’Abetone hanno mosso i primi passi sulla neve icone sportive del calibro di Zeno Colò, oro olimpico a cui sono dedicate ben tre piste: la Vittorio Chierroni, la Celina Seghi e, più recentemente, la Giuliano Razzoli. Il comprensorio offre una cinquantina di chilometri di tracciati tra i 1.385 metri di altezza del fondovalle e i 1.940 dell’Alpe Tre Potenze, destinati a coloro che possiedono una minima padronanza del “mezzo”, con cui divertirsi e lasciar correre lo sguardo fino a Firenze. E le emozioni sono garantite anche con gli eventi a tutta neve, soprattutto il “Full moon party”, la discesa in notturna prevista nelle notti di luna piena. Ma l’Abetone non è solo sci, natura, cultura ed enogastronomia. Durante l’inverno, infatti, si può anche esplorare il parco con ciaspolate guidate, camminare su tracciati di nordic walking nei boschi innevati e praticare sci di fondo su 18 chilometri di tracciati. D’estate, invece, il territorio si trasforma nel paradiso dei ciclisti, i “biker”, grazie all’“Abetone Gravity Park”, un punto di riferimento per discipline adrenaliniche come il downhill e il cross country.  

Cutigliano, insegne araldiche e snow tubbing

Un’alternativa a pochi minuti di macchina dall’Abetone è il vicino comprensorio di Doganaccia: dieci chilometri di piste assolate adatte ai principianti e affacciate sull’appennino tosco-emiliano, una pista di snow tubbing che permette di scendere a tutta velocità a bordo di gommoni e due anelli da fondo. Il modo più scenografico per raggiungere le piste di Doganaccia è salendo in quota con gli impianti di Cutigliano, borgo che affonda le proprie origini nell’Alto Medioevo e che sarebbe un delitto non visitare. Il cinquecentesco palazzo Pretorio - decorato con le insegne araldiche dei capitani di Montagne che si sono succeduti nel tempo - e la chiesa della Madonna di Piazza costituiscono due tappe impedibili per scoprire questo gioiello italiano. Il “Museo della gente dell’appennino pistoiese” di Rivoreta, località nei pressi del borgo, propone inoltre un viaggio negli usi e costumi locali, invitando visitatori e curiosi a mettere alla prova la propria manualità nella costruzione di giocattoli con materiali poveri.

Stelle, murales e ponti sospesi

Sulla Montagna Pistoiese sono numerosi i borghi nei quali la storia si intreccia con la natura e la tradizione assume nuove definizioni. Come Lizzano Pistoiese, di origini millenarie, che oggi si caratterizza per una serie di affreschi che gli conferiscono l’appellativo di “paese dei murales”. Salendo invece verso Gavinana da Maresca - borgo ai margini della Foresta del Teso e sede del cinquecentesco palazzo Rospigliosi -, si trova l’Osservatorio astronomico di Pian dei Termini. Il medievale borgo di Gavinana è legato a un eroe al quale è dedicato un intero museo: Francesco Ferrucci, cinquecentesco condottiero delle milizie della Repubblica fiorentina. Da San Marcello Pistoiese, borgo circondato da boschi, si raggiungono infine due luoghi iconici: la località Pontepetri, scenario della battaglia in cui morì Catilina nel 62 a.C., e il ponte sospeso, una passerella di 227 metri sul torrente Lima che prima di essere superato dal Giappone è entrato nel guinness dei primati quale “ponte pedonale più lungo del mondo”.

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